Regione Siciliana e Criteri di aggiudicazione degli Appalti: Sospesa l'impugnativa

Nella seduta di venerdì 4 settembre 2015, il Consiglio dei Ministri ha sospeso l'impugnativa della Legge della Regione Siciliana 10 luglio 2015, n. 13 relati...

08/09/2015
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Regione Siciliana e Criteri di aggiudicazione degli Appalti: Sospesa l'impugnativa
Nella seduta di venerdì 4 settembre 2015, il Consiglio dei Ministri ha sospeso l'impugnativa della Legge della Regione Siciliana 10 luglio 2015, n. 13 relativa ai criteri di aggiudicazione degli Appalti.

Mentre sembrava certa l'impugnativa, ha fatto breccia su Governo, almeno momentaneamente, la nota dell'Assessorato delle Infrastrutture e della mobilità prot. 5375/gab del 2/9/2015 (in allegato) con la quale vengono contestate le osservazioni inviate da Palazzo Chigi alla Regione Siciliana le quali precisavano che le nuove modifiche erano state adottate in violazione dell'art.117, comma 2, lett. e) del Codice dei contratti pubblici, perché lederebbero la concorrenza, essendo stato abolito il massimo ribasso ed inseriti dei paletti sulle "offerte anomale" con l'esclusione automatica delle stesse. Viene precisata nella nota "l'inadeguatezza di un meccanismo che determina in modo casuale la variazione in aumento o in diminuzione, poiché la conseguenza è che si determina un sostanziale variazione del numero delle offerte escluse automaticamente, rispetto all'esclusione automatica che ne è derivata finora".

In pratica, il nuovo comma 6-bis della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 fisserebbe criteri non conformi a quelli indicati nel Codice. Ma per il Governo i tempi stringono perché l'eventuale impugnativa dovrebbe essere decisa entro il 18 settembre prossimo allo scadere dei 60 giorni dall'entrata in vigore della norma regionale.

Con la legge regionale n. 13/2015, vengono, di fatto, modificati sino al 31 dicembre 2015 i criteri di aggiudicazione degli appalti di lavori, servizi o forniture che non abbiano carattere transfrontaliero (appalti di valore al di sotto della soglia comunitaria), nel caso in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso con la possibilità per la stazione appaltante di prevedere nel bando la possibilità di applicare il criterio dell'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore ad una certa soglia di anomalia.

"Abbiamo previsto - precisa l'assessore regionale alle Infrastrutture ed alla mobilità, Giovanni Pizzo- l'introduzione negli appalti di un coefficiente aritmetico non calcolabile in maniera predeterminata che ci consente di individuare la soglia di anomalia e di escludere automaticamente dalle procedure le aziende che non appaiono in linea".

Con il nuovo comma 6 ter viene, poi, precisato che le imprese che effettuano un ribasso superiore al 25 per cento devono produrre, nell'offerta, le relative analisi giustificative che sono valutate dalla Commissione di gara nel caso risultino aggiudicatarie in sede di verifica di congruità dell'offerta.
"Questa novità - precisa l'Assessore Pizzo - rappresenta un deterrente a non partecipare per le aziende non sane, che presentano ribassi che successivamente non riescono a garantire.
Le osservazioni di Palazzo Chigi non convincono, quindi, l'Assessore Pizzo, che nelle controdeduzioni inviate a Palazzo Chigi il 2 settembre scorso, ha evidenziato come le disposizioni del Codice degli appalti interessino soltanto le Regioni ordinarie e non quelle a statuto autonomo e che il sistema di esclusione automatica delle offerte anomale previsto dalla Legge regionale n. 13/2015 può essere utilizzata soltanto per lavori sotto soglia comunitaria.
Tra l'altro, precisa sempre l'Assessore Pizzo, si tratta di un intervento legislativo grazie al quale, "è possibile ridurre gli accordi collusivi delle imprese, in quanto le stesse non potranno utilizzare dati statistici ai fini dell'indicazione del ribasso, ma dovranno formulare l'offerta sulla base di un'attenta analisi del progetto e dei costi sostenibili in base alla propria organizzazione imprenditoriale".

Nell'attesa di sapere cosa deciderà il Governo, l'Ance Sicilia tira un sospiro di sollievo per la decisione del Governo di sospendere l'impugnativa.

A cura di arch. Paolo Oreto -

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