Edilizia e Lavori Pubblici, si chiude un anno veramente difficile

Tra qualche ora termina il 2017 che si chiude così com’era iniziato principalmente per il fatto stesso che la maggior parte delle riforme promesse nel compar...

31/12/2017
© Riproduzione riservata
Edilizia e Lavori Pubblici, si chiude un anno veramente difficile

Tra qualche ora termina il 2017 che si chiude così com’era iniziato principalmente per il fatto stesso che la maggior parte delle riforme promesse nel comparto dei lavori pubblici ed in quello dell’edilizia restano in alto mare; lo scioglimento delle Camere, poi, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la convocazione delle elezioni per il 4 marzo 2018 non lasciano ben sperare anche perché è difficile ipotizzare che nei nove mesi (da aprile a dicembre 2018) della nuova XVIII legislatura possa essere recuperato tutto il tempo perduto.

Per quanto concerne i lavori pubblici l’unica cosa che possiamo osservare è il fatto che il Codice dei Contratti dopo oltre 20 mesi dall’entrata in vigore è monco di tutti quei provvedimenti che avrebbero dovuto sostituire il previgente Regolamento n. 207/2010 e renderlo operativo; un Codice dei contratti che, a nostro avviso, è nato male e, purtroppo, avrebbe necessità di interventi radicali e di una vera regia. Per altro, restano ancora inattuati tutti quei provvedimenti che avrebbero dovuto caratterizzare il nuovo Codice; ci riferiamo ai nuovi livelli di progettazione, alla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, alla razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche attraverso il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM), alle commissioni giudicatrici con il compito della valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalti o di concessioni, limitatamente ai casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa i cui componenti avrebbero dovuto essere scelti fra gli esperti iscritti all’Albo istituito presso l’ANAC e a tanto altro ancora.

Non possiamo, poi, non notare come, dopo la pubblicazione del c.d. “decreto correttivo”, entrato in vigore nei primi giorni del mese di maggio 2017, sono iniziate le inopportune deroghe e modifiche al Codice dei contratti (si tratta di un ritorno al passato) introdotte con leggi, approvate anche con voto di fiducia, che nulla hanno a che vedere con il Codice stesso; per ultime le deroghe introdotte dalla legge di bilancio 2018 per la realizzazione dell’Universiade Napoli 2019 e per le finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, che si terranno a Cortina d’Ampezzo, rispettivamente, nel marzo 2020 e nel febbraio 2021 ma, anche le modifiche introdotte all’articolo 113 relativo agli “Incentivi per le funzioni tecniche” ed all’articolo 177 relativo agli “Affidamenti dei concessionari.

È meglio, però, non continuare sull’argomento dei lavori pubblici per passare a quello delle Norme tecniche per le costruzioni per le quali sembra sceso, ormai, l’oblio. In verità nel mese di luglio 2017 erano arrivati i primi segnali positivi ed a settembre sembrava davvero tutto pronto per la pubblicazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) che avrebbero avuto il compito di sostituire quelle del 2008, aggiornandole a dei principi che possano prevedere la semplificazione della messa in sicurezza degli edifici esistenti e l'utilizzo di materiali innovativi essenziali in chiave antisismica.

Le nuove norme tecniche avrebbero dovuto vedere la luce nel mese di ottobre con la pubblicazione congiunta del decreto ministeriale e della circolare applicativa. Nel mese di ottobre 2017 la doccia fredda perché il testo della circolare esplicativa che in un primo momento sembrava vicino all’approvazione è stato bloccato e non è approdato come previsto all'assemblea plenaria del Consiglio superiore dei lavori pubblici di fine settembre. La circolare, nei mesi successivi avrebbe dovuto essere sottoposto ad una rivisitazione per arrivare a una versione più compatta rispetto alle 700 pagine inizialmente previste. Dal mese di ottobre non se ne sa più nulla ed è difficile ipotizzare cosa ne sarà del decreto ministeriale già pronto per la firma del ministro e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Manca però per la circolare esplicativa e, sino ad oggi, è stato sempre affermato di voler licenziare insieme decreto ministeriale e circolare. Non è chiaro, adesso cosa succederà anche in considerazione dello scioglimento delle Camere che sarà, certamente, un ulteriore elemento di blocco.

Ma la speranza è l’ultima a morire e speriamo che il 2018 porti, d’incanto, un’accelerazione nella predisposizione dei provvedimenti attuativi che mancano per rendere operativo il Codice dei contratti ma, anche, la definitiva approvazione delle Norme tecniche per le costruzioni ed una rivisitazione complessiva del Testo unico dell'edilizia (D.P.R. n. 380/2001) che a distanza di oltre 15 anni dalla pubblicazione ha necessità di una pesante rivisitazione.

Buon 2018 a tutti i nostri lettori.

A cura di Arch. Paolo Oreto

Tag: