100 milioni di Euro per il Fondo progettazione anti-dissesto: La Corte dei Conti registra il DPCM

La Corte dei Conti lo scorso 11 agosto ha registrato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 luglio 2016 che disciplina il Fondo per la proge...

05/09/2016
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100 milioni di Euro per il Fondo progettazione anti-dissesto: La Corte dei Conti registra il DPCM

La Corte dei Conti lo scorso 11 agosto ha registrato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 luglio 2016 che disciplina il Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico.

Il "Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico", da istituire nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'articolo 55 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, è diretto a favorire l’efficace avanzamento delle attività progettuali delle opere di mitigazione dcl rischio idrogeologico e provvede a rendere le stesse immediatamente cantierabili. Sono stanziati 100 milioni di euro: 24 milioni di euro nell'anno finanziario 2016, 50 milioni di euro nell'anno finanziario 2017 e 26 milioni di curo nell'anno finanziario 2018.

Sono beneficiari delle risorse del "Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico" i Presidenti delle Regioni, in qualità di commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, dcl decreto-legge 12 settembre 2014, n.  133, convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 con la precisazione che il finanziamento del fondo è finalizzato alla redazione dcl progetto  esecutivo  previsto  per ravvio delle procedure di affidamento dci lavori attraverso l 'elaborazione, anche non esplicita, dei livelli di progettazione inferiori.

Le risorse dcl Fondo sono allocate su base regionale attraverso graduatorie di progettazione degli interventi sino alla concorrenza delle somme attribuite a ciascuna regione sulla base dei criteri di riparto stabiliti con successivo DPCM. In via prioritaria sono finanziate le progettazioni degli interventi inseriti nel le tabelle C e D del "Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni", di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2015, ivi compresi gli incarichi d i progettazione già conferiti a far data dal 15 settembre 2015. Gli  ulteriori interventi per i  quali  il  "Fondo per  la progettazione degli  interventi  contro  il dissesto idrogeologico" finanzia la progettazione sono selezionati tra quelli inseriti nel data­base on line ReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo), a cura delle regioni e province autonome o dei soggetti dalle stesse accreditati.

Presupposto per l 'ammissibilità al finanziamento è l'inserimento nel data-base di uno Studio preliminare, consistente nella seguente documentazione minima:

  • a. una relazione, accompagnata da adeguata documentazione grafica. che illustri i n modo esauriente l 'ubicazione e la natura del dissesto su cui si intende intervenire e i suoi effetti , gli obiettivi, i requisiti, le modalità e il costo del l 'intervento, gli elementi essenziali della valutazione preventiva della sostenibilità ambientale, della compatibilità paesaggistica e dei vincoli archeologici dell'intervento;
  • b. la stima sommaria dci lavori da eseguire;
  • c. il quadro economico preliminare;
  • d. il cronoprogramma orientativo di tutte le attività, a partire dalla progettazione, fino al collaudo o certi ficato di regolare esecuzione.

Ricordiamo che per le progettazioni occorre fare riferimento alle “Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico” (vedi news) e che Il documento si articola in singole sintetiche schede, relative alle tematiche che maggiormente incidono sull’efficacia degli interventi, ovvero:

  • la valutazione del rischio,anche residuo, e definizione della relativa gestione;
  • la valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche praticabili;
  • la coerenza con la pianificazione e programmazione vigenti;
  • l’analisi sistemica con particolare riguardo ai fenomeni indotti ed alla verifica dell’intero ciclo di vita dell’opera;
  • le specifiche valutazioni di carattere idrologico, idraulico fluviale e geologico;
  • gli effetti sulla morfodinamica fluviale e costiera, sull’ecosistema, sulla chimica delle acque e sugli aspetti sociali ed economici;
  • le considerazioni sulla resilienza dell’intervento, anche in relazione a scenari di cambiamento climatico.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it