Codice dei contratti: Segnali di deregulation

08/11/2017

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Ieri all’Ance, in occasione della presentazione del libro “De Terraemotu” del professor Remo Calzona, c'è stato un momento di riflessione importante sulle ragioni storiche e scientifiche alla base dei grandi eventi sismici che hanno colpito nei secoli il nostro Paese e che richiamano la necessità di mettere in sicurezza il nostro territorio e il patrimonio immobiliare pubblico e privato.

All’evento hanno preso parte, oltre all’autore dell’opera e al presidente dell’Ance, Giuliano Campana, Paola De Micheli, Commissario straordinario per la Ricostruzione, Bruno Frattasi, Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, e Massimo Sessa, presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

Dopo lo dichiarazione del Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone ad Ancona, qualche giorni fa, a un convegno sulla ricostruzione post sisma ha affermato "Temo che il Codice degli appalti non vedrà mai la luce" è arrivata ieri a richiesta dell'Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) attraverso il suo presidente, Giuliano Campana, intervenuto alla presentazione del libro 'De Taerremotu' che ha dichiarato che il Centro Italia post terremoto "può diventare il cantiere più grande d'Italia, dove le nostre imprese possono dimostrare cosa possono fare, come è stato fatto per l'Expo. Ma c'è un fatto: per l'Expo non c'era il codice degli appalti, che oggi crea enorme difficoltà. Sembra che l'associazione dei costruttori sia già al lavoro su una proposta di testo alternativo al codice, che sta condividendo con l'intera filiera delle costruzioni: “Chiedo un decreto di sospensione del codice degli appalti e un incontro con il presidente Gentiloni, i ministri Delrio, Orlando e con il presidente dell'Anac Cantone. È un codice infausto, così siamo bloccati, non si può procedere".

"Qui non si tratta di corruzione, siamo i primi a non volere infiltrazioni delittuose. Vogliamo ricostruire il Paese come hanno fatto i nostri padri nel dopoguerra", ha precisato. Nei lavori post terremoto l'Ance lamenta "un quadro normativo molto articolato e complesso", che "stenta produrre risultati concreti in termini di ricostruzione". Nella ricostruzione privata nelle Marche, precisano i costruttori, sono state presentate 1.024 pratiche tra danni lievi, ricostruzioni degli immobili produttivi e danni pesanti, ma solo per 101 sono stati avviati i lavori, che riguardano per lo più la riparazione di danni lievi. Sul fronte della ricostruzione pubblica, l'Ance ritiene che le deroghe al Codice degli appalti, nate dall'esigenza di superare la fase emergenziale e garantire i servizi primari, non abbiano prodotto i risultati sperati. Il programma straordinario scuole - segnalano i costruttori - dopo quasi un anno ha visto l'aggiudicazione di soli due interventi dei 21 previsti, 13 procedure negoziate sono andate deserte.

Per l’ANCE il problema del codice non è circoscritto ai lavori nelle zone terremotate ma ha avuto un impatto negativo in tutto il territorio precisando che “questo codice appalti ci sta massacrando, crea difficoltà alle imprese” precisando che su circa 60 provvedimenti attuativi previsti all’interno dell’articolato del Codice ne sono stati pubblicati soltanto 15 e che “Tra i provvedimenti che ancora mancano ci sono i due pilastri del decreto sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e quello sui commissari di gara”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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