Resto al Sud ma non come professionista

Nessun incentivo ai professionisti Under 35 meridionali iscritti a un ordine professionale che intendono aprire uno studio. Le agevolazioni previste dal decr...

19/07/2017
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Resto al Sud ma non come professionista

Nessun incentivo ai professionisti Under 35 meridionali iscritti a un ordine professionale che intendono aprire uno studio. Le agevolazioni previste dal decreto legge n. 91/2017 (c.d. Resto al Sud) non saranno estese agli iscritti agli albi professionali, come avevano richiesto in audizione al Senato lo scorso 14 luglio il Comitato Unitario delle Professioni (CUP) e Confprofessioni.

Gli emendamenti

Gli emendamenti che prevedevano l’estensione dell’incentivo agli iscritti all’Ordine – spiega a Italia Oggi, Salvatore Tomaselli, relatore del provvedimento esterno alla commissione - non saranno ammessi in quanto i fondi stanziati per la misura agevolativa non sarebbero sufficienti a coprire le attività libero professionali”. Venuto meno, quindi, il tentativo di espandere le categorie di professioni coinvolte, per rendere possibile l’estensione del Bonus anche ai giovani professionisti, portato avanti dalla relatrice Simona Vicari. Campo di applicazione che però dovrebbe comprendere le imprese turistiche escluse dalla prima bozza del decreto.

Misura "Resto al Sud"

Le agevolazioni, anche se non prevista l'estensione per gli Under 35 iscritti agli ordini professionali del Sud che volessero aprire uno studio, sono quelle comprese nella misura del "Resto al Sud" presentata dall’articolo 1 del Decreto Legge. Tale misura include altre attività ed è destinata ai soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti nelle regioni previste dal decreto: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; o che vi trasferiscono la residenza entro 60 giorni dalla positiva comunicazione dell’istruttoria richiesta per accedere al benefit. Questi potranno ricevere un finanziamento fino ad un massimo di 40 mila euro. E, se l’istanza è presentata da più soggetti, già costituiti o intendano costituirsi in forma societaria, l’importo di 40 mila euro è richiedibile da ciascun socio, fino ad un ammontare massimo di 200 mila euro.

Il finanziamento prevede un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’importo complessivo erogato dal soggetto gestore della misura (Invitalia). Il restante 65% è articolato in un prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito, da rimborsare entro otto anni complessivi dalla concessione del finanziamento. Il prestito beneficerà di un contributo in conto interessi per la durata del prestito, corrisposto dal gestore della misura verso gli istituti di credito che erogheranno il finanziamento. Le modalità di attuazione della misura verranno individuate con decreto del Ministero per la Coesione Territoriale, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, da emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. L’importo totale della misura è di 1,25 mld di euro ed è finanziato dal fondo per lo sviluppo e la coesione-programmazione 2014/2020.

Le richieste avanzate dal CUP

Per gli under 35 che vogliono avviare la propria attività professionale nelle Regioni del Sud sopraelencate e per ovviare alla crisi economica che sta colpendo gli iscritti agli Albi professionali, che sta facendo registrare una forte perdita di clienti e fatturato, il CUP aveva chiesto l'eliminazione per i primi tre anni del contributo minimo previdenziale e l’estensione ai giovani professionisti della misura "Resto al Sud". “Una norma - fa notare il CUP - che nasce con la finalità di aiutare il tessuto produttivo del Sud non può non contemplare quella platea di lavoratori della conoscenza che conta 2,5 milioni di iscritti, ed è volano di un indotto per altre quattro milioni di lavoratori".

Le altre richieste

Tra gli emendamenti presentati al DDL che chiedevano l'applicazione di agevolazioni a sostegno dei professionisti sotto forma di finanziamenti agevolati e per facilitare gli investimenti, quello per l’acquisto di attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali al fine di migliorare la loro offerta, per fare correre sullo stesso binario degli investimenti quanto già avviene con gli imprenditori.

A cura di Salvo Sbacchis

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