Comune di Catanzaro: l'OICE scrive ad ANAC contro il bando a 1 euro per la redazione del Piano Strutturale

Stavolta nessun botta e risposta con il Comune di Catanzaro, l'OICE (Associazione aderente a Confindustria che riunisce le organizzazioni di ingegneria e arc...

07/11/2016
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Comune di Catanzaro: l'OICE scrive ad ANAC contro il bando a 1 euro per la redazione del Piano Strutturale

Stavolta nessun botta e risposta con il Comune di Catanzaro, l'OICE (Associazione aderente a Confindustria che riunisce le organizzazioni di ingegneria e architettura italiane) scrive direttamente all'Anticorruzione e chiede di prendere posizione contro il bando per la redazione del piano strutturale che prevede un importo a base di gara pari a 1 euro e un rimborso spese (preventivamente autorizzate ed effettivamente sostenute e documentate) nel limite massimo di 250 mila euro.

"Bisogna che si affronti seriamente il problema - ha affermato Gabriele Scicolone, Presidente OICE - perché - al di là della congruità del rimborso - è complessivamente scandaloso prevedere il sostanziale azzeramento dei compensi per importanti e complesse attività come quelle che si intendono affidare. Pur comprendendo le difficoltà finanziarie dei comuni non è pensabile che siano professionisti, studi e società di ingegneria a finanziare le Amministrazioni".

L'OICE ha ricordato l'intervento della Corte dei Conti che aveva avvallato il comportamento del Comune e affermato un nuovo concetto per il quale l’indiretto vantaggio, anche economico, discendente dall’aver conseguito uno specifico incarico professionale, anche se gratuito, concorre ad accrescere il prestigio professionale e la notorietà da parte del progettista. "Abbiamo letto con attenzione la delibera della Corte dei Conti - ha continuato Scicolone - che cita la giurisprudenza della Cassazione senza a nostro avviso tenere conto del fatto che le esigenze dettate dall'interesse pubblico connesso alle prestazioni da affidare e, quando si tratti di progettazione, i superiori interessi di sicurezza e qualità, dovrebbero rendere non più attuali le motivazioni che hanno portato la Suprema Corte a sdoganare la gratuità delle prestazioni, finanche per acquisire la "benevolenza del committente". Possibile che non ci si renda conto che siamo in ben altri contesti in cui concorrenza, mercato, qualità e, infine, rispetto per il progettista devono essere al primo posto?"

A tal proposito e in vista del prossimo decreto correttivo del D.Lgs. n. 50/2016 (Nuovo Codice Appalti), di cui ormai si parla da parecchio tempo, l'OICE ha formulato una specifica proposta: "Premesso che non condividiamo che nel decreto 50 non sia stata riprodotta la norma che vietava di subordinare i corrispettivi al finanziamento dell'opera, adesso occorre intervenire con decisione nel prossimo decreto correttivo prevedendo l'obbligo di applicare il cosiddetto decreto parametri, a pena di nullità della procedura e dei contratti, aggiungendo un espresso divieto di fornire alle stazioni appaltanti progetti gratis. La progettazione ha una precisa valenza pubblicistica e non può essere affidata all'estro di un privato. Se davvero si vuole attuare il principio della centralità del progetto è giusto chiedere tanto al progettista, come impegno tecnico-professionale, ma si deve avere anche rispetto per l'attività che svolge".

Per quanto concerne, infine, il tema del finanziamento dei progetti, Scicolone ha terminato: "Per risolvere il problema della carenza dei fondi per le progettazioni si faccia in modo di fare funzionare i fondi come quello della Cassa Depositi e Prestiti lanciato anni fa nel presupposto, ribadito proprio dalla Corte dei Conti, che il denaro pubblico non si può sprecare su progettazioni che non discendano da verifiche positive di fattibilità tecnico-economica".

A cura di Ing. Gianluca Oreto
         

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