Patent Box: revisione al regime di tassazione agevolata

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2018 il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 28 novembre 2017 recante "Revisione del r...

08/02/2018
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Patent Box: revisione al regime di tassazione agevolata

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2018 il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 28 novembre 2017 recante "Revisione del regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili" (c.d. Patent Box).

La revisione del regime di tassazione agevolata si è resa necessaria ai sensi delle modifiche introdotte all'art. 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità per il 2015) e dal decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Il nuovo decreto del MiSE è composto da 14 articoli:

  • Art. 1 - Ambito di applicazione
  • Art. 2 - Soggetti beneficiari
  • Art. 3 - Soggetti esclusi
  • Art. 4 - Modalità di esercizio e durata
  • Art. 5 - Operazioni straordinarie
  • Art. 6 - Definizione di bene immateriale
  • Art. 7 - Tipologie di utilizzo agevolabili
  • Art. 8 - Definizione di attività di ricerca e sviluppo
  • Art. 9 - Determinazione della quota di reddito agevolabile
  • Art. 10 - Reinvestimento del corrispettivo da cessione di beni immateriali
  • Art. 11 - Tracciabilità delle spese e dei redditi
  • Art. 12 - Procedura di ruling
  • Art. 13 - Grandfathering
  • Art. 14 - Scambio d'informazioni per le opzioni sui marchi

Cos'è il Patent Box?

È un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.
L’opzione esercitata per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 può avere ad oggetto i marchi d’impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano essi registrati o in corso di registrazione.

Come funziona?

Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata e dal titolo giuridico in virtù del quale avviene l’utilizzo dei beni.
L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa, è valida per cinque periodi di imposta, è irrevocabile e rinnovabile.
L’opzione sui marchi d’impresa esercitata per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 ha durata pari a cinque periodi d’imposta ovvero, se inferiore, fino al 30 giugno 2021 e non è rinnovabile.

Le agevolazioni

Rientrano nell’ambito dell’agevolazione i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali per invenzione e per modello di utilità e certificati complementari di protezione, di disegni e modelli e di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, nonché dall’utilizzo congiunto di due o più dei suddetti beni immateriali, collegati tra loro da un vincolo di complementarietà ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi.

Gli obiettivi

Il regime ha l’obiettivo di rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, tutelando al contempo la base imponibile italiana, in quanto:

  • incentiva la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere;
  • incentiva il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la ricollocazione all’estero;
  • favorisce l’investimento in attività di ricerca e sviluppo.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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