Prestazioni gratuite, Claudia Mannino: trovare un equo compenso che dia dignità alla proprietà intellettuale

09/10/2017

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Sull'ormai caso Catanzaro e la pubblicazione della sentenza n. 4614 del 3 ottobre 2017 con la quale il Consiglio di Stato ha dato il via libera ai contratti a titolo gratuito per i professionisti (leggi articolo), è intervenuta anche l'on. Claudia Mannino facendo un distinguo tra opera intellettuale "regalata" come senso di responsabilità per la propria comunità e la richiesta di un'amministrazione di bandire una gara senza compenso.

"È verissimo - afferma il deputato Mannino - che da professionisti si ha la proprietà intellettuale di ciò che si produce ed è pur vero che per garantire e valorizzare tale proprietà (che spesso è direttamente proporzionale ad una professionalità) vengono riconosciuti dei diritti, tra i tanti anche quello economico. È altrettanto vero che ognuno è libero di donare il proprio intelletto, la propria competenza e la propria professionalità alla collettività per un puro senso civico. Nulla di strano o sconvolgente in questo, anzi il senso sociale del proprio lavoro è sempre bene valorizzarlo e renderlo disponibile, appunto, alla società in cui si è deciso di vivere e convivere".

"Ma un conto - precisa la Mannino, che oltre a deputato è anche Architetto - è fare tale scelta ex post l'elaborazione di un "opera intellettuale" (di qualsiasi natura sia) ed un'altro conto è fare tale scelta ex ante e su richiesta. Le motivazioni che portano ad una tale richiesta possono sicuramente essere virtuosissime e meritevoli di senso di responsabilità per una comunità amministrata con responsabilità quotidiana ma due considerazioni vanno a mio avviso fatte, mettendo poi tutti i vari fattori su una bilancia a più bracci (:-P):
1) ma su una spesa consistente è così diseconomico prevedere e trovare un equo compenso (un minimo sindacale, anche di 1 euro al giorno per ogni componente ATP?) che dia dignità alla proprietà intellettuale che questa associazione elaborerà?
2) sicuramente non sarà questo il caso, ma nella PA capita spesso che un professionista "doni" alla PA una sua idea progettuale e del tutto casualmente lo stesso progettista viene nominato direttore dei lavori della stessa o comunque la sua collaborazione è presente nella fase esecutiva di un dato progetto. In questo caso è stato posto qualche limite affinché questo fenomeno non avvenga (sia per i professionisti dell'ATP sia per eventuali società ad essi riconducibili)?

"Non voglio criticare la sentenza - conclude la Mannino - ma credo che l'opinione comune sia dubbiosa per queste ragioni e, invece di adire a denuncia (che ognuno decide in autonomia se farle o meno), credo sia opportuno spiegare deontologicamente come comporta una scelta del genere, sia in positivo che in negativo al di là delle motivazioni economiche delle parti (anche per la nostra costituzione l'interesse economico lo pone numericamente dopo la proprietà...e l'ordine numerico delle cose ha sempre un preciso significato)".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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