Emergenza COVID-19: il virus ferma anche i lavori stradali

La denuncia dell'Associazione SITEB - Strade Italiane E Bitumi sullo stop dei lavori stradali in emergenza COVID-19

di Redazione tecnica - 05/05/2020
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Emergenza COVID-19: il virus ferma anche i lavori stradali

Emergenza COVID-19: "il virus ferma anche i lavori stradali". Lo denuncia l’Associazione SITEB - Strade Italiane E Bitumi in un comunicato in cui fa il punto della situazione sui lavori stradali.

In particolare, l'Associazione SITEB ha rilevato come nonostante l'emergenza COVID-19 e il lockdown fino al 30 maggio 2020 non avessero riguardato i lavori stradali, questi si sono interrotti soprattutto a causa "delle lentezze burocratiche e di un rapporto con le pubbliche amministrazioni reso ancor più farraginoso dall’emergenza che ha spinto molti uffici a rinviare l’approvazione e la firma di progetti cantierabili. Oggi occorre sbloccare i troppi cantieri stradali fermi, sfruttando al meglio questo periodo di basso costo delle materie prime e di scarsa circolazione dei veicoli sulle strade".

Lavori stradali: i dati statistici

La denuncia arriva a seguito dell'analisi trimestrale effettuata dall’Associazione in cui sulla produzione di conglomerato bituminoso (asfalto), principale indicatore delle attività di costruzione e manutenzione delle strade, sono rilevati i seguenti dati:

  • nel 2019 prodotti 30 milioni di tonnellate (quota che non si toccava da oltre 10 anni) con un incremento del 15% rispetto al 2018 (sostenuto prevalentemente dagli appalti ANAS e dalla significativa attività di manutenzione delle concessionarie autostradali);
  • nel primo bimestre 2020 c'è stato un incremento del 23%;
  • a marzo 2020, in piena emergenza Covid-19, le vendite di bitume hanno subito un crollo del 46%, con il mese di aprile che registrerà un ulteriore, deciso, peggioramento.

Emergenza COVID-19: niente lockdown per i lavori stradali

Secondo l'Associazione SITEB, il crollo del comparto è avvenuto nonostante le attività di costruzione e manutenzione strade siano state inserite tra quelle strategiche e quindi esonerate dal blocco previsto dai DPCM del Governo.

Emergenza COVID-19: le cause del crollo dei lavori stradali

Le cause del blocco del settore sarebbero da ricercarsi:

  • nello shock iniziale prodotto dalla consapevolezza della pericolosità del virus;
  • la scarsa reperibilità dei dispositivi di protezione individuale, necessari per rispettare i nuovi protocolli di sicurezza e prevenzione;
  • i rallentamenti delle attività operative all’interno delle stazioni appaltanti (Comuni e Province in primis).

"Eppure in questa fase - rileva l'Associazione - l’esecuzione dei lavori sarebbe favorita da alcuni fattori eccezionali: il bel tempo cha ha caratterizzato tutto l’inverno e che continua in questa primavera, la sostanziale assenza di traffico sulle strade da manutenere e un prezzo del bitume decisamente basso, a seguito del crollo del valore del petrolio".

Occorre superare velocemente l’empasse collegata alla fase d’emergenza - sottolinea il Presidente SITEB Michele Turrini - e agire prioritariamente su due fronti: accelerare il pagamento dei debiti arretrati della PA agli imprenditori e superare la burocrazia che tiene ferme opere già decise. Lo smart working nel pubblico impiego, ha nei fatti rallentato molti lavori, allungando le procedure per l’ottenimento di permessi e certificazioni e rinviando l’esecuzione dei lavori. Non ultimo, riteniamo prioritario riconoscere alle imprese i maggiori oneri sostenuti per la sicurezza dei lavoratori, causata dall’emergenza coronavirus, tenendo ben presente che da ora in avanti tutte le lavorazioni subiranno necessariamente dei ritardi dovuti al rispetto delle nuove procedure".

Emergenza COVID-19: superare il Codice dei contratti

Secondo il Presidente Turrini "Per agevolare la ripresa dei lavori in questa fase andrebbe, inoltre, superato il Codice Appalti, già molto farraginoso per le amministrazioni locali in condizioni normali e accelerare le aggiudicazioni delle gare, dando tempi certi per la partenza dei lavori".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it