Stati generali, Buia (ANCE): 'Sia ultimo tavolo, serve atto di coraggio'

19/06/2020
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Questo deve essere l’ultimo tavolo a cui ci sediamo, non possiamo sempre ricominciare da zero. E’ arrivato il momento che tutti i programmi si traducano in azioni concrete, in tempi definiti e controllabili”.

Lo ha dichiarato il presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) Gabriele Buia, in apertura del suo intervento agli Stati Generali dell’economia, giunti alla quarta giornata. “Abbiamo inviato da tempo a tutto il Governo le nostre proposte - ha ribadito il Presindente Buia - Il momento del confronto non può continuare in eterno dobbiamo cominciare ad agire. E’ da marzo che aspettiamo misure di rilancio occorre creare reddito da lavoro e non sussidi, investire nel futuro e rimettere in moto il Paese”.

Quattro le direttrici principali:

  1. efficienza della PA;
  2. investimenti e lavoro;
  3. fisco come leva di sviluppo;
  4. città innovative e vivibili.

Poche e chiare azioni che richiedono però un grande atto di coraggio. Togliere la burocrazia significa tagliare con l’accetta i centri decisionali e posti di potere, vuol dire riformare abuso d’ufficio e danno erariale che alimentano la paura della firma. Dire basta ai 16 anni per realizzare un’opera pubblica strategica e ai 4/5 anni per le più semplici opere di manutenzione (a partire dalle scuole), avviando subito il Piano Marshall elaborato dall’Ance che consente a comuni e province di spendere tutte le risorse ferme nei cassetti dell’amministrazione pubblica. Usare il fisco come leva per il cambiamento e non come clava, come nel caso della proroga dello split Payment: un furto legalizzato di liquidità che rappresenta la mazzata finale per le imprese. E poi innovare e trasformare davvero le città, queste sconosciute: titoli da convegno e nessun accenno nei programmi di rilancio. Eppure è lì che si giocano le vere sfide del futuro. “Non possiamo più accettare vecchi programmi e risorse col contagocce - ha concluso Buia - usiamo i soldi del recovery fund. C’è in gioco il futuro dei nostri figli: noi saremo accanto a chi avrà il coraggio di fare le scelte che servono veramente al Paese”.

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