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Servizi di Architettura e di Ingegneria: Parametri per i preventivi e per i compensi delle prestazioni professionali

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- Legge n. 27
- D.L. n. 1 coordinato
- Codice coord.
- Regolamento coord.


06/04/2012 - Dal 24 gennaio, data di entrata in vigore del decreto-legge n. 1 sulle cosiddette "Liberalizzazioni" convertito dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, in riferimento a quanto previsto dall'articolo 9 dello stesso sono state cancellate tutte le tariffe delle professioni regolamentate e di fatto per quanto concerne le professioni degli architetti, degli ingegneri, dei geologi e dei geometri, sono state abrogate:

  • la legge 2 marzo 1949, n. 143 recante "Tariffa professionale ingegneri ed architetti";
  • il decreto del Ministero della Giustizia 4 aprile 2001 recante "Corrispettivi delle attività di progettazione e delle altre attività, ai sensi dell'art. 17, comma 14-bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modifiche";
  • la circolare Ministero Lavori pubblici 1 dicembre 2969, n. 6679 recante "Tariffa professionale per prestazioni urbanistiche";
  • la tariffa relativa ai procedimenti arbitrali di cui al decreto ministero Lavori Pubblici 2 dicembre 2000, n. 398;
  • la legge 2 marzo 1949, n. 144 recante "Testo unico della tariffa per le prestazioni professionali dei geometri";
  • il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia 18 novembre 1971 recante "Tariffario per le prestazioni professionali dei geologi";
  • il decreto del Ministero della Giustizia 30 maggio 2002 recante "Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale",

ma sono state abrogate, anche, le disposizioni vigenti che, per la determinazione del compenso del professionista rinviano alle tariffe e, pertanto debbono intendersi abrogati, tra l'altro, alcuni commi di alcuni articoli del Codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 163/2006 e precisamente:

  • i commi 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 92;
  • il comma 10 dell'articolo 240;
  • il comma 12 dell'articolo 240;
  • il comma 5 dell'articolo 243;

ma, anche alcuni commi di alcuni articoli del Regolamento di attuazione di cui al D.P.R. n. 207/2012 e precisamente:

  • la letera b) del comma 1 dell'articolo 50;
  • i commi 1, 3, 4 e 5 dell'articolo 238;
  • il comma 2 dell'articolo 262;
  • il comma 6 dell'articolo 314,

sperando di non avere dimenticato nulla, ma sulle abrogazioni occorrerebbe un intervento specifico e puntuale del legislatore al fine di evitare possibili equivoci.

Fatte queste premesse vogliamo entrare nel merito del problema e crediamo che il comportamento dei liberi professionisti e delle stazioni appaltanti dovrebbe essere improntanto a sistemi di trasparenza che non possono far altro che far determinare i compensi in funzione di propri parametri di riferimento da rendere pubblici.
Mi spiego meglio.
Si è vero, sono state abrogate le tariffe professionali ma non è stata tolta ai singoli professionisti ed alle stazioni appaltanti la possibilità di determinare e pubblicizzare propri parametri di riferimento che potrebbero essere, in parte, anche ricavati dalle attuali tariffe professionali.
Per semplicità, trattiamo, qui di seguito separatamente, i Lavori proivati ed i Lavori Pubblici.

Lavori Privati
Ogni singolo professionista potrebbe, anche con riferimento alla ormai abrogata tariffa professionale, costruirsi un proprio listino in cui, in funzione della tipologia dell’opera che ritiene di poter progettare e dirigere, definisca i parametri dei compensi in relazione all'importo ed alla complessità dell'opera stessa. In definitiva si tratterebbe di costruirsi una Tabella in cui in funzione dell'importo dell'opera e della categoria della stessa vengano individuati tre parametri (percentuali) per il proprio compenso.
Per quanto concerne gli importi delle opere potrebbero essere definiti da tre a 5 parametri, ad esempio: sino a 100.000 euro, da 100.000 a 500.000 euro, da 500.000 ad 1.000.000 di euro, da 1.000.000 a 5.000.000 di euro, oltre 5.000.000 e tante categorie in funzione delle opere che lo stesso professionista ritiene di potere eseguire, ad esempio: fabbricati rurali, fabbricati rurali di importanza speciale, case unifamiliari, case plurifamiliari, ………………..
Per oguna delle categorie determinate e per ogni importo dovrebbero essere, poi, definiti tre parametri (percentuali) di riferimento in funzione del fatto che si possa trattare di un incarico semplice, di un incarico di media difficoltà o di un incarico complesso precisando che tale definizione non deve essere legata all’importanza dell’opera ma alle richieste del committente.
Ad esempio la progettazione di una casa unifamiliare potrebbe essere un incarico semplice e per la stessa potrebbe essere scelto il parametro più basso se il committente richiede requisiti "normali" mentre potrebbe essere scelto il parametro più alto se le richieste progettuali sono più particolari ed esulano dalle normali richieste (ad esempio la realizzazione di pavimentazioni tali per i quali occorrano i disegni di dettaglio di ogni stanza o la realizzazione di infissi interni decorati per i quali occorre effettuare una progettazione di dettaglio degli stessi).
Con la precisazione, in ogni caso, che non si tratta di una tariffa ma di parametri che il singolo professionista stabilisce autonomamente e senza alcun riferimento ad una tariffa professionale.
Sarebbe auspicabile, al fine di evitare contenziosi, che il preventivo venga definito in forma scritta e che lo stesso sia sottoscritto dal cliente per accettazione ma è lecito chiedersi come faranno gli Ordini professionali ad esprimere il proprio parere sul fatto che la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.
Al fine di evitare possibili equivoci, il singolo professionista deopo aver predisposto i propri parametri per le prestazioni professionali dalle più semplici alle più complesse potrà renderli noti al pubblico sia per mezzo di affissione nei locali del proprio studio, che con una brochure che con la pubblicazione sul proprio sito web.

Lavori pubblici
Nel caso di committenti pubblici, il problema della determinazione dell'importo a base d’asta per l'affidamento dei servizi di architettura e di ingegneria è più complesso perché con l'abrogazione della tariffa professionale si incorrerà, certamente, in una definizione dei compensi base che non sarà più univoca per tutte le amministrazioni ma, al fine di evitare che per uno stesso ente appaltante, ogni singola determinazione sia una scelta personale e momentanea del Responsabile del procedimento di turno, l'unica soluzione che ci sembra praticabile dovrebbe essere analogicamente identica a quella individuata per i lavori privati con la particolarità che i parametri di riferimento debbono essere scelti, in questo caso, non dal Professionista ma dall'Amministrazione che dovrebbe dotarsi di un regolamento interno approvato con delibera in cui vengano definiti i parametri (sempre in funzione dell’importo delle opere, della categoria e del grado di complessità delle stesse) cui fare riferimento per la determinazione dei compensi de i servizi di architettura e di ingegneria da porre a base d'asta.
Ovviamente il responsabile del procedimento di turno, nella definizione dell'importo a base d'asta, relativo ad un determinato servizio di architettura o di ingegneria, non sarebbe, come adesso, libero di scegliere a propria discrezione ma avrebbe l'obbligo di riferirsi ai parametri definiti dalla propria amministrazione.

A cura di Paolo Oreto


[Riproduzione riservata]



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  • Antongiulio - ingegnere - 18/08/2012

    Credo che la misura della presunta bontà dei provvedimenti sulle tariffe professionali possa essere facilmente misurata con il rilevamento del numero di studi professionali di dimensione medio-piccola in fase di cessazione di attività. Peraltro anche qualche struttura medio-grande ricorre alla cassa integrazione, preludio alla chiusura in assenza di stravolgimenti della economia. Lo dico con il massimo rispetto per chi parteggia per questa selvaggia deregolamentazione: state solo filosofeggiando sulla pelle di gente che lavora, perchè anche il professionista è un lavoratore, anche se nell'immaginario collettivo qualcuno crede che il professionista sia uno che passa le vacanze estive su uno yacht di proprietà di qualche società, e quelle natalizie in qualche chalet di montagna a Saint Moritz.


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  • francesco - 27/04/2012

    TRASLACHE? Già povero comune mortale, ulteriormente provato dall'impossibilità di farmi pagare in quanto il mio lavoro non è più istituzionalmente riconosciuto, riesco ancora a vedere il telegiornale. Il mio punto di osservazione va dalla strada al telegiornale. Tu che invece lavori all'ufficio "Scenario Giochi Possibili" di Obama hai una visione tale da poterti autorevolmente esprimere ed influenzare i massimi sistemi!


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  • Marco P. - 26/04/2012

    1. CHE C'ENTRA - Tue parole : "Lo Stato non riesce a fronteggiare 50000 miliardi di debiti nei confronti dei propri fornitori!". Da Ingegnere non Ti chiedi il perche' di questa situazione? Ti sei dimenticato che nulla si crea e nulla si distrugge? E questo vale anche e specialmente per il denaro - semplicemente passa di mano. Quando il "consulente" Ti fa comprare le azioni blue chip della JUMPINGSPIDERROBOTICS a 40 dollari l'una, e dopo sette mesi il prezzo e' sceso a 0.90 dollari, nulla si e' distrutto - i Tuoi soldi sono solo passati di mano. ____ 2. IPOTESI - Che la parita' aurea non esista piu' da molto tempo e' un fatto storico che puoi facilmente accertare. E allora, chi da' il valore al denaro? Davvero credi che la Banca d'Italia, la BCE e la Federal Reserve siano Enti Pubblici? ____ 3. BARS - Non so quali sono quelli che frequenti tu (forse quello dell'Accademia della Crusca?), ma non ho mai sentito trattare dei discorsi di Benjamin Franklin o di John F. Kennedy nei bars. Comunque per Tua informazioni, c'e' la funzione "Google Translate" la quale permette di tradurre, appunto, i testi. Oppure, in alternativa, prendi per buono tutto quello che Ti dice il telegiornale e fine della storia.


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  • francesco - 23/04/2012

    per marco. La storia è bella, le ipotesi interessanti, la loro efficia finisce all'interno del Bar dove si racconta! Ma con i professionisti che c'entra? Noi non abbiamo mai seguito piste da massimi sistemi! Abbiamo sempre vissuto nelle pieghe del potere, questo o quell'onorevole, questo o quel dirigente, questo e quello assessore! Ci siamo sempre "accontentati"! Ora piangiamo che non abbiamo più le tariffe! Forse non abbiamo più neanche gli onorevoli! L'offerta economicamente vantaggiosa, noto strumento discrezionale inventato da abc+lega per continuare a gestirci in termini di scambio, diventa ridicolo applicarlo per gli importi in gioco! <> ci stiamo guadagnando!!!


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  • Marco P. - 21/04/2012

    Per Francesco
    TRADUZIONE: ‘Riguardo alle colonie Britanniche del Nord America negli anni dal 1750 al 1760, Benjamin Franklin ha scritto: "In nessun luogo sulla Terra è possibile trovare un Popolo più felice e prospero." Egli ha spiegato che questo era dovuto al fatto che "noi nelle colonie stampiamo la nostra moneta," alla quale diamo il nome "colonial scrip." Più in dettaglio, egli ha spiegato: "Stampando per conto nostro la nostra moneta possiamo controllare il suo potere di acquisto, e non siamo obbligati a pagare interessi a nessuno."[Vedi ‘Signoraggio'] In queste colonie Britanniche del New England [la zona costiera intorno a a Boston], c'era un benessere economico che contrava drasticamente con la povertà e miseria in Inghilterra. C'era abbastanza denaro, e senza dubbio era libero da interesse sul "capitale". Quando i banchieri Massonici in Inghilterra udirono il discorso di Franklin al Parlamento Britannico, si assicurarono che il Parlamento vietasse alle colonie l'impiego del loro sistema finanziario e imponesse che essi invece usassero moneta "ad interesse" [Vedi ‘Signoraggio'] in oro ed argento. Solo una quantità insufficiente di questa moneta doveva essere disponibile. La disponibilità di denaro fu ridotta alla metà,e le colonie furono obbligate a prendere denaro in prestito dalla Banca di Inghilterra. Quale risultato ci fu un drastico aumento degli interessi e dei prezzi [al consumo]. Nel giro di un anno le strade erano piene di gente disoccupata.' ......... ‘[Il Presidente] Lincoln fu assassinato da John Wilkes Booth (Botha), un Massone del 33° Grado, il giorno 15 aprile 1865 a Washington, D.C., solo sei giorni dopo la fine della Guerra Civile. Izola Forrester, la nipote di Booth, ha affermato nel suo libro "Questo Folle Gesto" (1937), che Booth apparteneva alla Loggia Cavalieri del Cerchio Aureo ed anche al movimento "rivoluzionario" Giovane America di Giuseppe Mazzini. Izola Forrester ha rivelato nel dettaglio che la Massoneria era coinvolta nell'assassinio del Presidente. Booth fu eliminato subito dopo [l'attentato].' _da ‘La Lotta Contro l'Usura' di Jüri Lina [2004].
    (MODERATAMENTE ESTESA) NOTA - Da uno dei Discorsi del Presidente Abraham Lincoln: "The Government should create, issue and circulate all the currency and credits... By the adoption of these principles, the taxpayers will be saved immense sums of interest. Money will cease to be master and become the servant of humanity."
    "Il Governo deve creare, stampare e far circolare tutta la moneta ed i certificati di credito ... Adottando questi principi, si permetterà alla cittadinanza di risparmiare immense cifre di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell'Umanità."
    Con queste parole, il Presidente Lincoln firmò la propria condanna a morte. La sua fine è stata condivisa da altri Presidenti degli Stati Uniti: tra di essi J.F. Kennedy. Nel "Secrete Society Speech" del 27 aprile 1961 al Waldorf-Astoria Hotel di N.Y., Kennedy smascherò platealmente il "Governo Segreto" che affligge (quasi tutte) le Nazioni della Terra (quelle che oggi ne sono libere le puoi trovare facilmente nell'elenco "Axis of Evil", ad es. Nord Corea, Iran). Con l' Executive Order 10110, il Presidente aveva ordinato di smantellare la Federal Reserve (Consorzio di 11 Banche Private di proprietà ebraica che stampava e stampa oggi i dollari) perchè, nel rispetto della Constitution, lo STATO avrebbe emesso i nuovi dollari ‘Greenbacks'.
    Dopo sei mesi dall'E.O. 10110, e dopo venti giorni dalla sua visita all'Impianto Atomico di Dimona - del quale aveva chiesto immediate ispezioni affinché non venisse permesso a Israele di produrre armi atomiche - John F. Kennedy fu ucciso. Con buona pace di tutte le ignobili bugie mediatiche che ci sono state propinate per mezzo secolo (Mafia, Cuba etc. : ma se guardi attentamente il filmato di Dallas ti accorgi che la scorta motociclistica Presidenziale viene fermata per permettere ai cecchini di sparare liberamente - i.e. la congiura fu ai massimi livelli). Non parliamo poi del ridicolo Report della Commissione Warren. Nel 1968 Robert Kennedy, che era uomo intelligente e incorruttibile, fu ammazzato prima di diventare Presidente perchè senza dubbio avrebbe regolato i conti con i veri mandanti dell'assassinio del fratello.


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  • francesco - 19/04/2012

    Per Marco P. - Vuoi x favore sintetizzare in Italiano per un povero tecnico che riesce a malapena ad esprimersi in Italiano?


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  • Marco P. - 17/04/2012

    ‘Benjamin Franklin wrote of the British colonies in North America in the 1750s: "Nowhere on Earth does one find a happier and more well-being people." He explained that this was due to that "we in the colonies make our own currency," called "colonial scrip." He further explained: "By issuing our own currency we can control its buying power, and we are not obliged to pay interest to anyone." In these British colonies in New England, there was a wealth contrasting sharply to the poverty and misery in England. There was enough money, and it was definitely interest free. When the Masonic bankers in England heard Franklin's speech to the British Parliament, they made sure that Parliament forbade the colonies to use their own financial system and instead demanded they use interest money in gold and silver. Only an insufficient amount of this money was to be available. The money supply was reduced in half, and the colonies were forced to borrow money from the Bank of England. The result was steep interest and price increases. Within a year the streets were full of unemployed people.' ......... ‘The assassination of Lincoln was carried out by John Wilkes Booth (Botha), a Freemason of the 33rd degree, on April 15, 1865 in Washington, D.C., only six days after the end of the Civil War. Izola Forrester, Booth's granddaughter, stated in her book "This One Mad Act" (1937), that Booth belonged to the lodge Knights of the Golden Circle and also Giuseppe Mazzini's "revolutionary" movement Young America. Izola Forrester revealed in detail that the Freemasons were involved in the assassination of the President. Booth was soon eliminated.' ____ from ‘The Fight Against Usury' by Jüri Lina [2004].


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  • Marco P. - 14/04/2012

    http://soldierofthewasteland.blogspot.it/ ___________ ".... Il problema si chiama signoraggio, e qui cercherò di spiegarvelo in poche parole in modo da non annoiarvi e far sì che tutti capiscano. Se qualcuno volesse approfondire l'argomento, nell'articolo precedente troverete un documentario di 25 minuti piuttosto esauriente. __ Per parlare di signoraggio dobbiamo capire come funziona il nostro sistema monetario. Il ciclo parte dalla banca, che stampa le banconote. Ogni banconota, essendo carta, ha un costo ridotto, di circa 0,30 centesimi l'una. Le banche prestano le banconote allo stato, attenzione PRESTANO, non regalano, significa che lo stato deve restituire il costo della banconota. Ma le banche non chiedono il costo della carta, chiedono il valore SCRITTO sulla carta, per esempio per una banconota di 100 euro chiederanno 100 euro. Lo stato deve restituire questi soldi alla banca, e i soldi a chi li chiede? Alla popolazione ovviamente, sarà il popolo che lavorando dovrà restituire quei 100 euro che la banca stessa ha creato. Quindi di fatto, i 100 euro emessi torneranno al proprietario, attraverso il debito pubblico, che altro non è che il debito da saldare per lo stampo di banconote. Però, la banca non chiede solo 100 euro, ma aggiunge un interesse pari al 2,5% del valore nominale. Quindi, per 100 euri emessi, la banca chiederà indietro 102,5 euro. I l signoraggio altro non è che quanto guadagna la banca per ogni banconota emessa, e per una banconota di 100 euro ammonta a 102,5 euro - 0,30 centesimi (costo di produzione) =102,2 euro. Ma la banca ha stampato 100 euro, non 102,5, quindi il popolo dove li trova i soldi da ridare alla banca? Semplicemente non ci sono, quindi il debito pubblico è insanabile e il sistema monetario è una truffa enorme. __ Pensate un po quante banconote vengono stampate ogni giorno, e quanto il nostro debito pubblico sale, e le tasse che si alzano e l'Iva e tutto il resto. Pensate a quanto dovrete lavorare di più per ricevere di meno. E ora pensate al vostro diritto di lavorare per mandare avanti questo sporco sistema. Ora, io non so cosa sarebbe meglio fare per far sì che il sistema monetario sia giusto, so solo che non va bene questo sistema attuale e che secondo me servirebbe uno sciopero di tutti i lavoratori di tutte le classi sociali, per fare sentire la nostra voce e fare valere i nostri diritti ad una vita dignitosa, come dice pure la costituzione. Il sistema non va avanti senza noi lavoratori, per questo dobbiamo fermarlo ad ogni costo."


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  • GIANNI GR - 14/04/2012

    Concordo con francesco -- la situazione è tragica e non credo che i professionisti potranno modificarla, ma solo subirla. (anche per me che ho comunque quasi tre anni di lavoro davanti, ma non ho il paraocchi..) -- La mia massima preoccupazione è per i giovani e per i miei figli .. non so come faranno: a questo punto non ho più soluzioni -- I professionisti ormai sono senza mercato, l'edilizia è ferma, il governo attacca come se liberalizzando le tariffe (eufemismo perchè nessuno le applica più da anni) < o anche liberalizzando i taxi per esempio> i problemi dell'Italia saranno magicamente risolti -- Ma anche all'estero non stanno meglio: mi dice un mio collega spagnolo che è dal 90 che non si applicano più le tariffe e ci sono problemi di dumping pazzeschi; un altro mio amico in Germania mi dice che ci sono tariffe fisse ma ci sono oltre 120.000 professionisti: troppi-- Insomma noi abbiamo raccolto l'unione dei due paesi: tariffe libere e troppi professionisti -- Forse per andare avanti (o sopravvivere) conviene liberalizzare veramente tutto: tariffe, ribassi con un'unica clausola: in caso di varianti per errori di progetto (anche nell'ottica manutentiva) il professionista, oltre ai danni, viene sospeso per un anno con il RUP solidale--- Forse in questo modo si riesce a salvare la qualità--- Nel merito della proposta di PAOLO ORETO non vedo difficoltà: è naturale (alento per me che la pratico da anni) determinare il proprio costo industriale da tenere presente per le offerte-- Il problema è vedere se, dall'altra parte, l'interlucutore capisce o no (quantomeno il RUP dovrebbe capirlo...dovrebbe...).


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  • francesco - 13/04/2012

    Ci piangiamo addosso; Accusiamo i tecnici pubblici dipendenti; proponiamo modifiche ai massimi sistemi; citazioni dotte con esempi e chiare metafore. Appena vi passa il fumo davanti gli occhi e la pressione sanguigna vi cala, vi chiedo di riflettere e sopratutto constatare che in Italia ogni giorno a fronte di oltre 14.000 enti pubblici sono pubblicati una quarantina di incarichi riguardanti i liberi professionisti! Significa che lavoro non ce n'è più! Lo stato non riesce a fronteggiare 50.000,00 miliardi di debiti nei confronti dei propri fornitori! SIGNIFICA CHE PRIMA DI PROGRAMMARE ALTRI INVESTIMENTI OCCORRE PAGARE QUESTA POVERA GENTE! Ed allora cari PROFESSIONISTI per almeno DUE ANNI non vi sarà più lavoro! SIGNIFICA CHE NON CI SAREMO PIU'! E QUINDI QUALUNQUE MODIFICA PER IL NUOVO SARA' POSSIBILE! LE NOSTRE PRESTAZIONI DA MUPPETS SHOW SONO FINITE!


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  • Marco P. - 11/04/2012

    Con riferimento agli ultimi commenti dei colleghi e del Prof. Arch. Oreto, vorrei aggiungere che non e' strettamente necessario essere camionisti o minatori per ribellarsi efficacemente alla longa manus del Governo. In questo articolo potete leggere come un ferreo boicottaggio da parte dei Sindacati degli Insegnanti delle Scuole del Regno Unito sta brillantemente facendo naufragare il regime di commissariamento sovietico dell' OFSTED , mirante tra l'altro a ottusamente marchiare a vita bambini di eta' compresa tra i due e i cinque anni quali "inadatti allo studio" : __________ http://www.independent.co.uk/news/education/education-news/youre-not-welcome-teachers-vote-to-ban-ofsted-7627519.html


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  • francesco - 11/04/2012

    @marco: Ovvio che tutta la P.A. non è marcia! Ma si intuisce che la parte deviata è cospicua, sensibile al punto tale da creare gli evidenti problemi che stiamo subendo. Basta applicare i dati di Giampaolino (60.000,00 annui per corruzione), è chiaro che una parte di questo mare sia trova negli appalti e quindi la P.A. c'entra! Ed i soggetti attuatori sono necessariamente i tecnici pubblici dipendenti. Torno pertanto a ripetere che devono andare via dagli Ordini! OPPURE se vogliamo con indubbi vantaggi costituiamo un'associazione generale tipo confartigianato, confindustria etc.! Cosi' facendo verremmo ad avere una nostra vera identità e coerenza ed attraverso la stessa ricostruiamo la categoria! Gli ordini ormai sia per le citate ragioni endogene sia per l'anacronismo della loro stessa costituzione andranno a finire. Non leghiamo il nostro destino ad un sistema della cui titolarità come liberi professionisti siamo stati espropriati!


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  • luigi - 11/04/2012

    Gent.mo arch. Oreto La ringrazio per lo spazio che ci concede e torno a parlare delle tariffe professionali. L'analisi del collega Moreno Capodarte di Roma è esatta ed è proponibile anche il cambio di nome alle tariffe professionali, come suggerisce il collega Carlo. Quello che è certo è che non dobbiamo affannarci a cercare alcuna soluzione, nè dialogare, nè confrontarci con tale classe dirigente/governativa/sindacale/confindustriale/mediatica. Per quanto mi riguarda io rispetto le Istituzioni rispettabili, non le bande, cricche, sanguisughe, ecc. Se si continua ad assecondare sempre più al ribasso l'idiozia della eliminazione delle tariffe non si fa altro che validarne l'assunto. Questa è una riforma stupida fatta da gente stupida, che non merita neanche un minuto del nostro tempo. Vogliono il Caos e sarà il Caos, i ricorsi, la paralisi e le denuncie. Non capisco perchè dobbiamo mettere pezze peggiori del buco. Per me le gare si fanno nei concorsi di idee e di progettazione, come era prima. Le gare sono già state fatte ai campionati studenteschi e basta e avanza. Gli incarichi professionali di natura intellettuale sono fiduciari e non si può andare contro natura. Ma non vi fa specie vincere una gara sapendo di avere offerto un ribasso maggiore del collega come tanti mentecatti. Dal momento che alla fine il criterio di assegnazione dell'incarico di progetto, direzione lavori o altro contiene sempre una parte discrezionale da parte dell'Ente, tanto vale che vengano ripristinate le tariffe. Il problema non è nostro. ma dell'Ente che non riesce a gestire con serietà, competenza e onestà tali affidamenti per specializzazione, per competenza, per anzianità, ecc. o anche a sorteggio. Basta che finisca questo scandalo. Piuttosto, invece che assecondare questi riformatori, prendiamoli in giro, mettiamoli alla berlina proprio nelle incoerenze, contraddizioni e negli effetti perversi delle loro stesse stupide leggi, chiediamo loro se vogliono mettere in gara i loro favolosi stipendi, favorire la concorrenza e l'ingresso dei giovani, la mobilità, il mercato, la competitività, competitività, ecc.


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  • Marco P. - 08/04/2012

    @ francesco Naturalmente non tutta la P.A. e' marcia.
    Qualche giorno fa' ho parlato a lungo con un onestissimo RUP del Nord-Est Italia che si e' detto totalmente schifato per queste assurde Leggi: abolizione della Tariffa Professionale e gli altri provvedimenti finalizzati ad imbambolare i molti sempliciotti che basano il proprio giudizio su giornali e televisione.
    Lui si e' detto ancor maggiormente disgustato per il comportamento della AVCP, che proprio in questo momento sta aizzando le Pubbliche Amministrazioni ad usare il metodo della OEPV ANCHE nelle Gare di Appalto dei Servizi di importo inferiore a 100000 Euro e con "peso" della componente ribasso inferiore a 30 punti su 100.
    Questa buffonata delle cd. "Autorità" - elette dalla Classe Politica ed alla medesima asservite - la dobbiamo smascherare una volta per tutte.
    Guardate come si comportano dei veri difensori civici, lo Sheriff Joe Arpaio ed il Maricopa County Attorney Bill Montgomery (entrambi eletti direttamente dalla popolazione locale) che non esitano a sfidare il Justice Department ed il Presidente Obama nella indagine sulla fasita' del certificato di nascita da quest'ultimo pubblicato (la Constitution degli USA dice chiaramente che solo un individuo nato sul territorio americano puo' essere eletto presidente)
    http://theintelhub.com/2012/04/06/feds-attempt-to-install-embedded-monitor-in-sheriff-arpaios-office-as-his-cold-case-posse-continues-their-obama-investigation/


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  • francesco - 08/04/2012

    Per De Felice. Io purtroppo non riesco ad evocare nessuna altra espressione cinematografica. Semplicemente chiedo:
    1)Nella pubblica Amministrazione chi trucca le gare?
    2)Nella pubblica Amministrazione chi interpreta in senso discrezionale l'OEPV?
    3)Nella pubblica Amministrazione chi presiede sorteggi a porte chiuse?
    4)Nella pubblica Amministrazione chi dopo avere aperto a porte chiuse le 5 buste chiama quello che deve vincere e gli dice di sostituire l'offerta per essere vincente?
    Se non sono orbo o totalmente fuori dal mondo direi che si chiama TECNICO PUBBLICO DIPENDENTE! Se vado in un qualsiasi ORDINE quanti me ne trovo intorno? Come possono questi signori rivendicare riforme e modifiche in nome e per conto dei liberi professionisti?
    Perchè conseguono permessini per eseguire prestazioni professionali in altri enti? Perchè i docenti devono avere stipendio e professione? NO NON RIESCO A RIFUGGIARMI NEI LUOGHI COMUNI DELLE BATTUTE COMICHE!


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  • Marco P. - 08/04/2012

    I nuovi Decreti recentemente approvati impongono la OEPV per gli appalti di servizi di importo superiore ai 100000Euro; per importi inferiori sono previsti sia la OEPV che il PPB (Prezzo Piu' Basso) con esclusione automatica delle offerte per raggiunta soglia di anomalia.
    In questa situazione, "ripristinare un tariffario minimo" come vedo proposto da alcuni, significa:
    (1) eliminare le Gare al PPB con esclusione automatica e
    (2) ulteriormente rendere le Gare con OEPV delle assurde pagliacciate, in cui tutti i ribassi si attestano sulla soglia massima (ad es. 35%) e viene lasciata alla P.A. totale liberta' di affidare il Lavoro al concorrente politicamente prediletto.
    A mio parere la Tariffa Professionale deve essere ripristinata quale prezzo di riferimento per le prestazioni professionali di ingegneria e architettura, ma non deve imporre valori minimi invalicabili.
    Questi valori minimi debbono essere forniti volta per volta in maniera automatica e non pilotabile (i.e. con l'inserzione di un parametro random nel calcolo, come da me gia' da tempo proposto) dalla metodologia di Gara - in funzione (matematica) dei ribassi offerti.


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  • CARLO, ingegnere - 07/04/2012

    Prendo spunto dalle parole, senza dubbio misurate e concrete, dell'Arch. Paolo Oreto per far presente che abbiamo davanti agli occhi, specialmente in questi giorni, una possibile (ripeto: possibile) soluzione al problema della tariffa professionale, alla cui abolizione sono profondamente contrario. Dice l'Arch. Oreto: " ... è vero, sono state abrogate le tariffe professionali, ma non è stata tolta ai singoli professionisti ed alle stazioni appaltanti la possibilità di determinare e pubblicizzare propri parametri di riferimento che potrebbero essere, in parte, anche ricavati dalle attuali tariffe professionali ... " ed anche: " ... con la precisazione, in ogni caso, che non si tratta di una tariffa ma di parametri che il singolo professionista stabilisce autonomamente e senza alcun riferimento ad una tariffa professionale ... ". Ebbene, prendiamo l'esempio del finanziamento pubblico ai partiti, che è stato abolito con un referendum nazionale, ma dalla classe politica intera è stato fatto rientrare prepotentemente sotto forma di "rimborso elettorale": CAMBIANDO SEMPLICEMENTE IL TITOLO DI SPESA i soldi hanno continuato ad affluire in abbondanza nelle casse dei partiti. E noi professionisti siamo più "TONTI" dei politici? Cambiamo nome alla tariffa, chiamiamola "ELENCO DEI PARAMETRI PERSONALI DI RIFERIMENTO"; a questo punto ciascuno lo stampa nel proprio listino personale con riferimento alle proprie prestazioni, magari con qualche parola diversa e l'oscillazione di qualche decimo di punto percentuale, una volta in più, un'altra in meno. Se almeno in questo momento critico si riesce a formare quella coscienza di gruppo che caratterizza tante professioni, e si agisce compatti in tal senso, il problema è risolto, altrimenti ... chi è causa del suo mal pianga se stesso ... oltre a mandare a quel paese gli Ordini, naturalmente. Per completare: a mio parere la tariffa, così come l'iscrizione all'Ordine, non sono assolutamente in grado di garantire la qualità del singolo professionista, così come non lo sarebbero una qualunque attestazione tipo SOA, una certificazione di qualità o simili. Uno sbarbatello qualsiasi, per il solo fatto di essere impiegato in un organismo certificatore dovrebbe essere in grado di attestare la MIA qualità di professionista con oltre 30 anni di esperienza? Ma non facciamo ridere, per piacere ... come non facciamo ridere con i progetti VALIDATI DA UN ENTE TERZO: é forse in grado, questo ente terzo, di rifare tutte le ricerche, le analisi, le scelte tecniche e progettuali necessarie per arrivare ad un progetto ben fatto, e poi di sottoporre il tutto ad una attenta e rigorosa analisi critica? Questo lo può affermare soltanto chi non ha mai redatto un progetto, ovvero HA INTERESSI NASCOSTI, per cui ripeto: MA NON FACCIAMO RIDERE ...


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  • Della 53 - 07/04/2012

    Chissà per quale motivo gli ingegneri - archietti devono lavorare senza riferimenti tariffari. Le tariffe dovrebbe averle tutti. Danno dignità al lavoro e stabiliscono il giusto compenso, o almeno un buon riferimento. Senza, è la giungla, la deregulation che porta solo miseria a tutti. (Vedi contratti sottopagati - ricatti piccoli e grandi e così via). Che follia sarebbe pagare il lavoro così a caso quanto si ritiene!? Ma ci rendiamo conto di cosa diciamo e di dove si andrà a parare con questi metodi? Ha ovviamente e purtroppo ragione Luca Meschino.


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  • francesco - 07/04/2012

    Preg.mo Arch. Paolo Oreto, la presente per confermarle la stima ed il rispetto per questa rivista che forse è l'unica che permette un dibattito libero ed a 360 gradi senza filtri o condizionamenti. Voglio fare notare che la valutazione dell'emolumento con le nuove normative introdotte rimane sganciata dal concetto di tariffa, di listino, di catalogo etc. come tutti quelli che operiamo sui lavori pubblici siamo abituati ad usare. A mio avviso la valutazione della nostra opera intellettuale deve passare attraverso la stesura di una mappa mentale e strategica prodromica a qualsiasi commessa ci venga affidata. Può così accadere che per due incarichi dello stesso tipo di opera, in funzione dell'obiettivo e dei percorsi da seguire l'importo venga molto diverso. L'introduzione di tale criterio rimane compatibile sia con la nuova normativa sia con l'offerta economicamente vantaggiosa, dove con laa mappa mentale si delinea anche l'approccio metodologico. In tali condizioni, qualunque committente deve esprimersi criticamente e quindi il preventivo vincente diventa sacrosanto. Colgo l'occasione per replicare a un tecnico pubblico dipendente, giustamente risentito delle riserve espresse sulla categoria. Ho 33 anni di esperienza di lavori pubblici, ho tanti amici validissimi tecnici impiegati nella pubblica amministrazione. Le funzioni dei tecnici pubblici dipendenti sono fra l'altro quelle di CONTROLLORI. Non è possibile che facciano anche i CONTROLLATI! E quindi vederli rivendicare aspetti di esclusiva competenza dei liberi professionisti è assurdo e poco credibile! Per questo non ha senso tenerli all'interno degli Ordini!


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  • Paolo Oreto - 07/04/2012

    Leggo con attenzione i commenti di tutti ma non posso fare a meno di replicare a chi mi accusa di:
    1) qualunquismo;
    2) voler far rinascere le vecchie tariffe;
    3) proporre soluzioni "naif" per quanto concerne i Lavori pubblici.
    E' giusto ricordare a chi mi accusa che, dalle pagine di questo giornale, sono stato il primo a essere contro l'abolizione delle tariffe professionali ed ho sempre detto che le tariffe stesse, ormai dopo il decreto Bersani, erano un corretto riferimento sia per i professionisti che per i committenti sia per i lavori pubblici che per i lavori privati e la mia battaglia, ovviamente soltanto scritta, ha preannunciato quello che sarebbe avvenuto nelle gare di progettazione con la possibilità per i Responsabili del procedimento di determinare discrezionalmente l'onorario da porre a base d'asta per i servizi di architettura e di ingegneria (basta cercare su www.lavoripubblici.it i miei articoli sull'argomento).
    In alcuni articoli ho parlato delle soglie dei 40.000, 100.000 e 200.000 ed al fatto che, artatamente un servizio di architettura e di ingegneria poteva essere all'interno di una soglia o meno in funzione delle discrezionali scelte del RUP.
    Ovviamente, nella mia posizione di giornalista anche se architetto, oggi, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto legge n. 1/2012 , non posso fare altro che constatare che l'abolizione dellle Tariffe è legge e che l'unica soluzione legale praticabile è quella di definire la possibilità di determinazione, per i lavori pubblici e privati, di quei parametri che darebbero chiarezza ai committenti ma, anche ai liberi professionisti.
    Ovviamente, trattandosi di parametri, la mia soluzione non è e non può essere l'unica e se qualcuno ha un'idea migliore, escludendo quella del ripristino delle tariffe che in questo momneto sono abrogate, la esponga e sarò ben lieto di confrontarmi.
    Non accetto, però accuse qualunquistiche e populistiche senza indicazioni costruttive su come operare e che lanciano strali soltanto sull'abrogazione delle tariffe.
    E d'altra parte a chi ritiene che la soluzione ottimale sia quella di ritornare alle tariffe professionali, rispondo che anch'io credo la stessa cosa ma che non ho, in questo momento tale possibilità e non saprei cosa fare e le soluzioni che ho prospettato, nel mio articolo sono legate semplicemente al fatto che, in atto le tariffe professionali sono state abrogate e che è possibile che ognuno utilizzi propri parametri.


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  • archzippo - 06/04/2012

    Cosa succederà quando un libero porfessionista avendo incarico di redigere la progettazione di un opera pubblica si aprresta afare il quadro economico qualsi saranno i comepnsi da riportare per il collaudatore, il D.L. i cordinatori? Potrà far di testa sua? Dovra ascoltare il rup se ha una tabella interna che stabilisce i compensi professionali? unbel casino visto che poi il quuadro economico come il progetto lo firma lui


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  • luigi - 06/04/2012

    Un commentatore di facebook, a proposito dell'articolo a cura del prof. arch. Paolo Oreto, si chiede : " ma se sono stati abrogati i tariffari, perchè parliamo di farne altri ? Quale è stato allora il senso delle liberalizzazioni ?". NESSUNO. Infatti non c'è senso, non c'è buon senso, non c'è ragione, non c'è razionalità, non c'è teoria o formula, non c'è esperienza, non c'è motivo. Ovvero c'è : FUMO NEGLI OCCHI a un Paese ormai pervaso in tutti gli strati, oltrechè da una compulsiva smania di rubare, da una Generale Stupidità.


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  • Nietzsche - 06/04/2012

    Max l'abrogazione delle tariffe comporta il fatto che non possono essere semplicemente richiamate all'interno della lettera d'incarico, ma come dice la nota del CNAPPC i parametri in esse contenuti possono essere utilizzati purchè esplicitati al cliente. Quindi certo che la tariffa oraria è uno dei parametri che consiglia il CNAPPC, ma lo stesso indica l'utilizzazione dei parametri contenuti all'interno delle tariffe professionali (ex legge 143/49 etc.). Utilizzati oltretutto dal giudice fino all'emanazione di nuovi parametri ministeriali che tra l'altro come avvenuto già con il d.m. 4/4/2001 saranno lacunosi e rinvieranno alle vecchie tariffe.


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  • Max - 06/04/2012

    Voglio rispondere ad un utente facebook che ha detto il perché di nuovi tariffari. La persona che ha scritto l'articolo (che certamente è un gran conoscitore del settore. Leggo sempre con curiosità ed interesse tutti i suoi articoli) dice chiaramente: "non si tratta di una tariffa ma di parametri che il singolo professionista stabilisce autonomamente e senza alcun riferimento ad una tariffa professionale". Non credo ci sia nulla di male se ognuno di noi si faccia un proprio tariffario con i propri parametri, se non...ma come cazzo ci facciamo pagare dal cliente?a naso?a sentimento?a tariffa oraria come dicono quei cog..ni degli architetti?ragazzi nessuno ci vieta di fare un nostro tariffario che non faccia riferimento a nessun tariffario ufficiale.


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  • Aldo - 06/04/2012

    Ci stiamo arrampicando sugli specchi, per determinare un qualcosa di indefinito. Quando c'erano le tariffe professionali, si correva di meno per accaparrarsi i lavori, le prestazioni erano fatte con maggiore scrupolo favorendo la qualità e non la quantità, cosa che oggi non avviene dovendo correre per fare più lavori possibili a prezzi stracciati e di fatto svilendo la figura professionale, comportandoci come straccioni in cerca di un po di lavoro per non morire di fame. Allora a che servono le ipotesi fatte dal Sig. Oreto? o si ripristinino le tariffe professionali, quelle sì che garantivano un minimo di qualità e di decoro, o lasciamo perdere e scateniamoci nello sconcio attuale. A questo punto almeno si aboliscano gli ordini professionali, che non servono più a nulla, così risparmiamo sulla tassa di iscrizione. Vorrei sapere oggi quale è il volume di affari dei vari studi professionali, escluse le società (oggi anche di capitale) le cooperative e le università, e vorrei sapere quale è il volume di affari odierno di queste figure, così almeno i colleghi capiranno chi ci ha guadagnato dalle liberalizzazioni: si faccia una indagine per sapere quanti studi professionali stanno chiudendo o hanno chiuso e quali tutele o assistenze vengono fornite ai professionisti che si trovano in difficoltà (per questo dico cosa mi può fregare dell'art.18, quando ad un professionista in difficoltà lo stato continua a chiedere tutto ed a dare nulla). Io anche da queste righe ho esortato ad agire, a non essere remissivi e continuerò a battermi, ma mi rendo conto che siamo isolati e chi ci rappresenta è connivente coi poteri forti (basta leggere le proposte fatte dal consiglio nazionale degli ingegneri, che mi hanno fatto venire voglia, se potevo, di prenderli a calci nel culo fino al giudizio universale).


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  • francesco - 06/04/2012

    Preg.mo Arch. Paolo Oreto. Proprio in quest'ultima parte dell'articolo si continua a sbagliare. L'ho già detto diverse volte! E' la grande occasione per i professionisti di fissare uno standard di riferimento basato sullo studio e l'instaurazione di una mappa strategica finalizzata a convertire i beni immateriali come il nostro prodotto in risultati tangibili! Voglio dire cioè che non possiamo aspettare che il RUP di turno e/o mi perdoni si oso il tecnico pubblico dipendente magari componente dell'ordine esprima valutazioni dell'opera intellettuale avulse dall'esperienza professionale o contenenti elementi diverse dall'impegno intellettuale finalizzati a potrare lucro particolare e di cattivo gusto ai dirimpettai del contratto. Lo standard di riferimento già esiste a livello internazionale, occorre che i professionisti lo adattino alla realtà italiana. Bisogna stare distanti dalla pubblica amministrazione e imporre lo standard determinato su una rigorosa analisi scientifica. In maniera analoga si sono mossi gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, i tassinari etc. Ciascuno di loro fa riferimento ad un preciso rappresentante da loro eletto. I professionisti abbiamo solo gli ordini, spesso politicizzati! Patetiche aggregazioni di tecnici pubblici dipendenti interessati alla carriera e/o alla difesa delproprio secondo lavoro. Bisogna trovare il coraggio di sganciarsi da questi elementi di cattivo gusto e costruire un'organizzazione rappresentativa della categoria. In questo momento siamo privi di coerenza ed identità. Forse sono stato lungo, ma le chiedo lasci da parte iniziative della pubblica amministazione. Siamo ridotti così male proprio perchè ci siamo affidati integralmente a loro!








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