Progetto Casa Italia: Il Piano di prevenzione del rischio sismico della RPT

Nell’ambito delle consultazioni finalizzate all’elaborazione del progetto “Casa Italia”, ieri mattina la Rete delle Professioni Tecniche è stata ricevuta a P...

07/09/2016
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Progetto Casa Italia: Il Piano di prevenzione del rischio sismico della RPT

Nell’ambito delle consultazioni finalizzate all’elaborazione del progetto “Casa Italia”, ieri mattina la Rete delle Professioni Tecniche è stata ricevuta a Palazzo Chigi. L’incontro è stato presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. Oltre ai rappresentanti della RPT, per il Governo erano presenti anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il Rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone. Nell’occasione la Rete delle Professioni Tecniche ha illustrato al Presidente Renzi e al Governo il suo Piano di prevenzione del rischio sismico.

La proposta per la definizione di un piano di prevenzione del rischio sismico predisposta dalla Rete delle professioni tecniche e consegnata al Presidente del Consiglio si bsa sui seguenti tre findamentali passaggi:

  1. il monitoraggio - utilizzando criteri standard di valutazione - del livello di vulnerabilità di ciascun edificio rientrante nel patrimonio edilizio;
  2. l’elaborazione, per ciascun edificio, pubblico e privato di un Fascicolo del fabbricato, entro 24 mesi dalla emanazione di uno specifico decreto legislativo attuativo;
  3. contemporaneamente alla predisposizione del Fascicolo del Fabbricato si ritiene utile introdurre con apposito decreto legislativo attuativo una certificazione sismica obbligatoria a cura di un tecnico abilitato, da attuarsi inizialmente nelle compravendite e negli affitti e a corredo delle nuove costruzioni e, successivamente, da estendere a tutti gli immobili, pubblici e privati, entro tempi certi.

L’RPT propone che il Fascicolo del fabbricato possa non avere una forma predefinita. Viceversa, si ritiene più opportuno elaborare, con il supporto delle professioni tecniche, nonché di altri organismi a ciò preposti (Dipartimento Protezione Civile Nazionale, MIT, UNI etc.), delle linee guida per il Fascicolo del fabbricato, lasciando ai tecnici incaricati la possibilità di redigere o implementare il documento, tenendo conto delle singole situazioni affrontate.

 “Quello col Presidente Renzi e col Governo è stato un incontro molto interessante - ha dichiarato Armando Zambrano, Coordinatore della RPT e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri -. Abbiamo percepito la loro volontà di affrontare sul serio la questione della messa in sicurezza delle abitazioni. Noi della Rete abbiamo affrontato, in particolare, il tema del rischio sismico, sottoponendo alcuni aspetti che ci riproponiamo di risolvere attraverso il nostro Piano. E’ importante che quest’ultimo non rimanga solo sulla carta ma che si passi al più presto ad una fase operativa, anche attraverso la semplificazione normativa, la definizione delle priorità nella messa in sicurezza, la previsione di incentivi per i cittadini interessati. In prospettiva, poi, il fascicolo del fabbricato permetterà di facilitare la conoscenza dello stato di sicurezza di ogni singolo edificio, avviando un percorso virtuoso che dovrà portare ogni italiano ad avere una casa sicura”.

Abbiamo cercato di dare al Presidente del Consiglio - ha aggiunto Maurizio Savoncelli, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati - alcuni suggerimenti in merito al progetto ‘Casa Italia’, il quale però deve avere delle gambe solide su cui camminare. A questo proposito, abbiamo proposto uno screening preventivo sulla vulnerabilità sismica, basata sulle singole categorie di rischio, che durerà alcuni anni. In seguito, potrà essere utilizzato uno strumento già esistente, la banca dati catastale, aggiungendo per ciascun edificio anche il dato relativo al livello di sicurezza. Successivamente si tratterà di affrontare il tema dei costi della messa in sicurezza degli edifici. Nel caso di strutture pubbliche sarà lo Stato a doverle mettere a disposizione. Per quanto riguarda i privati, occorrerà studiare delle politiche di incentivi fiscali oppure contributi a fondo perduto per gli incapienti. Infine, bisognerà partire dai territori, dai cittadini che non hanno una conoscenza piena del tema della vulnerabilità sismica”.

Il Governo - ha detto Francesco Peduto, Consigliere RPT e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi - in questo incontro ha dimostrato di voler affrontare la questione in maniera sistematica e questo è un bene. Come geologi abbiamo sottolineato la necessità di stare attenti a cosa si mette dentro questo progetto, in modo da non perdere di vista gli obiettivi principali. Questi si potranno considerare conseguiti soltanto se giungeremo ad una conoscenza tecnico-scientifica ottimale dei nostri territori. A tal proposito abbiamo evidenziato il ritardo clamoroso nella realizzazione della carta geologica d’Italia (il progetto CARG è iniziato nel 1988 ed attualmente non copre nemmeno il 50% del territorio italiano) e della microzonazione sismica dei territori, fondamentale per definire gli effetti di sito dei luoghi. I geologi e la Rete hanno dato la più completa disponibilità al Governo per portare avanti insieme ed in sinergia il progetto Casa Italia”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it