Corte dei Conti: Limitare le deroghe ed i centri decisionali per evitare la corruzione negli appalti

Nell'Aula delle Sezioni Riunite della Corte dei conti di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche Istituzionali, si è tenu...

14/02/2017
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Corte dei Conti: Limitare le deroghe ed i centri decisionali per evitare la corruzione negli appalti

Nell'Aula delle Sezioni Riunite della Corte dei conti di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche Istituzionali, si è tenuta, ieri, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2017. Il Presidente della Corte dei conti Arturo Martucci di Scarfizzi, ha svolto la relazione sull'attività della Corte nel 2016. A seguire l'intervento del Procuratore Generale Claudio Galtieri.

Nella sua Relazione orale, il Procuratore Galtieri ha affermato che “Quanto più propriamente alla corruzione, che si manifesta in maniera particolarmente consistente negli appalti pubblici, già in altre occasioni ho rilevato la necessità di distinguere quella legata alla criminalità organizzata da quella, invece, “diffusa”, costituita da singoli (o anche plurimi) comportamenti, legati a singole persone

Sulla seconda tipologia di corruzione e, quindi, su quella “diffusa” il procuratore Galtieri ha aggiunto che la stessa ha carattere “episodico” e “singolare”, con il problema legato al fatto che l’azione di contrasto difficilmente può essere diretta, pianificata e programmata, ma deve essere pensata e realizzata in maniera diversa, con strumenti indiretti e “trasversali”, che possono in tempi medio-lunghi costituire efficaci strumenti di deterrenza; tali strumenti possono essere costituiti da:

  • trasparenza, semplificazione e tempestività dei procedimenti;
  • limitazione delle deroghe;
  • riduzione dei centri decisionali con rotazione dei funzionari addetti agli stessi;
  • utilizzazione di atti-tipo e di modelli operativi standardizzati;
  • applicazione consistente e rigorosa di sistemi di incompatibilità atti a prevenire conflitti di interesse; predisposizione di controlli esterni su atti e attività, non solo nelle fasi procedimentali ma soprattutto sulle modalità di esecuzione degli appalti, sui risultati conseguiti e sui costi finali; controlli che, utilizzati in maniera integrata e continuativa, potrebbero far emergere eventuali anomalie.

Interessante la precisazione dell’utilizzazione di atti-tipo e di modelli operativi standardizzati che in questo momento mancano del tutto nel nuovo Codice dei contratti di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e negli provvedimenti attuativi in atto entrati in vigore.

In allegato la relazione orale e la relazione scritta del Procuratore Generale Claudio Galtieri.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it