Le proposte dei Comuni per il decreto di aprile: moratoria per Consip e Codice appalti

04/04/2020
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Abolizione del Codice Appalti, sospensione degli obblighi di acquisto attraverso CONSIP, semplificazione delle procedure, finanziamenti “green”, aumento del Fondo per beni alimentari e di prima necessità.

Sono alcune delle proposte avanzate da ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, con oltre 3mila Soci in tutt’Italia, il 40% del totale, da inserire nel Decreto di Aprile annunciato dal Governo per il sostegno alla ripresa economica.

«Si tratta di proposte immediatamente cantierabili - afferma Francesco Pinto, Segretario generale dell’Associazione - anche per quanto riguarda la semplificazione delle procedure. I lacci e lacciuoli, rappresentano una vera palla al piede non solo per i privati ma anche, e forse ancor più, per i Comuni, vittime di un asfissiante bigottismo normativo e di una cultura del sospetto che allontanano le migliori energie, i migliori talenti». 

ASMEL propone di ridurre per un anno il perimetro d’azione di CONSIP, limitandolo agli acquisti per i Ministeri, come era previsto all’atto della sua costituzione.  Gli altri Enti pubblici resterebbero liberi di acquistare da soli o in forma associata. Beninteso, rispettando l’evidenza pubblica ponendo a base d’asta i risultati delle stesse gare CONSIP. Oltre a semplificare le procedure d’acquisto si determinerebbero, secondo ASMEL, le condizioni per un virtuoso “confronto competitivo” nella committenza pubblica.

«Dal 2000 ad oggi, CONSIP è riuscita a farsi citare 435 volte in Gazzetta Ufficiale, nell’ambito di 115 provvedimenti, incalza Giovanni Caggiano Presidente ASMEL, ampliando sempre più le proprie attribuzioni. Dal 2014 è affiancata da Centrali regionali e provinciali, con competenze, però, molto limitate. Di fatto, rappresenta sul piano nazionale un monopolista assoluto ed in un sistema dinamico e globalizzato, ciò rappresenta un limite di sapore sovietico. Reso oltremodo evidente in questi giorni convulsi».         

Secondo ASMEL, è possibile procedere anche ad una moratoria o all’abolizione del Codice Appalti. In tal caso, entrerebbero automaticamente in vigore le regole europee, perché esse già oggi rappresentano una normativa di livello superiore alle leggi italiane.

«In più - incalza Pinto - esse sono molto più semplici e chiare di quelle italiane. E dal 2015 che invochiamo invano questa scelta, poi seguita da Francia, Spagna e Inghilterra, che hanno preferito recepire nel proprio Ordinamento, direttamente le Direttive europee. Noi italiani invece, dobbiamo complicarci la vita, dettagliando e prescrivendo tutto fin nei minimi particolari. Un’ossessione, basata sul combinato disposto di cultura del sospetto e bigottismo normativo. Con il risultato di ritrovarci con un Codice che rappresenta un autentico manuale di enigmistica giuridica a soluzioni multiple».

L’Associazione propone anche investimenti nell’economia circolare, a partire da quelli che producono risparmi e aumenti nelle entrate comunali. In particolare, anticipando subito le risorse già stanziate nella recente finanziaria per 2,5 miliardi spalmati in 5 anni con procedure estremamente snelle e sperimentate positivamente con il Decreto crescita. Si tratta di investimenti in grado di consentire al 90% dei Comuni italiani di efficientare gli impianti di pubblica illuminazione con lampade a LED. Senza ricorrere ad investitori privati ed incamerando da subito cospicui risparmi nei Bilanci comunali. Nei quali le relative spese rappresentano generalmente la voce di uscita più rilevante. Per i Comuni che avessero già provveduto, sono numerosi gli interventi di efficientamento energetico, anche abbinati alle rinnovabili, ed in grado di garantire in tempi stretti entrate significative per i Bilanci comunali.

A cura di Ufficio Stampa Asmel

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