Codice dei contratti pubblici: In arrivo un decreto-legge per riaprire i cantieri

25/02/2019

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L'art. 372 del D.Lgs. 14/2019 ha introdotto alcune modifiche agli articoli 48 e 80 ed ha integralmente sostituito l’articolo 110 del Codice dei contratti pubblici (leggi articolo) ma le modifiche introdotte entreranno in vigore il 15 agosto 2020 così come è possibile rilevare dall’articolo 389 rubricato “Entrata in vigore” del Decreto legislativo n. 14/2019 che al comma 1 precisa che “Il presente decreto entra in vigore decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, salvo quanto previsto al comma 2”. In realtà avremmo fatto volentieri a meno di tali modifiche visto che, per altro, entreranno in vigore (speriamo) quando il Codice dei contratti pubblici, probabilmente, non sarà più quello attuale.

Questa premessa per introdurre i nuovi annunci del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che nel corso di un question time alla Camera dei Deputati ha dichiarato “Stiamo intervenendo con molta decisione per riformare il Codice dei contratti pubblici; vi anticipo che con il ministro Toninelli stiamo pensando di anticipare alcune misure del Codice dei contratti pubblici perché il Paese non può aspettare, e la crescita economica non può tardare” e del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli che, in una intervista a Radio 24, ha assicurato che nelle prossime settimane sarà approvato un decreto con alcune modifiche al Codice dei contratti pubblici.

Si tratterebbe di un decreto-legge che dovrebbe essere approvatodal Consiglio dei Ministri entro questa o la prossima settimana e che conterrebbe quelle modifiche al Codice dei contratti pubblici che dovrebbero entrare in vigore con immediatezza anche per dare risposte concrete agli operatori del settore tra i quali il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che in una recente intervista a “La Repubblica” ha dichiarato: “La prima cosa da fare è aprire immediatamente i cantieri usando le risorse già stanziate. Il che significa non fare ricorso al deficit e creare occupazione. L’Ance indica per le sole opere di valore superiore a 100 milioni di euro risorse stanziate per 26 miliardi in grado di generare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il nostro centro studi prevede che in tre anni potremmo avere un incremento del Pil dell’1 per dìcento solo grazie a queste opere a cui vanno sommate tutte le altre. Occorre in vero piano antishock per il Paese e non penalizzare le imprese ed il lavoro”.

Sembra, dunque, che la politica degli annunci sulle modifiche al Codice dei contratti iniziata da 9 mesi (leggi articolo) sia in dirittura d’arrivo e che si arriverà nei prossimi giorni dìad un testo di un dcreto-legge che partirà dalle modifiche da inserire per rispondere alla lettera di messa in mora da parte della Commissione europea su alcuni temi che riguardano possibili infrazioni dell’attuale articolato del Codice dei contratti su subappalto e avvalimento (leggi articolo).

Sembra che il decreto dovrebbe contenere quelle misure idonee a far riaprire i cantieri ed, in particolare, tra l’altro:

  • la nomina di commissari ad acta in tutti i casi vengano rilevati ostacoli per l'iter di realizzazione dell'opera (inchieste della magistratura, fallimenti dell'impresa appaltatrice, ritardi progettuali o di esecuzione di notevole entità);
  • alcune norme per accelerare la soluzione del contenzioso;
  • un intervento che chiarisca meglio le responsabilità dei funzionari pubblici soprattutto in termini di danno erariale e illeciti penali.

In pratica si tratta di un nuovo accordo politico fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini per approvare in tempi stretti il decreto-legge; è stata, quindi, superata l’originaria idea di realizzare la riforma del codice degli appalti con il disegno di legge delega sulle semplificazioni varato dal Consiglio dei ministri n. 42 del 12 dicembre e mai arrivato in Parlamento. Con il disegno di legge delega i tempi sarebbero stati molto più lunghi e non compatibili con l’attuale urgenza per arrivare allo sblocco dei cantieri perché tra legge delega e decreti attuativi i tempi per arrivare alle modifiche al Codice dei contratti sarebbero stati molti lunghi ed ipotizzabili tra gli otto mesi ed un anno.

Speriamo bene!

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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