Codice dei contratti: Il parere della Conferenza unificata sul decreto correttivo

Mentre le Commissioni riunite (VIII della Camera ed 8a del Senato) sono state convocate per domani 4 aprile alle ore 14 per l’audizione, nell'ambito dell'ind...

03/04/2017
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Codice dei contratti: Il parere della Conferenza unificata sul decreto correttivo

Mentre le Commissioni riunite (VIII della Camera ed 8a del Senato) sono state convocate per domani 4 aprile alle ore 14 per l’audizione, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione e sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio ed è atteso il parere sul decreto correttivo per il giorno successivo, arriva il secondo dei tre pareri previsti nell’articolo 1, comma 3 della legge delega n. 11/2016.

Dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato con numerose osservazioni e condizioni (leggi notizia) è arrivato, il 30 marzo scorso, la Conferenza unificata si è espressa favorevolmente precisando che il parere è condizionato all’accoglimento delle proposte emendative ritenute prioritarie,  contenute in un documento  (allegato 1), consegnato in Seduta che costituisce parte integrante del parere stesso, evidenziando peraltro l’importanza e la centralità degli emendamenti relativi  all’articolo 36, comma 7bis; all’articolo 21, comma 7, ultimo periodo; all’articolo 95, comma 4, lettera a). In pratica il parere favorevole della Conferenza unificata è condizionato all'accoglimento di tre emendamenti:

  • sull'ampliamento degli spazi per il massimo ribasso
  • sulla semplificazione dell'invio dei dati sulla programmazione
  • sulla riserva di partecipazione alle gare per le micro, piccole e medie imprese regionali (Mpmi).

Al parere sono poi aggiunti, anche, i seguenti allegati:

Allegati 2 e 3 – Emendamenti prioritari ed ulteriori emendamenti, proposti dalle Regioni volti a migliorare e semplificare l’applicazione degli strumenti normativi adottati, secondo quanto indicato  nel consegnato in Seduta che costituisce parte integrante del parere stesso;

Allegato 4.1 e 4.2 - Documenti consegnati dall’ANCI contenenti le proposte emendative allo schema di decreto legislativo in esame che costituiscono parte integrante del parere stesso;

Allegato 5 - Documenti consegnati dall’UPI contenenti le proposte emendative allo schema di decreto legislativo in esame che costituiscono parte integrante del parere stesso.

Per quanto concerne le proposte emendative contenute nell’allegato 1 e che, quindi, condizionano il parere positivo della conferenza unificata sono le seguenti:

  • all'art. 36, dopo il comma 7, aggiungere il seguente comma "7bis. Nelle procedure di cui al comma 2 che non hanno interesse transfrontaliero, le stazioni appaltanti, nelle indagini di mercato e nell’utilizzazione degli elenchi, possono prevedere di riservare la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e operativa nel proprio territorio regionale per una quota non superiore al 50%.";
  • all'art. 21, comma 7, eliminare il seguente ultimo periodo: “Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai fini della ricezione dei programmi biennali per gli acquisti dei beni e servizi e dei relativi aggiornamenti, si avvale dei sistemi informativi del Ministero dell’economia e delle finanze.”;
  • all'articolo 95, comma 4, lettera a), si propone di se sostituire le parole "1.000.000 di euro" con le parole "2.000.000 di euro".

In allegato il parere della Conferenza unificata unitamente a tutti gli allegati.

Sul parere positivo della conferenza unificata si è espresso il vicepresidente Anci e sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, che ha rappresentato l’Associazione in Conferenza Unificata. “Abbiamo espresso un parere favorevole sullo schema di decreto correttivo del Codice Appalti che rappresenta per noi un passo in avanti importante per rendere lo stesso Codice più attuabile e dunque utile. In particolare, i correttivi proposti dall’Anci e contenuti già nel testo, rafforzano la fattibilità e la tempestività delle procedure di appalto e dunque rappresentano un volano per gli investimenti. Crediamo che così si tengano insieme esigenze di trasparenza e legalità cui i Comuni tengono molto e la celerità nella realizzazione di opere pubbliche”. È quanto ha dichiarato Matteo Ricci. “Il governo - spiega Ricci - ha fatto molti sforzi per far partire gli investimenti, in parte bloccati per complicazioni procedurali nelle procedure che questo correttivo mira invece a superare. E’ un primo passo verso la semplificazione, ora chiediamo al Parlamento di difendere il decreto già approvato e di migliorarla recependo gli emendamenti presentati dall’Anci”.

Ad oggi - ricorda il vicepresidente Anci - le opere possono andare in gara solo con il progetto esecutivo. Il correttivo al Codice, invece, reintroduce l’appalto integrato che renderà possibile andare in gara anche con progetti definitivi. L’onere del progetto esecutivo andrà quindi in capo alle imprese aggiudicatarie anche dei lavori, con un evidente risparmio per le amministrazioni da tempo in sofferenza per carenza di personale e mancanza di figure specifiche che si occupano di progettazione interna”. Ricci ricorda poi come attraverso le proposte Anci il correttivo introduce anche “norme per la semplificazione sulle manutenzioni che non richiedono progettualità dettagliata e che quindi devono poter essere realizzate in maniera tempestiva e veloce”. “Lo sblocco del Patto di stabilità solo per i Comuni vale circa due miliardi sul 2016 e altri due sul 2017. Se aggiungiamo i 700 milioni di spazi finanziari sull’edilizia scolastica e dissesto idrogeologico e i 2,1 miliardi sulle periferie, vediamo che siamo di fronte ad una delle azioni più espansive delle ultime leggi di bilancio. Le risorse per realizzare gli investimenti ci sono, da oggi abbiamo anche un punto di maggiore equilibrio tra esigenze di legalità ed esigenze di minor rigidità per la realizzazione delle opere”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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