Istat e Indici prezzi al consumo marzo 2017: Nessuna variazione

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Marzo 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le fami...

18/04/2017
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Istat e Indici prezzi al consumo marzo 2017: Nessuna variazione

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Marzo 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati si è, dunque, attestato per il mese di marzo 2017 con la nuova base 2015 sul valore di 101,00 senza alcuna variazione rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del +0,0 % e quella annua del +1,4%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Marzo 2017 ed il 14 Aprile 2017, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2016 del +0,898430%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di marzo 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, resta invariato su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto a marzo 2016 (confermando la stima preliminare), da +1,6% di febbraio.

L’incremento tendenziale dell’indice generale continua ad essere determinato principalmente dai

Beni energetici non regolamentati (+11,3%) e dagli Alimentari non lavorati (+6,2%), la cui crescita è in calo rispetto al mese precedente quando era pari a +12,1% per i primi e a +8,8% per i secondi. A sostenere l’inflazione si aggiunge la dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%, in lieve accelerazione da +2,4% di febbraio).

Di conseguenza, l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di un solo decimo di punto percentuale (+0,7%, da +0,6% del mese precedente), mentre quella al netto dei soli Beni energetici scende a +1,2%, da +1,3% di febbraio.

La stabilità su base mensile dell’indice generale è il risultato di variazioni pressochè nulle dei prezzi di buona parte delle tipologie di prodotto. Fanno eccezione i prezzi dei Beni alimentari non lavorati, la cui diminuzione (-2,7%) è compensata dall’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni rallenta (+1,7%, da +2,0% di febbraio), mentre il tasso

di crescita dei prezzi dei servizi sale a +1,0%, da +0,9%. Pertanto, a marzo il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si ridimensiona portandosi a -0,7 punti percentuali (da -1,1 di febbraio).

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,1% per l’indice generale, a +0,3% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,9% su base mensile e registrano un aumento del 2,3% su base annua (era +3,1% a febbraio). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,4% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,7%, da +3,2% del mese precedente.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,9% su base mensile e dell’1,4% su base annua (la stima preliminare era +1,3%), da +1,6% di febbraio.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +1.050% e l'indice biennale al +0,825%
L'Istat spiega che, nel mese di marzo 2017, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti (+0,6%), Servizi ricettivi e di ristorazione e (+0.4%), Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili  (+0,1% per tutti e due).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Comunicazioni, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Prodotti  alimentari e bevande analcoliche (-1,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+4,6%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,8%), Bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,2%), Altri beni e servizi (+1,1%),

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Abbigliamento e calzature, Servizi sanitari e spese per la salute (+0,2%)-

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa,
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Comunicazioni (-2,3%), Istruzione (-0,9%).
Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati soltanto nelle città di Bolzano (+2,2%), Trento (+2,0%), Firenze e Milano (+1,8% per entrambe), Bari e Napoli (+1,7% per entrambe), Venezia e Trieste (+1,6% per pentrambe), Catanzaro e Perugia (+1,5% per entrambe), Aosta e Genova (+1,4% per entrambe), Cagliari, Torino e Potenza (+1,2% per tutte e tre), Bologna, Roma e Palermo (+1,1% per tutte e tre), Ancona (+1,1%),

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 Maggio 2017.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it