Rinnovo CCNL degli studi professionali, Confedertecnica: sindacati firmano con chi fa comodo

A poche settimane dall'approvazione dell'ipotesi di rinnovo del Ccnl degli Studi Professionali e in attesa della firma definitiva, arriva la pesante denuncia...

12/06/2015
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Rinnovo CCNL degli studi professionali, Confedertecnica: sindacati firmano con chi fa comodo
A poche settimane dall'approvazione dell'ipotesi di rinnovo del Ccnl degli Studi Professionali e in attesa della firma definitiva, arriva la pesante denuncia di Confedertecnica che sarebbe stato escluso volontariamente dal tavolo di contrattazione.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil attraverso le segreterie confederali di Fisascat, Filcams e Uiltucs avrebbero, infatti, escluso volontariamente Confedertecnica dal tavolo di contrattazione e deciso proditoriamente di firmare il nuovo contratto dei dipendenti degli studi professionali scegliendosi un unico interlocutore con cui trattare, a dispetto della reale composizione della rappresentanza del settore.

Dopo una prima fase di imbarazzo, Confedertecnica è passata al contrattacco rendendo evidente quello che considera un disegno estromissorio doloso, a fronte del quale adirà le vie legali per tutelare le prerogative e i diritti di chi rappresenta gli studi professionali da trent'anni rappresenta, prendendo parte sin dall'inizio a tutte le trattative per il rinnovo contrattuale degli ultimi decenni.

Secondo Confedertecnica, questa estromissione sarebbe non solo scorretta ed arrogante ma anche antisindacale perché "tradisce le regole di correttezza, trasparenza e rispetto reciproco con cui il sindacato deve agire nei confronti delle altre parti sociali. E' un comportamento che dimostra, nella malafede del suo opportunismo, le paure di un sindacalismo incapace di rapportarsi con chi solleva posizioni dissimili e obiezioni nel merito".

"Rivolgiamo un pubblico appello ai vertici nazionali di Cgil, Cisl e Uil - ha dichiarato il Presidente di Confedertecnica Calogero Lo Castro - affinché intervengano e sanzionino la deriva autoreferenziale di un sindacalismo che vuole interpretare, oltre alla propria, anche tutte le altre parti in campo. Colpisce che proprio quei sindacati che rimproverano a Matteo Renzi l'idea di un sindacato unico, a loro volta adottino lo stesso metodo con i propri interlocutori, provando a designare una controparte unica a dispetto della realtà della rappresentanza dei professionisti, che rimane per fortuna libera e plurale".