Concessionari autostradali: Segnalazione Anac su distorta applicazione della normativa

05/11/2018

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L’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) ha inviato al Governo ed al Parlamento l’Atto di segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018Concernente la verifica degli affidamenti dei concessionari ai sensi dell’art.177 del D.lgs. n. 50/2016 e adempimenti dei concessionari autostradali ai sensi dell’art. 178 del medesimo codice”.

Nell’atto di segnalazione dell’ANAC è riassunta l’ampia attività di vigilanza svolta nel variegato settore dei Concessionari pubblici che ha fatto registrare una serie di fenomeni potenzialmente sintomatici di singolari criticità e anomalie.

Ricordiamo che l’art. 177, comma 1,del D.lgs. n. 50/2016 prevede che i titolari di concessioni di lavori, servizi o forniture non affidate con la formula della finanza di progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica, sono obbligati a esternalizzare l'80% dei nuovi contratti, residuando la possibilità di eseguire direttamente solo il 20% delle prestazioni in favore di imprese controllate e/o collegate (aliquote sostituite/attenuate dal decreto legislativo correttivo del Codice rispettivamente con il 60% e il 40% per i soli concessionari autostradali).

Il Codice ha, altresì, devoluto all’ANAC il compito di verificare il rispetto dei limiti 80/20% (o 60/40% per i concessionari autostradali), con modalità da indicarsi in apposite linee guida, che l’Autorità ha già adottato con le linee guida n. 11/2018 approvate con delibera n. 614 del 4 luglio 2018.

Tra i soggetti che hanno dato luogo alle incongruenze più vistose spiccano i concessionari autostradali. Infatti, il massimo scollamento nei dati esaminati, si è verificato con riferimento a quelli dichiarati dal Concessionario ASPI e dal Concedente MIIT. Altre concessioni dove la differenza è risultata assai significativa sono stati il Consorzio per le Autostrade Siciliane, le Autostrade del Frejus; le Concessioni Autostradali Venete; la Milano Serravalle, ecc.

Nell’Atto di segnalazione è stato messo in evidenza che vi è stato sino ad oggi un deficit di controlli sistematici del Concedente sulle attività del Concessionario, dovuto, a seconda dei casi, sia a una scarsa consapevolezza del ruolo sia a schemi di convenzioni troppo risalenti.

Con l’Atto trasmesso a Governo e Parlamento, l’Anac segnala:

  • a) la necessità di un intervento volto a sollecitare l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, delle concessioni scadute;
  • b) la necessità di richiamare l’attenzione dei Concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui Concessionari, in quanto parti del contratto di concessione e deputati all’applicazione delle relative penali che conseguono al mancato rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art.177 Codice;
  • c) la necessità di richiamare, altresì, l’attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato).

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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