Professioni regolamentate vitali per la crescita

“I processi di riforma dei servizi professionali nei diversi Paesi europei sono alla base della crescita economica; tuttavia, si registra una evidente disomo...

23/05/2016
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Professioni regolamentate vitali per la crescita

I processi di riforma dei servizi professionali nei diversi Paesi europei sono alla base della crescita economica; tuttavia, si registra una evidente disomogeneità nella regolamentazione tra paese e paese e tra le stesse professioni”.

Queste le parole del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, durante la Conferenza della Commissione europea sulla Riforma della regolamentazione delle professioni che si è svolta al Forum del Mercato Unico il 18 maggio 2016 a Bruxelles e che è stata l’occasione per parlare dei piani d’azione nazionali di riforma delle professioni e per illustrare i risultati delle prove empiriche sugli effetti della regolamentazione nei diversi stati membri da cui sono emerse molte differenze.

Il quadro che emerge dai risultati delle indagini presentate sulle liberalizzazioni del mercato professionale evidenzia le profonde differenze tra un paese e l'altroha commentato il Presidente Stella - In Italia abbiamo messo in atto importanti interventi di liberalizzazione e abbiamo un mercato decisamente più aperto rispetto per esempio alla Germania”.

Durante la Conferenza sono stati presentati gli studi di quattro docenti universitari in merito alla possibile correlazione tra (de)regolamentazione e crescita economica, posti di lavoro e redditi. I lavori non hanno, però, fornito alcuna indicazione attendibile e univoca. Su questo punto, il Presidente di Confprofessioni ha sottolineato come “l’automatismo secondo cui regolamentare significa agevolare la crescita non sempre si è dimostrato vero, come ha confermato la riforma italiana”.

Pienamente condivisibile – ha concluso Stella - l’intento della Commissione di rilanciare il mercato dei servizi, e con esso le professioni registrate in tutta Europa: 5.500 per un giro d'affari di circa 500 miliardi di euro e un peso occupazionale rilevante, circa 50 milioni di persone che costituiscono il 22% della forza lavoro del continente. Questo percorso ci permetterà di avere una fotografia più chiara della professioni in Europa e, sulla base dei fatti, ad arrivare non tanto a una deregolamentazione, quanto piuttosto a una semplificazione o a una better regulation”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it