Riforma Appalti e Direttive Europee, Architetti: ridare centralità alla progettazione

"La vera sfida del nuovo Codice degli Appalti deve essere quella di usare la leva della buona architettura contro mafie e corruttele. E' il principio dell'un...

04/05/2015
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Riforma Appalti e Direttive Europee, Architetti: ridare centralità alla progettazione
"La vera sfida del nuovo Codice degli Appalti deve essere quella di usare la leva della buona architettura contro mafie e corruttele. E' il principio dell'unità del progetto nelle fasi preliminari, definitive ed esecutive che deve essere recuperato per definire - accanto alla garanzia del diritto d'autore - la responsabilità di chi progetta. Il senatore Zanda va al cuore del problema quando afferma che ‘dobbiamo ridare al progetto la centralità che deve avere. Se non lo facciamo non possiamo poi lamentarci della necessità di varianti in corso d'opera. Un buon progetto non può avere sorprese".

Questo il commento del presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Leopoldo Freyrie alle parole del Capogruppo al Senato del PD, Luigi Zanda che, intervenendo ad un convegno organizzato dal PD, sulla Riforma del Codice Appalti aveva parlato apertamente dell'importanza della progettazione: "La realizzazione dell'opera - ha dichiarato Zanda - è solo la fase conclusiva di un processo, per questo è importante che la progettazione venga fatta con cura e in tempi adeguati". Zanda ha inoltre parlato della progettazione interna alla pubblica amministrazione affermando che "Bisogna anche, se serve, sottrarre il progetto alla pubblica amministrazione. Altrimenti, poi, non possiamo lamentarci di fenomeni come le varianti in corso d'opera. Conviene anzitutto allo Stato spendere di più in fase di progettazione".

Positivo il commento del Presidente Freyrie che ha affermato "Se con il nuovo Codice finalmente, il Governo e il Parlamento decideranno che nelle gare si vince sulla base di criteri di qualità del progetto, non solo avremo buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo, ma avremo anche inferto un colpo molto serio alle mafie, che sugli appalti pubblici hanno costruito le fondamenta della loro economia. Avremmo anche finalmente la possibilità di assicurare ai cittadini italiani una buona opere utili e belle".