Prestazioni gratuite, Architetti di Roma: su sentenza CdS intervenga il CNAPPC

10/10/2017

Dopo la recente sentenza 4614/2017 del Consiglio di Stato che ha sancito la possibilità di lavorare senza pretesa di corrispettivo (leggi news), ma con il solo rimborso spese, l’ordine degli architetti di Roma chiede al Consiglio Nazionale degli Architetti di continuare ad agire a tutela della professione, a tutti gli ordini d’Italia di aderire a questo appello e a tutti gli architetti italiani di sollecitare l’azione del CNAPPC per sostenere tutti insieme un’azione corale, forte, partecipata.

La sentenza - si legge nella lettera aperta dell’OAR - getta una luce fosca sul futuro della nostra professione e, inevitabilmente, ipoteca il futuro di tutte le professioni in Italia. L’Ordine degli Architetti PPC di Roma, da sempre attento alle questioni che riguardano la professione, ritiene che venga messa in discussione la dignità stessa e il ruolo dei professionisti nella società. Non stiamo difendendo un compenso ma stiamo combattendo per affermare il nostro ruolo sociale in un contesto che costantemente ci vede perdenti, schiacciati da logiche che non comprendiamo, da interpretazioni della legge che ci sfuggono. Per questo in passato abbiamo promosso la manifestazione del 13 maggio sul giusto compenso e per questo cercheremo di far sentire la nostra voce quando riterremo calpestati diritti così importanti da coinvolgere i principi scritti nella nostra Costituzione. L’articolo 1 della nostra Carta chiarisce che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e l’articolo 36 che tutti hanno diritto ad un giusto compenso. É evidente che il Diritto costituzionale dei singoli cittadini, è un Dovere costituzionale per uno Stato che si dice democratico”.

A cura di Ufficio Stampa Ordine degli architetti di Roma



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