Lombardia: professionista tecnico richiesto ma non è adeguatamente supportato

22/04/2021
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La Lombardia tra le Regioni simbolo dell’emergenza sanitaria Covid-19 registra un calo di professionisti tecnici: l’aspirazione è sconfitta dalla burocrazia ed i giovani sono scoraggiati ad entrare in un mercato in cui la richiesta è alta ma le agevolazioni latitano.

È quanto denuncia il Rapporto sulle libere professioni in Lombardia realizzato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni che ha evidenziato le difficoltà per i giovani professionisti di inserirsi nel mercato.

Secondo il Rapporto di Confprofessioni, il mercato del lavoro della Regione Lombardia registra tra il 2011 e il 2019 un + 4,9% degli occupati, con la crescita dei lavoratori dipendenti (+8,6%) e dei liberi professionisti (+18,4%) che, con circa 293 mila unità, costituiscono al 2019 il 32,4% dei lavoratori indipendenti lombardi, dato di qualche punto superiore all’aggregato nazionale (27%).

Non si arresta, invece, l’emorragia dei lavoratori indipendenti che calano complessivamente del 7,6%: i lavoratori autonomi (agricoltori, artigiani e commercianti) diminuiscono del 13,2%, e gli altri lavoratori indipendenti (coadiuvanti familiari, collaboratori e soci di cooperativa) si riducono del 32,4%.

Il registro cambia però con la pandemia. Se l’impatto del Covid-19 ha fatto registrare un calo di oltre 21 mila liberi professionisti tra il secondo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020 in tutta Italia, circa la metà sono in Lombardia, dove nel medesimo periodo si registra la perdita di oltre 10 mila liberi professionisti, che scendono da 296.914 a 286.497 nel giro di un anno.

È l’area tecnica quella più colpita: all’interno un aumento delle quote rosa, ma non basta. La ripartenza parte dall’edilizia, lo dimostrano gli strumenti fiscali messi in campo dal Governo. Infrastrutture che devono essere ripensate, controllate e monitorate, ma non solo questi fabbricati. Gli spazi come scuole ed ospedali devono evolversi, seguire le esigenze sociali che mutano, a partire da questa emergenza sanitaria che ha reso confidenziale il rapporto con il lavoro da remoto. Un aspetto entrato nel quotidiano ma che ha leso, talvolta, il contatto ed il riscontro diretto. Ma questa forza lavoro “tecnica” è adeguatamente supportata? La pressione fiscale è incidente.

Asso Ingegneri ed Architetti, libera associazione che rappresenta i liberi professionisti ingegneri e architetti, condivide lo scenario e sostiene, da sempre, che rimettendo in moto quei cantieri che fanno la differenza tra una città immobile ed una in movimento, solo così si avrà l’effettiva ripartenza.

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