Durc negativo: è sempre esclusione dalle gare?

Il Consiglio di Stato chiarisce quando l'irregolarità contributiva (Durc negativo) preclude l'accesso alle gare pubbliche

di Giorgio Vaiana - 15/03/2021
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Durc negativo: è sempre esclusione dalle gare?

Torniamo ad occuparci di Durc e partecipazione ai bandi di gara. Analizzando la sentenza del Consiglio di Stato n. 849/2021, scopriremo alcuni passaggi fondamentali che chiariscono quanto questo documento di regolarità contributiva sia necessario e fondamentale.

Il debito da meno di 300 euro

Propone ricorso al Consiglio di Stato una società che aveva partecipato e si era aggiudicato un lotto per l’affidamento quinquennale del servizio di conduzione, manutenzione, raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti degli impianti di depurazione della pubblica fognatura. Ma, a seguito della verifica dei documenti, la società è stata esclusa in quando debitrice di contributi previdenziali per poco meno di 300 euro. Il TAR aveva confermato la decisione dell'amministrazione comunale e quindi l'esclusione dalla gara.

Durc negativo = escusione obbligatoria?

I giudici del Consiglio di Stato rispondono analizzando la giurisprudenza attuale. È ormai un fatto consolidato che "la carenza della regolarità contributiva", attestata dal Durc negativo, "quale che sia l’entità del debito contributivo, individua una presunzione legale, iuris et de iure, di gravità delle violazioni previdenziali, essendo la verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti demandata agli istituti di previdenza, le cui certificazioni si impongono alle stazioni appaltanti, onde l’esclusione dalla gara per assenza di requisiti è esito obbligatorio e vincolato". Insomma la sentenza potrebbe finire qui. I giudici, però spiegano meglio.

No adempimenti tardivi e regolarizzazioni

Non sono mai consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, "dovendo l'impresa essere in regola con l'assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell'offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, risultando dunque irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell'obbligazione contributiva".

Anche l'Europa si è espressa

È stato chiesto alla Corte di Giustizia Europea di esprimersi sulla legittimità di tale norma, e quindi di esclusione per un Durc negativo. Che ha stabilito che è legittima la norma nazionale "che obbliga l'amministrazione aggiudicatrice a considerare quale motivo di esclusione una violazione in materia di versamento di contributi previdenziali ed assistenziali risultante da un certificato richiesto d'ufficio dall'amministrazione aggiudicatrice e rilasciato dagli istituti previdenziali, qualora tale violazione sussistesse alla data della partecipazione ad una gara d'appalto, anche se non sussisteva più alla data dell'aggiudicazione o della verifica d'ufficio da parte dell'amministrazione aggiudicatrice". Un passaggio chiaro e importante.

Irregolarità contributiva

Nel caso analizzato non ci sono dubbi: la società ha il Durc negativo per un debito di poco meno di 300 euro. Durc negativo che è stato regolarizzato solo dopo pochi giorni la presentazione dell'istanza al bando di gara. Ma, come affermato dai giudici del Consiglio di Stato, si disconosce e non si ammette il pagamento tardivo dei contributi previdenziali. Per questo l'appello è stato respinto e confermata l'esclusione dal bando di gara della società.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it