Lavori Pubblici: Come uscire dal pantano normativo

Dopo la fiducia ottenuta dal Senato della Repubblica con 169 voti favorevoli e 139 contrari, anche la Camera dei Deputati ha votato la fiducia al governo Ren...

26/02/2014
Dopo la fiducia ottenuta dal Senato della Repubblica con 169 voti favorevoli e 139 contrari, anche la Camera dei Deputati ha votato la fiducia al governo Renzi. I voti favorevoli sono stati 378, i voti contrari 220.
Ci ha colpito quello che Renzi ha detto nella parte iniziale delle sue comunicazioni al Senato e precisamente: “Il nostro è un Paese arrugginito, un Paese impantanato, incatenato da una burocrazia asfissiante, da regole, norme e codicilli che paradossalmente non eliminano l'illegalità” aggiungendo che: “l'idea che le norme che si sono succedute nel corso degli anni non abbiano prodotto il risultato auspicato è sotto gli occhi di tutti”.
Mentre nasceva il 63° Governo della Repubblica Italiana, i Costruttori, gli Architetti e gli Ambientalisti facevano sentire la loro voce con la richiesta di "Aprire subito i cantieri della riqualificazione energetica e antisismica".
Riallaciamoci a quanto affermato dal Premier Renzi, non dimenticando i motivi per i quali, molto spesso ed anche con finanziamenti attivi, i cantieri, anche dopo gli affidamenti, non vanno avanti con la necessaria celerità.
Non voglio riferirimi ad analisi già fatte da altri ma credo che sia sotto gli occhi di tutti la farraginosità delle norme che, in atto regolano sia i lavori pubblici che quelli privati.
Ecco, a nostro avviso, la prima richiesta che i soggetti interessati devono fare a gran voce, al nuovo “Governo Renzi” è quella della semplificazione delle norme.

Oggi, c’è chi continua a parlare di modifiche al Codice dei contratti ed al regolamento di attuazione quando il 15 gennaio scorso il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato tre nuove direttive e precisamente quelle relative ad appalti di lavori e ad appalti di servizi in sostituzione delle vigenti direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la nuovissima direttiva concessioni.
E’ presumibile che entro il prossimo mese di Marzo le tre direttive vengano approvate dal Consiglio dei Ministri UE e, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della CE gli Stati membri saranno obbligati, nei successivi 24 mesi a recepirle. Si profila, quindi, nel caso in cui non si abbia voglia di iniziare un nuovo percorso più snello, un pesante intervento sul Codice dei Contratti e sul Regolamento.

In merito alle tre nuove direttive, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha invitato a partecipare all’audizione del 28 gennaio 2014, tutti i soggetti interessati per conoscere le loro osservazioni ma nessun contributo è stato predisposto dall’Ance, dagli Architetti e da Legambiente.
Si tratta di tre direttive che, se ben recepite, potrebbero semplificare l’attuale normativa sugli appalti che sconta il peccato originale di nascere, quando, ormai la Comunità stava aprendo una procedura d’infrazione nei riguardi dell’Italia per il mancato recepimento delle due direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.
Il Codice dei contratti, infatti, in riferimento alla delega al Governo, inserita nell’articolo 25 della legge n. 62/2005, nasce come decreto legislativo (predisposto dal Governo e non dal Parlamento) e contiene al suo interno sia il recepimento delle due direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE che la maggior parte della previgente legge 109/1994 in un mal architettato miscuglio di norme che, per altro, sono state negli anni modificate ed integrate più volte con norme inserite nelle leggi più disparate che molto spesso non avevano nulla a che vedere con i lavori pubblici.

Oggi occorrerebbe evitare l’errore fatto nel 2005 e sarebbe più interessante iniziare a parlare, sin da subito, del recepimento delle tre direttive nella maniera più semplice possibile evitando di predisporre testi enciclopedici che lasciano il tempo che trovano e che, paradossalmente, non evitano l'illegalità.
Si tratta di proporre non una o più modifiche al Codice dei contratti ed al Regolamento di attuazione ma un immediato esame delle tre direttive per poter arrivare primi in Europa al recepimento delle stesse subito dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Comunità.
Sarebbe un bel segnale di cambiamento che potrebbe contribuire, più di ogni modifica alle attuali norme, a comunicare chiaramente che gli operatori del settore vogliono uscire dal pantano della normativa sugli appalti. Tra l’altro è sotto gli occhi di tutti che le norme che si sono succedute nel corso degli anni non hanno, quasi mai, prodotto il risultato auspicato con situazioni che impediscono ai professionisti di fare i professionisti, alle imprese di fare le imprese ed alle pubbliche amministrazioni di controllare in maniera semplice il lavoro dei professionisti e delle imprese.

In allegato le tre direttive ed il testo delle comunicazioni del Premier Renzi al Senato.


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