Le professioni tecniche fuori dalla Consulta del MIMS

Si tratta di una dimenticanza o di un fatto voluto? Forse il parere delle libere professioni tecniche non interessa a nessuno?

di Paolo Oreto - 26/04/2021
© Riproduzione riservata
Le professioni tecniche fuori dalla Consulta del MIMS

Con il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili firmato il 22 aprile scorso dal Ministro Enrico Giovannini, considerato che per favorire un’azione pubblica compatibile con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicato nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è necessario attivare ogni intervento utile ad accrescere la sostenibilità delle stesse organizzazioni pubbliche, è stata istituita la “Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibile” per l’elaborazione di proposte e indirizzi, l’aggiornamento e la condivisione della valutazione d’impatto delle politiche e degli interventi del Ministero, a partire dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Composizione della Consulta

Come è possibile rilevare dall’articolo 2 del provvedimento della Consulta fanno parte:

  • 7 associazioni civiche e di interessi collettivi;
  • 9 organizzazioni sindacali;
  • 30 organizzazioni di rappresentanza,

per un totale di 46 componenti.

Dimenticate le professioni tecniche

Peccato che sono state dimenticate tra le organizzazioni di rappresentanza altri portatori di interessi che, a nostro avviso, hanno gli stessi titoli di coloro che sono stati già inseriti come componenti della Consulta e ci riferiamo, ovviamente, alle rappresentanze delle libere professioni che intervengono nei processi relativi alle infrastrutture ed alla mobilità sostenibile.

Dimenticanza casuale o voluta?

Si tratta di una dimenticanza casuale o voluta? Forse il parere delle libere professioni tecniche non interessa a nessuno?

Di certo sembra che ad una dimenticanza casuale o voluta si sia, anche, aggiunto il silenzio dei rappresentanti delle professioni tecniche.

Le dichiarazioi del Ministro Giovannini

Il Ministro Enrico Giovannini, che ha firmato il decreto istitutivo della Consulta, ha espresso l’importanza di un confronto costante con i portatori d’interesse. “Le decisioni sulle attività e i progetti che realizzeremo nei prossimi anni avranno un impatto su persone e imprese, su economia e ambiente”, ha commentato Giovannini. “È importante raccogliere pareri, dati e valutazioni per perseguire le attività del Ministero in un’ottica di condivisione finalizzata allo sviluppo sostenibile, in linea con la visione espressa nel cambio del nome di questo Ministero. Nelle scorse settimane – ha aggiunto il Ministro - abbiamo avviato il confronto con le parti sociali, le organizzazioni datoriali, le associazioni ambientaliste e le reti della società civile per ascoltare le loro proposte in merito ai progetti del Mims inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dopo l’approvazione del Pnrr, proseguiremo il dialogo con focus di approfondimento sulle singole missioni del Piano stesso e sui progetti di competenza del Ministero. Mi fa particolarmente piacere aver firmato questo decreto nel corso della giornata mondiale della Terra, perché ci ricorda quanto uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale sia responsabilità di tutti”. 

La Consulta formula, anche, proposte normative e tecniche

La Consulta, tra l’altro, raccoglie studi e analisi, formula proposte di carattere normativo e tecnico, promuove le migliori pratiche rilevate nelle amministrazioni territoriali o nel settore privato, concorre alla trasparenza e all’accountability delle politiche e degli interventi del Ministero e dei loro risultati, analizza i costi della transizione alla sostenibilità, con l’obiettivo di supportare il Ministero nella definizione del corretto trade-off tra diverse politiche e interventi e propone misure compensative per renderli coerenti e favorevoli.

Le riunioni della Consulta sono convocate dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, con cadenza almeno bimestrale e la partecipazione non comporta la corresponsione di emolumenti, compensi, indennità o rimborsi.

Documenti Allegati