Antincendio: dal CNI le Specifiche tecniche per gli impianti di protezione attiva

Sintetizzare i contenuti del Decreto Ministero dell'Interno 20 dicembre 2012 recante "Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione at...

23/03/2016
© Riproduzione riservata
Antincendio: dal CNI le Specifiche tecniche per gli impianti di protezione attiva

Sintetizzare i contenuti del Decreto Ministero dell'Interno 20 dicembre 2012 recante "Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l'incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi" (Gazzetta Ufficiale 04/01/2013, n. 3).

È questo lo scopo del documento "Linee Guida all’applicazione del D.M. 20.12.2012 - Decreto impianti”, elaborato dalla Commissione Sicurezza Antincendio della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia e diffuso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri con la circolare n. 697/2016, che fornisce ai professionisti un utile supporto nella formulazione delle specifiche tecniche degli impianti di protezione attiva contro l’incendio e della relativa documentazione progettuale richieste dal D.M. 20/12/2012 nell’ambito dei procedimenti di prevenzione incendi.

Ricordiamo che il decreto, entrato in vigore il 4 aprile 2013, disciplina la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva contro l'incendio, così come definiti nella regola tecnica allegata al decreto stesso, installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, qualora previsti da specifiche regole tecniche in materia o richiesti dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco nell'ambito dei procedimenti di prevenzione incendi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. Le disposizioni del nuovo decreto si applicano agli impianti di nuova costruzione ed a quelli esistenti alla data di entrata in vigore del decreto stesso, nel caso essi siano oggetto di interventi comportanti la loro modifica sostanziale, così come definita nella regola tecnica allegata al decreto stesso.

Le nuove disposizioni non si applicano, invece, riguardo alla progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti nelle attività regolamentate:

  • dal Decreto Legislativo 17/08/1999, n. 334 (Attività a rischio di incidente rilevante);
  • dal Decreto del Presidente della Repubblica 30/06/1995, n. 418 (Edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi);
  • dal Decreto del Presidente della Repubblica 24/10/2003, n. 340 (Impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione);
  • dal Decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 20/05/1992, n. 569 (edifici storici ed artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre);
  • dal Decreto del Ministro dell'interno 13/10/1994 (Depositi di G.P.L. in serbatoi fini oltre 5 mc e/o recipienti mobili oltre 5.000 kg.);
  • dal Decreto del Ministro dell'interno 18/05/1995 (Depositi di soluzioni idroalcoliche);
  • dal Decreto del Ministro dell'interno 24/05/2002 (Impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione);
  • dal Decreto del Ministro dell'interno 14/05/2004 (Depositi di G.P.L. fino a 13 mc.).

Le Specifiche tecniche predisposte dagli Ingegneri sono la sintesi dei dati tecnici che descrivono le prestazioni dell'impianto, le sue caratteristiche dimensionali e le caratteristiche dei componenti da impiegare nella sua realizzazione. Le specifiche comprendono inoltre il richiamo della norma di progettazione che si intende applicare, la classificazione del livello di pericolosità, ove previsto, lo schema a blocchi dell’impianto che si intende realizzare, nonché l’attestazione dell'idoneità dell'impianto in relazione al pericolo di incendio presente nell'attività. Una accurata schematizzazione delle specifiche tecniche di un impianto, oltre che richiesta a norma di legge, è importante per il professionista antincendio sia in fase preliminare, durante la progettazione degli impianti di protezione attiva, sia durante l’esercizio, in caso di manutenzione ordinaria degli impianti stessi, sia successivamente, nel caso di modifiche e nelle fasi di rinnovo e asseverazione.

Le Linee guida all’applicazione del D.M. 20.12.2010, dopo una iniziale raccolta di schemi di flusso riassuntivi del Decreto, suggeriscono una traccia per la compilazione della documentazione progettuale per gli impianti di illuminazione e sicurezza, rivelazione ed allarme incendio, idrico antincendio (idranti, naspi, sprinkler) e per i sistemi di controllo fumo e calore, indicando le relative specifiche tecniche, la documentazione di progetto specifica delle varie fasi progettuali, i riferimenti normativi e lo schema a blocchi. Al loro interno sono stati inoltre sviluppati esempi delle “Specifiche tecniche” e della “Documentazione” degli impianti di protezione attiva esaminati nella guida, contestualizzati in una attività commerciale di generi alimentari ricadente tra le attività elencate nell’allegato I al D.P.R. 151/2011, e sono stati inseriti esempi di elaborati grafici ai quali le “Specifiche tecniche” fanno esplicito riferimento.

La guida si completa includendo, tra gli allegati, sia il Decreto 20.12.2012, sia un esempio di “Dichiarazione di Conformità” ed un esempio di “Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto” (per un impianto non ricadente nel campo di applicazione del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 ) relativi a due impianti di protezione attiva tra quelli trattati nelle specifiche tecniche elaborate.

La guida è quindi da intendersi come supporto di lavoro per il professionista antincendio che potrà autonomamente decidere se, ed in quale misura, applicarne e adottarne i contenuti.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it