Recovery Fund: C'è l'accordo, coinvolgere Regioni nel piano interventi

11/12/2020
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Ben vengano tutte le proposte per migliorare la capacità amministrativa dello Stato” sul Recovery Plan, afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel giorno dell'accordo europeo sul Recovery.

Quello che va chiarito – dichiara Conte - è che questa struttura non vuole e direi non può esautorare i soggetti attuatori dei singoli progetti, che saranno amministrazioni centrali e periferiche. Noi però abbiamo bisogno di una cabina di monitoraggio, altrimenti perderemmo soldi”.
Nel giorno del Consiglio Ue che “si può definire storico”, è avvenuto “un altro passo avanti per rendere concreto il programma di risorse del Recovery Fund. Abbiamo raggiunto questo risultato senza rinunciare a nessuno dei nostri principi, abbiamo ribadito il principio dello stato di diritto”.
Mentre sull'emergenza pandemia Conte sottolinea che è stata ribadita la necessità di rafforzare il coordinamento nell'Unione: "Se ci riusciremo cercheremo di organizzare il Vaccino-Day per dimostrare che l'Europa parte insieme".
Il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, evidenzia il problema del confronto sul Recovery plan: “leggo ogni tanto i titoli sui giornali sull'argomento ma non mi pare che il governo nazionale si sia confrontato con la Regione siciliana per capire quali siano le priorità”.
Noi abbiamo - prosegue Musumeci - una nostra idea su come utilizzare i fondi prevedendo strategiche infrastrutture per tirare fuori la Sicilia dalla marginalità in cui si trova. Fino ad ora nonostante le sollecitazioni al Ministero delle infrastrutture, non c'è stato un confronto sereno e razionale da parte del governo nazionale con la Regione per capire da dove cominciare. Riteniamo che ci siano opere medie e grandi da realizzare, cominceremo con le mega opere nella misura in cui sapremo quali e quanti progetti potranno essere presentati ed entro quale periodo”.
Credo che il dialogo sia essenziale e sono convinto che - aggiunge Musumeci - nelle prossime settimane arriverà il confronto. Il discorso sul ponte è aperto da 140 anni, per noi ci vuole questo collegamento stabile sullo Stretto di Messina per consentire il celere movimento di persone e merci”.
Eugenio Giani, presidente della regione Toscana, osserva che in tema di Recovery Fund "il centralismo delle scelte, nella lettura che io ho fatto delle 150 pagine che sono state pubblicate 3-4 giorni fa dalla Presidenza del Consiglio, mi porta a vedere mega progetti che, sono convinto, saranno difficilmente realizzabili proprio per la loro grande entità a causa della lunghezza delle procedure e dei tempi legati a Via, Vas, processi partecipativi”.
Se il Recovery plan destina “solo nove miliardi di euro alla sanità, c'è qualcosa che non torna”, afferma Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.
Bonaccini interviene anche sul Mes: "Mi rimetto alle decisioni del Governo anche se confidiamo che si possa fare. Rispetto chi non è d'accordo, ma ricordo che la pandemia ha cambiato le carte in tavola". Bonaccini quindi aggiunge: "Ci era stato detto che non si accedeva al Mes perché i fondi per la sanità sarebbero tornati col Recovery fund. Ma nove miliardi sono un quarto dei 36 miliardi del Mes", ribadisce Bonaccini. Quindi, "voglio condividere l'appello del ministro Roberto Speranza perché le risorse siano molto superiori".
"Mi pare che non ci sia ancora la completa comprensione delle risorse destinate alla messa a terra dei progetti sul territorio - evidenzia Bonaccini - in Emilia-Romagna abbiamo già chiari i progetti da finanziare e condivido che le priorità siano la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale".
All'incontro col Governo, dunque, "chiederemo come e quanto essere coinvolti", afferma Bonaccini: "Al Governo ho detto di evitare liti tra i ministeri, perché serve un progetto condiviso e complessivo. Alle Regioni ho detto di evitare progetti che non siano strategici per i prossimi decenni ma che guardano solo a prendere più voti domattina. Detto questo, non esiste nessun Governo in grado di mettere a terra 209 miliardi in sei anni senza il contributo delle Regioni. E non c'è una Regione che da sola può farcela senza l'indirizzo nazionale”.
Dopo il passaggio sul Recovery, c'è anche un nuovo e importante traguardo europeo raggiunto con l'intesa dei leader sul testo sulla lotta ai cambiamenti climatici, per il taglio delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030, superando gli ultimi scogli di alcuni Paesi dell'Est ancora fortemente dipendenti dal carbone per i propri fabbisogni energetici. Un percorso verso la neutralità climatica nel 2050, spiega la presidente della commissione Ue, Ursula Von der Leyen.
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