Dalla Cassa Depositi e Prestiti 8 miliardi di euro per il 2011 a disposizione delle PMI

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha siglato un programma (Decreto Legge n. 5/2009, art. 3, co. 4 bis, convertito dalla legge n. 33/2009) con l’ABI che ha este...

16/12/2009
Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha siglato un programma (Decreto Legge n. 5/2009, art. 3, co. 4 bis, convertito dalla legge n. 33/2009) con l’ABI che ha esteso l’uso del risparmio postale al finanziamento delle Piccole Medie Imprese (PMI) con finalità di supporto all’economia.

Il plafond messo a disposizione dalle Cassa Depositi e Prestiti è pari a 8 miliardi di euro da qui al 2011.

L’erogazione del primo plafond da 3 miliardi è stata regolata da una convenzione ABI-CDP firmata il 28 maggio 2009. Secondo tale accordo, CDP metterà a disposizione finanziamenti agli istituti di credito in modo da fornire alle imprese liquidità a medio-lunga scadenza a condizioni particolari. Inoltre, in virtù di un Accordo quadro sottoscritto il 30 giugno 2009 tra l’ABI e la SACE, quest’ultima potrà rilasciare una garanzia fino al 50% degli importi finanziati in linea capitale ed interessi, attivabile in caso di mancato rimborso da parte delle PMI.

Tutte le banche italiane e le succursali delle banche estere comunitarie ed extracomunitarie operanti in Italia possono attingere a questa liquidità, attraverso un plafond individuale assegnato ad ogni banca dalla CDP sulla base della quota di mercato.

I finanziamenti agli istituti di credito hanno scadenza quinquennale: vanno quindi a coprire le esigenze di un mercato che - a fronte di un’abbondanza di liquidità a breve termine - ha bisogno di poter contare sulla provvista a più lunga scadenza. Il tasso applicato da CDP alle banche è variabile ed è pari all’Euribor semestrale, più due fasce di spread 60 e 80 punti base, in funzione della patrimonializzazione delle banche.

Procedura di attivazione dei prestiti
Per quanto riguarda la procedura di attivazione, il primo passo per una PMI è quello di rivolgersi ad una delle banche che hanno aderito alla convenzione presso la CDP (elenco banche).

La banca esaminerà la solidità economico-finanziaria, vale a dire calcolerà il rating sull’impresa.
Se l’istruttoria ha dato esito positivo, la banca farà richiesta alla CDP per poter attingere al proprio plafond individuale.
E’ fatto obbligo alla banca di inserire nel contratto di finanziamento il costo di provvista sui fondi della CDP.
La banca ha inoltre l’onere di inoltrare aggiornamenti e rapporti sull’andamento dei prestiti alla CDP.

Garanzia SACE sui prestiti
L’impresa ha la possibilità di richiedere l’intervento di Sace come garante del prestito.
In base al Dl 5/2009, la SACE ha ampliato il proprio perimetro di azione e può garantire il rischio di credito sul 50% dell’importo del prestito.
L’obiettivo è duplice: da una parte facilitare l’accesso al credito della PMI; dall’altra abbassare il costo del finanziamento.
A fronte del costo supplementare della garanzia Sace, c’è da aspettarsi un abbassamento sensibile del costo del finanziamento, dal momento che la banca può usufruire di un’ulteriore tutela. Ad ottobre 2009 oltre 2 dei 3 miliardi di euro messi a disposizione dalla CDP per il 2009 sono stati già opzionati dalle banche.
Per dare un giudizio sull’efficacia dello strumento bisognerà giudicare i dati riguardanti il “tiraggio” di questi fondi.

Per le costruzioni potrebbe essere uno strumento interessante: le banche attraverso la CDP possono avere fondi a 5 anni ad un tasso relativamente contenuto. Con la garanzia della Sace il costo di finanziamento per l’impresa dovrebbe scendere sensibilmente, determinando per l’impresa un beneficio netto. E’ necessaria, però, un’attenta vigilanza a valle da parte della CDP e del Ministero dell’economia affinché i prezzi praticati sul mercato riflettano le condizioni favorevoli di provvista e che questi prestiti siano effettivamente proposti alla clientela dalle banche.
E’ poi da valutare l’effetto che la garanzia Sace avrà sul tasso finale applicato all’impresa.

Fondo di private equity per la ricapitalizzazione delle PMI
E’ allo studio della CDP la creazione di un nuovo fondo per le PMI il cui obiettivo sarà di aumentare la patrimonializzazione delle piccole e medie imprese.
Due potrebbero essere le strategie di investimento: un ingresso diretto del fondo nel capitale delle imprese con una quota di minoranza oppure con un intervento nell’equity per le Pmi che scelgono di aggregarsi.
Da fonti giornalistiche sembra che vi siano due possibili modelli di operatività del fondo: il primo prevede una specializzazione settoriale; il secondo una specializzazione geografica, con un focus sulle PMI del Mezzogiorno.

Fonte: ANCE
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