Indice di percezione della corruzione: L’Italia guadagna una posizione, ma non basta

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo. Il 2...

08/02/2017
© Riproduzione riservata
Indice di percezione della corruzione: L’Italia guadagna una posizione, ma non basta

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International misura la corruzione nel settore pubblico e politico di 176 Paesi nel Mondo. Il 25 gennaio, presso la sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma, i risultati sono stati commentati dal Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali e dal Presidente di A.N.AC., Raffaele Cantone. Contestualmente, inoltre, i due presidenti hanno firmato un protocollo d’intesa in materia di gestione delle segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti pubblici. Questo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese non è certo un’eccellenza nella lotta alla corruzione.

La ventiduesima edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione vede l’Italia al 60° posto nel mondo, migliorando quindi di una posizione rispetto all’anno precedente. Il voto assegnato al nostro Paese  è di 47 su 100, e ci vede migliorare anche qui, di 3 punti significativi.

In Europa però, la situazione per l’Italia non può dirsi ottimale: si trova infatti come fanalino di coda, seguita solo da Grecia e Bulgaria, rispettivamente al 69° e 75° posto della classifica mondiale.

A guidare la classifica dei virtuosi, ancora una volta, abbiamo Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia. Non a caso, tutti Paesi che possiedono legislazioni avanzate su accesso all’informazione, diritti civili, apertura e trasparenza dell’amministrazione pubblica.

Dal 2012 (anno dell’approvazione della Legge Severino) l’Italia ha scalato 12 posizioni, passando dalla 72° posizione (la più bassa in assoluto) all’attuale 60°.

Anche in Europa si sta lentamente risalendo la china, dall’ultima posizione alla terzultima, con solo un punto di differenza dai Paesi più avanti.

Ovviamente anche il punteggio in questi ultimi anni ha subito un costante, seppur lento, miglioramento passando dal punto più basso toccato nel 2011 con 39 su 100 all’attuale 47 su 100. Anche rispetto all’anno scorso l’Italia ha guadagnato +3 punti, che per un indicatore con scostamenti minimi tra un anno e l’altro, indica un miglioramento significativo.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

Tag: