Emergenza Coronavirus: l'Agenzia delle Entrate su Decreto Rilancio e IVA agevolata

La risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 623/2020 chiarisce quali sono i beni che accedono all'IVA agevolata prevista dagli art. 124 e 125 del Decreto Rilancio

di Redazione tecnica - 05/01/2021
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Emergenza Coronavirus: l'Agenzia delle Entrate su Decreto Rilancio e IVA agevolata

IVA agevolata prevista dal Decreto Rilancio. Era da qualche tempo che non tornava di attualità l'argomento che torna di attualità con la risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 623 del 28 dicembre 2020.

La richiesta

Nella nuova istanza sottoposta all'esame dell'Agenzia delle Entrate, l'istante è una società che produce apparecchiature elettro-medicali. Tra questi, due apparecchi di sanificazione del virus e batteri presenti nel cavo orale specificatamente prodotti per attività odontoiatrica e domiciliare. In pratica spruzzano una miscela di acqua e ozono all'interno del cavo orale che in pochi secondi elimina virus e batteri. La società, dunque, chiede all'Agenzia delle Entrate se per la cessione, può far rientrare gli apparecchi nei dispositivi di protezione individuale e quindi beneficiare del credito di imposta previsto dal decreto Rilancio per prevenire la diffusione del Coronavirus.

Cosa dice il Decreto Rilancio

Gli articoli 124 e 125 del Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio), convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, hanno introdotto l'IVA agevolata per la cessione di alcuni beni considerati necessari per contenere l'emergenza sanitaria causata dal coronavirus.

Si tratta di un particolare regime di esenzione con diritto a detrazione in capo al cedente di un'aliquota ridotta del 5 per cento. Sull'argomento, l'Agenzia delle Entrate, con un'apposita circolare, ha fornito dei chiarimenti sia per quanto riguarda l'aspetto interpretativo che quello di indirizzo operativo, elencando tutti i beni che possono essere ceduti sino al 31 dicembre 2020 in esenzione di IVA e con applicazione dell'aliquota Iva al 5 per cento a partire dall'1 gennaio 2021.

Tra i beni sono anche indicati i "sistemi di aspirazione, umidificatori, aspiratori elettrici", ma non, quindi le apparecchiature prodotte dalla società stessa. Perché è vero che questi apparecchi possono ridurre la carica batterica e virale presente nel cavo orale, ma non sono strettamente finalizzati al contrasto dell'epidemia da Covid-19. L'Agenzia delle Entrate, infatti, spiega che questi apparecchi non sembrano rientrare tra quelli destinati alla sanificazione dell'ambiente o della strumentazione utilizzata in ambito medico e quindi non possono fruire dell'Iva agevolata.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it