Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: cos'è, a chi spetta, condizioni e domanda

Il Decreto Rilancio 2020 ha previsto un contributo a fondo perduto: ecco cos'è, a chi spetta, condizioni e domanda per accedere

di Redazione tecnica - 21/05/2020
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Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: cos'è, a chi spetta, condizioni e domanda

Decreto Rilancio 2020: con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 34/2020 è arrivata finalmente anche la conferma del contributo a fondo perduto. Vediamo di capire cos'è, a chi spetta, le condizioni di accesso e come prestare la domanda.

Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: cos'è e a chi spetta

L'art. 25, commi 1 e 2 del Decreto Rilancio 2020 definiscono nel dettaglio i contorni del contributo a fondo perduto che ha l'obiettivo di sostenere i soggetti colpiti dal lockdown per l'emergenza Covid-19. Viene demandato il compito sia della concessione del contributo che dell'eventuale attività di recupero, all'Agenzia delle Entrate. Si dovrà, quindi, attendere un provvedimento attuativo dell'Agenzia delle Entrate per capire nel dettaglio come presentare la richiesta.

La platea di soggetti beneficiari del contributo è costituita da:

  • soggetti esercenti attività d'impresa;
  • soggetti esercenti attività di lavoro autonomo;
  • soggetti esercenti attività di reddito agrario;
  • titolari di partita IVA;
  • enti non commerciali, compresi quelli del terzo settore e religiosi civilmente costituiti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

Il contributo a fondo perduto non spetta:

  • ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza di accesso al contributo;
  • agli enti pubblici di cui all'articolo 74 del TUIR;
  • ad intermediari finanziari e società di partecipazione (art. 162-bis del TUIR);
  • ai contribuenti che hanno diritto alla percezione:
    • all'indennità prevista per professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa prevista dall'art. 27 del D.L. n. 18/2020 (c.d. #CuraItalia);
    • all'indennità per i lavoratori dello spettacolo (art. 38 del #CuraItalia)
  • ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: condizioni

I commi 3 e 4 dell'art. 25 prevedono due condizioni al ricorrere delle quali spetta il contributo, ovvero:

  • ai titolari di reddito agrario di cui all'articolo 32 del TUIR;
  • ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta 2019;
  • a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Il contributo spetta anche in assenza dei suddetti requisiti ai soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: a quanto ammonta

L'ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d'imposta 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d'imposta 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d'imposta 2019.

L'ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto, comunque, ai soggetti beneficiari del contributo per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Decreto Rilancio 2020 e Contributo a fondo perduto: come presentare la domanda

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, una istanza all'Agenzia delle Entrate con l'indicazione della sussistenza dei requisiti.

L'istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, come definita con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.

Qualora dai riscontri emerga la sussistenza di cause ostative, l'Agenzia delle Entrate procede alle attività di recupero del contributo. Colui che ha rilasciato l'autocertificazione di regolarità antimafia è punito con la reclusione da due anni a sei anni. L'Agenzia delle entrate e il Corpo della Guardia di finanza stipulano apposito protocollo volto a regolare la trasmissione, con procedure informatizzate, dei dati e delle informazioni nonché quelle relative ai contributi erogati, per le autonome attività di polizia economico-finanziaria.

Come detto, le modalità di effettuazione dell'istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario saranno definiti con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Sulla base delle informazioni contenute nell'istanza, il contributo a fondo perduto è corrisposto dall'Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Qualora successivamente all'erogazione del contributo, l'attività d'impresa o di lavoro autonomo cessi o le società e gli altri enti percettori cessino l'attività, il soggetto firmatario dell'istanza inviata in via telematica all'Agenzia delle Entrate è tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli a richiesta agli organi istruttori dell'amministrazione finanziaria.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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