Il piano economico-finanziario nelle procedure di partenariato pubblico-privato

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha messo a disposizione un interessante documento che approfondisce gli orientamenti ANAC, Ragioner...

27/03/2019

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha messo a disposizione un interessante documento che approfondisce gli orientamenti ANAC, Ragioneria Generale dello Stato e giurisprudenza recente, in riferimento al piano economico-finanziario nelle procedure di partenariato pubblico-privato.

Una forma di realizzazione e gestione di opere e servizi pubblici che sta conoscendo negli ultimi anni una fase di grande sviluppo. Il Partenariato Pubblico Privato acquista sempre più rilevanza nel nostro Paese: secondo gli ultimi dati IFEL la sua incidenza sul totale delle opere pubbliche in Italia (in termini di importi) è cresciuta dal 6% del 2002 a oltre il 23% del 2017, con un aumento dei bandi di gara annui da poco più di 300 a quasi 3.300. 

Su questo tema il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il piano economico-finanziario nelle procedure di partenariato pubblico-privato: orientamenti ANAC, Ragioneria generale dello stato e giurisprudenza recente” che fa luce sugli ultimi orientamenti normativi e regolamentari in tema di partenariato pubblico-privato, evidenziando anche alcune criticità che emergono dall’analisi dei provvedimenti in questione, al fine di rendere più agevole il ricorso al PPP, creando anche nuove opportunità di investimento per le imprese e le Pubbliche Amministrazioni.

Dopo un approfondimento del nuovo quadro normativo nazionale ed internazionale ed un confronto europeo dell’evoluzione di questo strumento che vede l’Italia al decimo posto per numero di progetti, si entra nel dettaglio con l’analisi  della impostazione e dei principali indicatori alla luce della giurisprudenza recente e delle linee guida ANAC e RGS: durata della concessione, risultati economici, previsioni patrimoniali e flussi di cassa, ammortamento delle opere e valore residuo, struttura finanziaria e sostenibilità del debito, equilibrio economico-finanziario e redditività.

Nelle conclusioni emerge infine come solo facendo ricorso alle giuste competenze, in definitiva, sarà possibile trovare il giusto equilibrio tra le istanze delle Pubbliche Amministrazioni e le esigenze degli operatori privati, al fine di ridurre i tassi di mortalità dei progetti, consentire una più efficace diffusione degli strumenti di PPP e ottenere un corretto monitoraggio delle operazioni, che in alcune circostanze non sono adeguatamente e costantemente verificate nel corso del tempo, dando luogo a casi di squilibrio (molto spesso ai danni della P.A.), contenziosi e disservizi, e conducendo a una non ottimale gestione delle risorse e dei servizi pubblici.

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