Ferrovie dello Stato, il MIMS presenta il nuovo Piano industriale

Tra gli obiettivi 2022-2031, l’interconnessione dei territori, la rigenerazione urbana e il potenziamento del trasporto merci

di Redazione tecnica - 18/05/2022
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Ferrovie dello Stato, il MIMS presenta il nuovo Piano industriale

È stato presentato il Piano Industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane che, come ha evidenziato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e di realizzazione di una rete infrastrutturale sempre più innovata, digitalizzata e interconnessa. Senza dimenticare l’importanza di temi come quelli della rigenerazione urbana e del potenziamento del trasporto merci su rotaia.

Il Piano Industriale FS: gli obiettivi fino al 2031

Nei prossimi dieci anni sono quindi previsti 190 miliardi di investimenti, coerenti con la programmazione promossa al MIMS che punta a trasformare l’Italia “convogliando tutte le risorse, nazionali e europee, per la realizzazione di infrastrutture resilienti e sostenibili e per un sistema di mobilità e di logistica che migliori il benessere delle persone e la competitività delle imprese nel rispetto dell’ambiente”.

Come spiega il Ministro, gli investimenti consentiranno di aumentare l’accessibilità dei territori riducendo le disuguaglianze tra i cittadini in linea con quanto previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tra le priorità, portare l’Alta Velocità/Alta Capacità al Sud, interconnettendo la rete nazionale con le linee regionali e alle risorse per migliorare i nodi di scambio. Il piano mira anche alla realizzazione di una sinergia concreta con la rete stradale e a intervenire in ambito urbano, attraverso la riqualificazione delle stazioni.

Infine, il raddoppio della quota di trasporto merci su ferrovia e l’investimento per coprire il 40% di fabbisogno energetico da fonti rinnovabili, saranno gli strumenti con cui FS ridurrà concretamente le emissioni climalteranti, rendendo allo stesso tempo più moderno e funzionale “il sistema della mobilità in Italia ad affrontare le sfide che la pandemia e la guerra in Ucraina hanno evidenziato”.