Ingegneri e Architetti: la follia burocratica del lavoro con la pubblica amministrazione

27/06/2018

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Nei giorni scorsi un ingegnere esasperato ha inviato ad una delle tante Pubbliche Amministrazioni del Centro-Italia un sollecito per il pagamento di un servizio professionale che a distanza di 5 mesi non era stato ancora pagato. Voi direte: nulla di nuovo!

Le reazioni a catena sono state surreali e fanno sorridere, eppure al tempo stesso mostrano con chiarezza un paese alla deriva, in ostaggio di una burocrazia priva del benché minimo rispetto per il lavoro altrui.

Racconto questo episodio soltanto perché mostra con chiarezza il trattamento riservato ai liberi professionisti in Italia, nell'indifferenza totale di istituzioni preposte, politica e organi di rappresentanza.

Gent.ma ing. XXX
faccio seguito alla mia del 30 maggio per avere notizie in ordine al pagamento della fattura PA YYY del 2018, già in suo possesso. […] Mi spiace dover chiedere, al pari di un mendicante, ma La invito a provvedere con sollecitudine alla liquidazione ed al relativo pagamento.
Non credo che in un cosiddetto “Paese Civile” sia più tollerabile una simile inerzia della Pubblica Amministrazione, di cui Ella rappresenta il vertice apicale.
Eppure, lo Stato – che è invece puntuale con il pagamento degli stipendi ai pubblici dipendenti – è parimenti puntuale nell’esigere le tasse e le imposte dovute dai cittadini, con scadenze prefissate e tassative.
Il Professionista, invece, è uno degli ultimi a riscuotere il frutto del proprio lavoro, con grave danno alla collettività.
Con espressa preghiera di venire informato in tempi rapidi sullo stato dell’iter burocratico.
Cordialità.
Ing. ZZZ

La risposta è stata immediata, davvero bellissima:

Il decreto di liquidazione è pronto, deve essere firmato dal nostro Dirigente che oggi è in ferie.
Appena firmato sarà inviato al commissario AAA.
Saluti.
Dott. BBB

Appena ricevuta in conoscenza dal collega ingegnere questa risposta a dir poco surreale, che riassume con una certa ironia il ridicolo rimpallo di responsabilità giocato sulla pelle dei professionisti, sono saltata dalla sedia ed ho deciso di raccontare questo episodio. In preda ad una irrefrenabile risata ho scritto:

Gent.mo dott. BBB,
potrei cortesemente conoscere la trafila burocratica per pervenire al pagamento della parcella professionale riguardante il servizio CCC?
Avendo un interesse diretto e concreto, in quanto attendo anche io, come l'ing. ZZZ, di essere liquidata per il servizio professionale svolto, le racconto brevemente la trafila che fino ad oggi si è delineata:
1. dopo avere svolto in 4 giorni l'incarico assegnato, abbiamo impiegato 3 mesi per conoscere i dati dal RUP per l'invio della fattura;
2. ci è stata indicata l'ing. XXX come referente per il pagamento, la collega mi ha cortesemente avvertita dopo un mese che la fattura era stata rifiutata e che doveva essere inoltrata nuovamente;
3. oggi apprendo che oltre al RUP e all'ing. XXX, che si sono occupati finora della trafila, c'è anche lei che dovrebbe occuparsi di comunicare al commissario AAA la fattura.
Dopo questa comunicazione cosa accadrà? Giusto per saperlo.
Grazie.
Arch. ing. ABC

La risposta del funzionario è stata illuminante:

Il sottoscritto è stato incaricato da alcuni giorni di redigere la proposta di decreto che definisce il compenso a Lei spettante e ne dispone la liquidazione a suo favore.
L'atto è stato collazionato, deve essere firmato dal Dirigente e acquisito il parere contabile, la prossima settimana sarà inviato al Commissario per la firma.
Non appena firmato il settore contabile invierà il mandato di pagamento in banca.
Dott. BBB

Chissà se prima di partire per le loro vacanze riusciranno i nostri eroi, il dott. BBB, il dirigente del dott. BBB, il fantomatico Commissario AAA ed il funzionario di banca, a completare la complessa trafila burocratica per pagare una banale fattura.

E se anche noi professionisti ci inventassimo un iter burocratico per pagare bollette, affitti, spese vive dello studio, stipendi dei dipendenti?

Il Comitato Professioni Tecniche da anni propone di mettere in atto alcune semplici procedure amministrative di controllo, che possano aiutare i liberi professionisti nella lotta alla concorrenza sleale, come prescrive sia la normativa europea, sia quella nazionale, e nell'avere certezza dei pagamenti, per tutte quelle attività che un professionista svolge presso la Pubblica Amministrazione. Tra le tante azioni proposte si annoverano quelle discusse di recente nell’ambito del Tavolo tecnico con il comune di Napoli.

Il Comitato ha operato una ricognizione di tutte le procedure amministrative che richiedono l'ausilio di un professionista, come un Ingegnere, un Architetto, un Geometra o in generale l'asseverazione o la firma di un professionista abilitato (SCIA, Cila, permesso a costruire, perizie giurate, etc.) ed ha riscontrato che sovente il lavoro professionale utilizzato per ottenere autorizzazioni, Nulla Osta, pareri e permessi non viene liquidato in tempi congrui, mentre il committente che beneficia delle procedure può dare tranquillamente inizio ai lavori.

La proposta del Comitato prevede nelle procedure d'ufficio, attuate attraverso le varie piattaforme telematiche ormai in uso presso le Pubbliche Amministrazioni, di acquisire idonea documentazione attestante i pagamenti dei professionisti di cui sia stata richiesta l'opera intellettuale, per l'ottenimento di permessi, concessioni, autorizzazioni, assensi comunque denominati.

Similmente se una PA ha convocato tecnici professionisti per l’espletamento di una procedura di gara che abbia poi consentito di aggiudicare i lavori ad una impresa esecutrice e di iniziare le opere previste dal progetto, è impensabile che i Commissari di quella gara non siano stati liquidati. Insomma si dovrebbe impedire di utilizzare i risultati del lavoro dei professionisti, se non sono stati pagati. Eppure questo avviene quotidianamente e sembra perfino che nessuno si meravigli più.

Va ricordato che accanto ad un illecito arricchimento spesso si configura un vero e proprio sfruttamento del professionista che investe nel proprio lavoro (spese di studio, costo di software e attrezzature, costi del personale, trasporti, costi previdenziali) e che si ritrova in una evidente posizione di svantaggio. Se si lamenterà nei confronti dell’Amministrazione dei ritardi nei pagamenti, verrà punito e non sarà più richiamato a svolgere un servizio professionale. Di questo potete stare certi!

La breve storia triste si conclude con il ricordo della figura mitologica del Responsabile Unico del procedimento cui vi ho accennato all’inizio, ormai svuotata di ogni responsabilità individuale grazie ad un abile e consolidata catena di “scaricabarile” tra funzionari di vari livelli istituzionali. Il RUP assiste inerme alla procedura lunga e farraginosa e non ha il potere reale di garantire tempi congrui e certi.

Come Sisifo spinge un masso dalla base alla cima di un monte ed ogni volta che raggiunge la cima, il masso rotola alla base del monte. Per l'eternità ricomincia ogni volta la sua scalata senza mai riuscire nella sua opera.

Allo stesso modo la procedura per il pagamento di una fattura, per cui oggi è sufficiente un semplice click, diventa nell’ambito della Pubblica Amministrazione italiana un’opera faraonica. E l’obbligo di pagamento entro 30 giorni non è quasi mai rispettato, né sanzionato, in caso di ritardo. Direi anzi che viene sbeffeggiato dagli irridenti burocrati, tronfi delle loro certezze a fine mese.

A cura di arch. ing. Raffaella Forgione
Vice Presidente Comitato Professioni Tecniche

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