Bando Invitalia, Fondazione Inarcassa: 'Noi siamo esclusi. Chiediamo un passo indietro e una modifica dei criteri di accesso'

08/05/2020

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"È con rammarico che apprendiamo i criteri di acceso al bando “Impresa Sicura” lanciato da Invitalia e finalizzato alla richiesta di rimborso per le spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale. I nostri colleghi architetti e ingegneri liberi professionisti e il personale dipendente degli studi professionali rischiano di rimanerne esclusi se non si interviene opportunamente per ampliare la platea dei soggetti beneficiari, come del resto è già stato fatto per altre misure del “cura Italia”. Mancano pochi giorni al via, dall’11 maggio sarà possibile inoltrare le domande di rimborso. Occorre fare presto e prestare maggiore attenzione alle necessità degli architetti e ingegneri liberi professionisti".

Questo il commento del presidente di Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo, in riferimento al bando promosso da Invitalia che, attraverso fondi Inail, stanziati dal decreto “Cura Italia”, consente di chiedere fino a 500 euro di rimborso per addetto, da parte di ciascuna impresa, per l’acquisto di mascherine, guanti e ogni tipo di dispositivo per la tutela dei soggetti nei luoghi di lavoro.

"Noi professionisti dell’area tecnica - continua Comodo - siamo tra i lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio negli ambienti di lavoro, a partire dai cantieri, ad esempio nelle attività di sorveglianza. Abbiamo certamente bisogno di acquistare a scopo precauzionale DPI per svolgere la nostra professione con efficienza, tutelando la nostra salute e quella di tutti coloro con i quali entriamo quotidianamente in contatto. In questa fase, in cui purtroppo vediamo una compressione del nostro reddito senza precedenti, sarebbe molto importante poter contare su uno stanziamento di risorse destinato al rimborso dei DPI" Oltretutto, non ci è affatto chiaro il motivo dell’esclusione dal bando Invitalia dei liberi professionisti".

"Innanzitutto - conclude il Presidente Comodo - viene meno l’equiparazione, nel bando, tra le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi, ampiamente riconosciuta a livello europeo, ad esempio nell’accesso ai fondi strutturali, ai Piani operativi PON e POR. Inoltre, i nostri colleghi titolari di studi professionali che hanno alle loro dipendenze personale impiegatizio non possono fare richiesta di rimborso sebbene versino i contributi all’Inail. Ci troviamo di fronte a una duplice discriminazione a svantaggio della nostra categoria che riteniamo debba essere opportunamente sanata. Chiediamo una modifica del bando. Lo faremo con una nota chiara da trasmettere a Invitalia. Sarebbe un atto di buon senso tenuto conto delle difficoltà economiche cui è sottoposta l’intera categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti".



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