Edilizia scolastica e Decreto Crescita: nuove deroghe al Codice dei contratti

14/06/2019

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Mentre siamo in attesa solo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 (c.d. Decreto Sblocca Cantieri) che apporterà profonde modifiche alla disciplina dei contratti pubblici, continuano i lavori in Commissioni riunite V (Bilancio, tesoro e programmazione) e VI (Finanze) della Camera dei Deputati per la conversione in legge del Decreto-Legge 30 aprile 2019, n. 34 recante "Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi" (c.d. Decreto Crescita).

Tra le misure approvate in Commissione nella seduta di martedì 11 giugno 2019 da segnalare l'inserimento dell'art. 30-bis (Norme in materia di edilizia scolastica) che, di fatto, prevede già nuove deroghe al D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti). Viene, infatti, previsto che fino al 31 dicembre 2021, al fine di garantire la messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico, gli enti locali beneficiari di finanziamenti e contributi statali possono avvalersi quanto agli acquisti di beni e servizi, della società Consip Spa e, quanto all'affidamento dei lavori di realizzazione, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa – Invitalia, che sono tenute a pubblicare gli atti di gara entro novanta giorni dalla presentazione alle stesse, da parte degli enti locali, dei progetti definitivi.

Decorso il termine di novanta giorni, gli enti locali possono affidare i lavori, anche di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alla soglia di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a) del Codice dei contratti pubblici, mediante procedura negoziata con consultazione, nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti, di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

Il commento dell'ANCE

Pronta è arrivata la replica del Presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), Gabriele Buia, che ha affermato “Il problema della sicurezza delle scuole è stato posto da tempo da noi di Ance, insieme alla società civile e alle associazioni impegnate su questo tema, all’attenzione dei decisori pubblici come una delle priorità d’azione del nostro Paese. Basti pensare che quasi il 60% degli edifici scolastici non possiede un certificato antincendio. Non è quindi accettabile che un problema di tale entità si pensi ora di risolverlo cercando scorciatoie normative che non fanno altro che creare, nel comparto dei lavori pubblici, zone d’ombra sottratte alla concorrenza e alla trasparenza”.

In riferimento all'emendamento approvato che libera le procedure negoziate fino a 5,5 milioni di euro, il Presidente Buia è stato chiaro "Si tratta di una previsione sbagliata e che oltretutto entra in collisione con quella approvata recentemente nello sblocca cantieri che fissa a un milione la soglia della negoziata.  Soluzione, questa, ben più ragionevole e condivisibile. È necessario affrontare le grandi emergenze del nostro Paese come la sicurezza delle scuole e la tutela del territorio in modo strutturale e con norme chiare e trasparenti".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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