Piano anti dissesto: Il Premier Conte presenta il Piano "ProteggItalia"

Si è svolta a Palazzo Chigi la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il Ministro dell’...

28/02/2019
© Riproduzione riservata
Piano anti dissesto: Il Premier Conte presenta il Piano "ProteggItalia"

Si è svolta a Palazzo Chigi la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, e il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, per la presentazione del Piano nazionale per la sicurezza del territorio "ProteggItalia".

 

 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha comunicato di aver firmato il D.P.C.M. che attiva il Piano nazionale per la sicurezza del territorio con la mitigazione del rischio idrogeologico e la tutela delle risorse ambientali; del decreto anticipiamo gli allegati e precisamente:

  • l’allegato A) contenente il Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, il Ripristino e la Tutela della Risorsa Ambientale;
  • l’allegato B) contenente il Quadro composito delle risorse allocate e complessive disponibilità;
  • l’allegato   C)  contenente le Linee  Guida  in  materia  di  semplificazione   dei  processi,   rafforzamento organizzativo e della governance.

Il nuovo Piano si inserisce in un piano che è stato chiamato “ProteggItalia” che a giudizio del Presidente Conte “è il più grande piano nazionale che sia mai stato concepito contro il dissesto idrogeologico per la sicurezza del territorio”. Riguarda tutte le regioni dal Sud al Nord ed è un piano che si basa sui seguenti quattro pilastri:

  • emergenza
  • prevenzione
  • manutenzione
  • semplificazione e rafforzamento della governance.

In pratica con il piano partendo dal coordinamento si passa alla semplificazione ed all’investimento ed alla spesa dei fondi meglio e più velocemente.

Le risorse sono pari a 10,853 miliardi di euro per il triennio 2019-21 che saranno ripartiti tra il Ministero dell’Ambiente, il Dipartimento della Protezione civile, il Ministero delle politiche agricole, il Ministero dell’interno, il Ministero della difesa e la Presidenza del Consiglio dei Ministri,

Il Piano individua azioni immediatamente attuabili con le risorse e con la normativa prevista a legislazione vigente ed azioni a carattere programmatico che necessitano di interventi normativi ed eventuali ulteriori coperture finanziarie.

Il piano presenta una serie di misure di semplificazione normativa che costituiscono l’ossatura del ddl “cantiere ambiente”. Si crea un hub operativo in capo al Ministero dell’Ambiente che cura e organizza gli investimenti per interventi di messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico, di difesa del suolo, per la tutela del territorio e delle acque.

Presso ciascuna regione viene costituito il NOS, il Nucleo operativo di supporto, una struttura di tecnici che sostengono il Commissario di governo e cioè il presidente di Regione. Al Ministero dell’Ambiente ci sarà una task force di nove tecnici che costituiranno una segreteria tecnica di supporto e monitoraggio.

Per l’Emergenza complessivi 3,124 miliardi sul triennio 2019-2021 per le 16 Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano colpite dal maltempo nei mesi di ottobre e novembre 2018 e per le quali è stato decretato lo stato di emergenza

Per la Prevenzione e per il Piano operativo dissesto idrogeologico affidata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare complessivi 3,958 milioni di euro

per interventi strutturali, su impulso dei Presidenti di Regione in qualità di commissari straordinari per il dissesto.

Per la Manutenzione affidata al Ministero delle politiche agricole complessivi 2,371 miliardi di euro per azioni e interventi finalizzati a:

  • difesa idrogeologica aree montane, agricole e forestali
  • salvaguardia di infrastrutture legate all’agricoltura
  • gestione forestale sostenibile
  • recupero dei terreni abbandonati e di difesa dei boschi

All’interno del piano triennale è stato predisposto un piano stralcio di 3 milioni di euro per il 2019 per opere immediatamente cantierabili.

Ai fini di un tempestivo avvio e elevazione di livello di operatività, entro sessanta giorni dall'approvazione del Piano, le competenti Amministrazioni (Protezione civile, Ministero dell'ambiente, Ministero delle politiche agricole e Ministero delle infrastrutture), fatte salve le separate procedure di maggiore urgenza demandate alla competenza della Protezione civile, predisponanno e sottoporranno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Cabina di regia Strategia Italia e al CIPE un Piano Stralcio 2019 recante elenchi settoriali di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili, aventi carattere di urgenza e indifferibilità , fino alla concorrenza di un ammontare complessivo di 3 miliardi di euro. Con le medesime modalità saranno sottoposte le eventuali esigenze di modifica o rimodulazione del presente Piano di azioni o degli interventi, che si renderanno necessarie a seguito delle previste verifiche periodiche di andamento, di stato delle procedure, nonché di esecuzione fisica e finanziaria delle attività e degli interventi.

Il Piano Stralcio 2019 è immediatamente esecutivo. Ai fini dell'inserimento nel suddetto Piano Stralcio 2019, i progetti e gli interventi infrastrutturali devono essere identificati dal Codice Unico di Progetto (CUP).

Ai fini della predisposizione del suddetto Piano Stralcio 2019, in deroga al DPCM 28 maggio 2015 (concernente l'individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico), e nelle more della riorganizzazione, a scopo di efficientamento del relativo sistema ordinario di selezione e individuazione degli interventi, i suddetti elenchi sono definiti, per liste regionali, dai competenti Ministeri, mediante apposite Conferenze di Servizi, sulla base dei fabbisogni e delle proposte delle Regioni interessate e delle Province autonome, con il contributo e la partecipazione dei Commissari per l'emergenza, dei Commissari straordinari per il dissesto, e delle Autorità di Bacino distrettuale. Sono fatte salve le diverse e più urgenti procedure e modalità previste dalla vigente normativa per le emergenze demandate e gestite dal Dipartimento della Protezione civile.

In allegato gli allegati A), B) e C) al D.P.C.M. e le slide di “ProteggItalia”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it