Direzione lavori: la commissione ambiente sospende l’esame del decreto

19/01/2018

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Nella seduta dell’VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei Deputati di mercoledì 17 gennaio è iniziato l’esame dello schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante “Regolamento di approvazione delle linee guida concernenti le modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture” e dello schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante "Regolamento concernente modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico”.

Relativamente al primo decreto, la relatrice Raffaella MARIANI ha ricordato che la Commissione è chiamata ad esaminare, ai fini dell’espressione del prescritto parere, lo schema di decreto ministeriale che, in attuazione dell’articolo 111 del codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016 reca le linee guida concernenti le modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture.

Ciò premesso, la relatrice è passata a dare conto dei contenuti dello schema, composto da 32 articoli, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per una sua dettagliata disamina. Al termine la relatrice, nel considerare giusto e condivisibile l’intervento recato dal provvedimento, si riserva di presentare una proposta di parere che tenga conto delle eventuali osservazioni da parte dei colleghi.

Interviene a questo punto il Presidente della Commissione Ermete Realacci che, nel concordare con le considerazioni della relatrice, ricorda che la Commissione non potrà esprimersi sul provvedimento in oggetto, fino a che non sia stato trasmesso il prescritto parere del Consiglio di Stato. Il seguito dell’esame del provvedimento è stato rinviato ad altra seduta ma sembra, a questo punto abbastanza chiaro che sul provvedimento stesso potrà esprimere il proprio parere la nuova commissione che si insedierà successivamente alle elezioni del 4 marzo.

In allegato il verbale della seduta relativo al decreto unitamente alle schede di lettura predisposte dal Servizio Studi del Dipartimento Ambiente.

Relativamente al secondo decreto, il relatore Ermete Realacci ha ricordato che la Commissione è chiamata ad esaminare, ai fini dell’espressione del prescritto parere, lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante regolamento concernente modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico. Ricorda altresì che il provvedimento è stato adottato sulla base dell’articolo 22 del Codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016 che prevede l’introduzione del dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio.

Ciò premesso, il relatore è passato a dare conto dei contenuti dello schema, composto da 10 articoli, rinviando alla documentazione predisposta dagli uffici per una sua dettagliata disamina. Al termine il relatore, ritiene condivisibile il contenuto del provvedimento, ricordando che il dibattito pubblico è stato fortemente voluto dalla Commissione Ambiente, che - sulla base dell’esperienza francese - ne ha introdotto la previsione per le grandi opere infrastrutturali e architettoniche nel corso dell’esame del nuovo codice dei contratti di pubblici, allo scopo di favorire la trasparenza delle procedure e la partecipazione dei soggetti interessati. Esprimendo tuttavia perplessità per il fatto che larga parte delle infrastrutture energetiche siano state escluse, preannuncia l’intenzione di porre come condizione della proposta di parere la loro inclusione tra le opere sottoposte a dibattito pubblico. In secondo luogo, in considerazione dell’onerosità e della delicatezza delle funzioni attribuite alla Commissione nazionale per il dibattito pubblico, manifesta dubbi sulla scelta di non prevedere alcuna forma di compenso per i suoi membri, ritenendo che ciò possa rendere difficoltosa l’individuazione di soggetti competenti disponibili a farsi carico di un simile impegno. Rileva da ultimo l’esigenza di definire un periodo di sperimentazione della soluzione adottata per lo svolgimento del dibattito pubblico, concluso il quale si possa procedere alla valutazione dei risultati ottenuti e alla correzione degli eventuali aspetti critici.

Il seguito dell’esame viene rinviato ad altra seduta.

In allegato il verbale della seduta relativo al decreto unitamente alle schede di lettura predisposte dal Servizio Studi del Dipartimento Ambiente.

Nessuna notizia, invece dalla 8° Commissione (Lavori pubblici, Comunicazioni) del Senato in quanto l’ultima seduta della stessa risale all’8 gennaio 2018, non è stata convocata per la settimana in corso ed, in atto non è prevista nessuna convocazione per la settimana dal 22 al 26 gennaio.

Sembra, quindi, del tutto improbabile che i due provvedimenti possano essere adottati prima delle elezioni del 4 marzo 2018 e per gli stessi, con molta probabilità, occorrerà superare i due anni dall’entrata in vigore del Codice dei contratti. Con buona pace di tutti noi.

A cura di arch. Paolo Oreto

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