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Autorità concorrenza: Nelle professioni abolizione espressa di tutti i tariffari - 1 commento alla notizia

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- Segnalazione


09/01/2012 - Il nuovo Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella il 5 gennaio scorso ha inviato al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro per lo Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti una Segnalazione in merito a: "Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2012".
Con la propria segnalazione, l'Autorità si propone l'obiettivo di fornire alle Istituzioni rappresentative il proprio contributo tecnico individuando le misure che sarebbe opportuno inserire nel disegno di legge annuale per la concorrenza e il mercato.

La segnalazione tratta i seguenti argomenti:

  • servizi pubblici locali
  • appalti pubblici
  • pubblica amministrazione e direttiva servizi
  • limitazione dei regimi di autorizzazione e semplificazione
  • disincentivo all'introduzione di nuovi oneri burocratici
  • distribuzione carburanti, gas naturale ed energia elettrica
  • distribuzione carburanti
  • energia elettrica e gas
  • infrastrutture di trasporto, autostrade ed aeroporti
  • trasporto ferroviario
  • autotrasporto merci su gomma
  • comunicazioni
  • servizi postali
  • settori bancari e assicurativi
  • la concorrenza nei mercati locali
  • libere professioni
  • misure di carattere generale


Tra gli argomenti trattati non potevano mancare le libere professioni e l'Autorità ritiene che in tale settore, al fine di completare il processo di modernizzazione già avviato e consentire ad esso di svolgere un ruolo adeguato di sostegno alla crescita nel Paese, risulta necessario introdurre le seguenti misure:

  • abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario e, conseguentemente, abrogazione dell'art. 3, comma 5, lett. d), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in legge dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, nella parte in cui prevede che in caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
  • esclusione della funzione disciplinare in capo agli Ordini prevedendo espressamente che negli organi indicati nella norma per l'esame delle questioni disciplinari entrino a far parte anche membri non iscritti agli albi e, limitatamente ai consigli locali, iscritti ad albi diversi da quello territoriale di competenza;
  • limitazione dei poteri dei Consigli degli Ordini alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi, prevedendo forme di auto-dichiarazione da parte degli organizzatori con meri controlli a campione;
  • revisione della pianta organica dei notai in modo da aumentare significativamente il numero dei posti di notaio ivi previsti;
  • abrogazione del controllo, da parte degli ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti.


A cura di Gabriele Bivona


[Riproduzione riservata]





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  • mau - 14/01/2012

    Anche questo mi sembra vada nella corretta direzione. Gli Ordini ormai sono centri di potere, peggio, ma molto peggio dei consigli comunali o del parlamento, con personaggi incollati alle poltrone che, bontà loro, lo fanno solo per il nostro bene. Fin quando gli ordini saranno costituiti da tromboni o comunque da persone interessate solo a difendere la loro nicchia di potere, saranno 20 anni indietro rispetto alla società e porteranno la professione di ingegnere, dipendente o libero professionista, sempre più giù.





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