Superbonus, Meloni: misura irresponsabile

29/02/2024

Intervistata a TG2 Post del 28 febbraio scorso, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni è tornata a parlare di Superbonus, definendola una misura irresponsabile che ha generato 11.000 aziende fantasma e che è costata dai 2 ai 3.000 euro ad italiano.

I costi del Superbonus

Benché l’ultimo report Enea, aggiornato al 31 gennaio 2024, riporti un costo per lo Stato per il Superbonus pari a circa 107 miliardi di euro, la Presidente Meloni ha affermato “La situazione è che c'è un buco di 160 miliardi nel bilancio dello Stato e che sono risorse che vengono tolte da qualche altra parte. Cioè per capirci 160 miliardi sono mediamente quattro leggi finanziarie e sono risorse che, prevalentemente per far ristrutturare le seconde case, quindi a persone che erano forse in una condizione economica per potersi permettere la ristrutturazione di casa, verranno tolte e sono state tolte dalla sanità, dalla scuola, dai bisogni primari dei cittadini”.

La Presidente del Consiglio, entrando nel dettaglio, ha evidenziato che “Con il superbonus sono stati ristrutturati anche sei castelli privati per un costo totale di 1 miliardo. 1 miliardo è tutto quello che nella legge di bilancio 2024 noi abbiamo potuto spendere per il pacchetto famiglia, non per aiutare incentivare la nascita dei figli”.

In realtà i “castelli” sarebbero 8 e la Presidente Meloni ha dimenticato di dire che come espressamente previsto al comma 15-bis, art. 119, del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio), al superbonus erano escluse le seguenti categorie catastali:

  • A/1 - Abitazioni di tipo signorile;
  • A/8 - Abitazioni in ville;
  • A/9 - Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici per le unità immobiliari non aperte al pubblico.

Quindi, benché formalmente si tratti di castelli, gli stessi sono certamente immobili di pregio aperti al pubblico che è stato possibile riqualificare grazie al superbonus.

Le imprese apri e chiudi

In tutto questo - afferma la Presidente Meloni - abbiamo attualmente 11.000 aziende fantasma cioè che sono state aperte e chiuse solamente il tempo per usufruire della misura del per bonus e truffe stimate per decine di miliardi”.

Tutto vero, la norma colpevolmente non ha previsto requisiti di accesso delle imprese per questi interventi, con la conseguenza che a seguito dell’esplosione della richiesta (dovuta soprattutto alla nascita della CILAS e alla deroga all’art. 49 del d.P.R. n. 380/2001 volute dal Governo Draghi), sono nate dall’oggi al domani imprese, molte delle quali senza alcuna esperienza e professionalità. Problema sul quale si era già espressa in tempi non sospetti l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) e che ha portato al requisito della SOA, previsto dall’art. 10-bis del D.L. n. 21/2022 solo per i lavori di importo superiore a 516mila euro.

Superbonus misura irresponsabile

Penso che sia oggettivamente una misura che è stata irresponsabile per come è stata realizzata - conclude la Presidente Meloni - anche se io sono assolutamente favorevole all'incentivo all'edilizia, a tutto quello che può generare un elemento di crescita. Ma per come è stata realizzata, questa misura è stata assolutamente irresponsabile e purtroppo non era gratuita perché la stanno pagando tutti gli italiani anche quelli che una casa non ce l'hanno con una media che viaggia dai 2 ai €3000 a testa”.

Dati questi incommentabili perché:

  1. in campagna elettorale l’attuale presidente del Consiglio aveva assicurato che avrebbe difeso i diritti di chi aveva creduto in questa misura, salvo poi emanare il Decreto Aiuti-quater che dall’oggi al domani ha rimodulato l’aliquota dal 110% al 90% costringendo i professionisti ad un estenuante quanto irrispettoso tour de force per presentare le CILAS entro una certa data;
  2. il Governo Meloni è lo stesso che ha modificato in corsa il Bonus 75% barriere architettoniche, dimenticando i diritti di un’intera filiera che si era riorganizzata per far fronte alle richieste di prodotti che dal 2024 non rientreranno più in questa detrazione;
  3. il dato dei 2/3.000 euro proviene da un numero (160 miliardi di euro) che comprende le cessioni del credito di tutti i bonus edilizi tra cui il bonus facciate ormai defunto.

Sarebbe stato interessante se nel corso dell’intervista ci fosse stato un fact checking con qualcuno che evidentemente conosce meglio numeri e accadimenti degli ultimi 4 anni.

A cura di Ing. Gianluca Oreto
Direttore LavoriPubblici.it

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