Siamo tutti colpevoli

12/01/2018

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In questi giorni sta facendo scalpore la sentenza della Corte Suprema di Cassazione (n° 2118/2017) che ha portato al sequestro di una scuola perché risultata non adeguata alla normativa antisismica; la suddetta sentenza creerà un precedente interessante e avrà conseguenze al momento difficilmente valutabili.

Prima di tutto occorre tenere conto che, quando si esprime, quest’organo lo fa sempre In nome del Popolo Italiano, come scritto all’inizio di ogni documento.

Vediamo un breve riassunto della sentenza in questione e cerchiamo di capirne le implicazioni più ampie.

Il Dirigente dell’Area Tecnica di un Comune del Grossetano si trova sulla scrivania un certificato d’idoneità statica (non vulnerabilità sismica, NdR) riferito a una scuola, con data 28 giugno 2013, che riporta un indicatore del rischio di collasso previsto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni pari a 0,985, registrando in tal modo una inadeguatezza minima rispetto ai vigenti parametri costruttivi antisismici soddisfatti al raggiungimento del valore 1.

Chiunque abbia mai fatto una verifica di sicurezza su un edificio e stia leggendo queste righe, in questo momento sta probabilmente ridendo nel pensare alla sopra citata inadeguatezza minima.

Al Dirigente in questione (e al Sindaco) viene contestato (penalmente, NdR) di non aver immediatamente operato mediante il sequestro preventivo (art. 321 C.P.P.) in quanto mantenere in funzione un edificio scolastico non rispettoso della normativa antisismica può essere portatore di possibili conseguenze sulla incolumità dei terzi. La sentenza aggiunge poi che la inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest’ultimo si attesti su percentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell’applicabilità del sequestro preventivo.

Ma proviamo adesso a vedere nel dettaglio chi sono i colpevoli in questa storia.

Presidenza del Consiglio dei Ministri: COLPEVOLE. Il 4 novembre 2010 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato una nota di chiarimenti (prot. DPC/SISM/0083283) sulla gestione degli esiti delle verifiche sismiche: I provvedimenti sono necessari e improcrastinabili nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio. Più complessa è la situazione che si determina nel momento in cui si manifesti l’inadeguatezza di un’opera rispetto alle azioni ambientali (p. es. terremoto, NdR); per le problematiche connesse, non si può pensare di imporre l’obbligatorietà dell’intervento o del cambiamento di destinazione d’uso o, addirittura, la messa fuori servizio dell’opera, non appena se ne riscontri l’inadeguatezza.

Commissione Grandi Rischi: COLPEVOLE. Anni 2000, scuola di Bojano (CB). I genitori degli alunni non volevano consentire ai figli l'ingresso nell'edificio a seguito di una verifica con esito negativo. Fu chiamata a esprimersi la Commissione Grandi Rischi e concluse che l'indice di rischio poteva essere utilizzato per stabilire il tempo entro il quale dovevano essere presi provvedimenti di messa in sicurezza.

Ministeri Infrastrutture e Trasporti: COLPEVOLE. Le NTC2008 ammettono la possibilità di effettuare, su qualsiasi edificio, un intervento di miglioramento sismico, senza dover obbligatoriamente raggiungere il livello dell’adeguamento. Ancora più colpevole perché nella nuova versione delle NTC, per alcune tipologie di interventi sugli edifici esistenti, è stata introdotta la possibilità di assumere il coefficiente ζE =0,80 anziché ζE =1 per effettuare l’adeguamento sismico, cioè di conseguire un livello di sicurezza pari all’80% rispetto a quello delle nuove costruzioni.

Ministero per i Beni, le Attività Culturale e il Turismo: COLPEVOLE. Nelle Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni, emanate dal MiBACT con la Circolare 26 del 2 dicembre 2010, si precisa che per i beni culturali tutelati è necessario attenersi ad interventi di miglioramento, a riparazioni o ad interventi locali. Da questa impostazione risulta che spesso è opportuno accettare consapevolmente un livello di rischio sismico più elevato rispetto a quello delle strutture ordinarie, piuttosto che intervenire in modo contrario ai criteri di conservazione del patrimonio culturale.

Dipartimento di Protezione Civile: COLPEVOLE. Nel corso degli ultimi anni ha stanziato innumerevoli milioni di euro quale contributo per gli interventi di miglioramento sismico al 60% su edifici strategici e rilevanti.

Professionisti che operano nel campo degli edifici esistenti: COLPEVOLI. Qualora siano intervenuti con semplici miglioramenti sismici invece di un adeguamento.

Geni Civili, Amministrazioni e Strutture di controllo: COLPEVOLI. Qualora abbiano autorizzato interventi soggetti a semplici miglioramenti sismici invece di un adeguamento.

Tutte le casistiche sopra riportate, da soggetti potenzialmente colpevoli, riconducono a edifici che andrebbero immediatamente evacuati e sigillati, in quanto non adeguati sismicamente. Da ingegnere che si occupa di strutture e rischio sismico confesso che l’idea è allettante...

Due note conclusive.

La prima è che io sarei felice che i miei figli andassero in una scuola con indice di rischio pari a 0,985.

La seconda è che questa sentenza è lo specchio di una grande fallimento, quello della sensibilizzazione e consapevolezza nei confronti del rischio sismico; una profonda ignoranza permeata in tutti i livelli della società. E mi chiedo: la Commissione che ha pronunciato la sentenza, è certa di vivere in abitazioni con un indice di rischio superiore a uno? Il collegio di periti che ha consentito alla Commissione di esprimersi, di quale materia sono esperti? Di cosa si occupano? Quanto sono sicure le case in cui abitano?

Signor Giudice, mi dichiaro colpevole!

A cura di Ing. Andrea Barocci
Ingegneria delle Strutture

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