Emergenza Coronavirus: gli Avvocati di Torre Annunziata riducono la tassa di iscrizione all'Ordine

Le misure prese dall'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata a favore degli iscritti per fronteggiare l'emergenza Coronavirus

di Gianluca Oreto - 06/04/2020
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Emergenza Coronavirus: gli Avvocati di Torre Annunziata riducono la tassa di iscrizione all'Ordine

Mentre tra gli ingegneri si è aperta una frattura, argomento (neanche a dirlo) la quota che gli ordini provinciali pagano al vertice nazionale rappresentato dal CNI, tra gli avvocati c'è chi preferisce i fatti attuando politiche dirette a sostegno della crisi che l'emergenza Coronavirus ha apportato ad ogni livello sociale.

È il caso dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata che con comunicazione del 3 aprile 2020 ha deliberato due importanti misure che, certamente, non cambieranno le sorti dei loro iscritti ma che rappresentano un segnale di vicinanza (che è da sempre mancato in tutte le professioni ordinistiche) con la base. Nel dettaglio, considerato che "la gravità della crisi in atto richiede comportamenti responsabili e virtuosi sia da parte di chi governa le Istituzioni democratiche, sia da parte delle rappresentanze istituzionali di categoria che si traducano in scelte coraggiose e siano segno concreto di vicinanza ai propri iscritti" il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata ha deliberato di:

  • determinare per l’anno 2020 la riduzione dei contributi annuali da versarsi all’Ordine Professionale da parte degli iscritti negli albi ordinari e cassazionisti in misura del 50% rispetto alla quota associativa prevista per l’anno 2019, posticipando altresì il termine per la riscossione della stessa a far data dal 01.01.2021;
  • annullare per l’anno 2020 il contributo annuale da versarsi all’Ordine Professionale da parte degli iscritti negli albi dei praticanti abilitati e praticanti semplici.

La comunicazione degli Avvocati di Torre Annunziata mira anche a chiedere al Ministro del Lavoro ed al Ministro dell’Economia e Finanze di:

  • provvedere all'eliminazione della ingiusta e ingiustificata discriminazione in danno dei titolari di pensione di invalidità (esclusi dal bonus 600 euro previsto dal Decreto interministeriale del 28 marzo 2020), sia dando immediate istruzioni operative agli enti previdenziali, sia nella prospettiva del preannunciato decreto di aprile, con il quale saranno ripetute le misure assistenziali già approvate in favore dei lavoratori autonomi;
  • aumentare la previsione del limite di spesa di cui all'art. 44 del D.L. n. 18/2020 (c.d. #CuraItalia);
  • prevedere ulteriori meccanismi di sostegno al reddito e alla liquidità dei professionisti, anche di natura fiscale.

A cura di Ing. Gianluca Oreto