Science Center: progetto meraviglioso, sarà anche realizzabile?

La vittoria del bel progetto del nuovo "Science Center" di Città della Scienza a Bagnoli - Napoli, presentato dal raggruppamento Stige & Partners, Icaro, Din...

13/07/2015
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Science Center: progetto meraviglioso, sarà anche realizzabile?
La vittoria del bel progetto del nuovo "Science Center" di Città della Scienza a Bagnoli - Napoli, presentato dal raggruppamento Stige & Partners, Icaro, Dinamicamente Architetti, Nicola Marchetti, Alfredo Postiglione, Salvatore De Lucia, Valerio Ciotola e Andrea Guazzieri, permette una nuova riflessione sulla incerta applicazione dell'art. 33 del decreto Sblocca Italia, ancora bloccato nella sua attuazione per chissà quanto altro tempo.

Niente da dire sul progetto, le immagini dei rendering pubblicati sul sito della Fondazione Inarcassa fanno ben sperare circa la possibilità di un ritorno a coltivare qualità urbane migliori di quelle che ci sono state lasciate in eredità dalla precedente generazione.

Valga una per tutte l'immagine pubblicata sul sopra citato sito della cortina trasparente a tamponatura dell'edificato a breve distanza dalla spiaggia con alle spalle il contorno del promontorio di Posillipo (quello delle rimembranze per intenderci).


Proprio sotto quel promontorio c'è il meraviglioso Parco del Pausylipon, dove 2000 anni fa Vedio Pollione contrastava politicamente nella sua villa l'ascesa dell'Imperatore Augusto.
Lì sotto c'è l'area marina protetta della Gaiola (perdete un minuto, per cortesia se non ci potete andare perlomeno visitate il sito).

E nella roccia vi è una delle tre gallerie interamente scavate in tufo dell'area napoletana (questa è lunga 770 metri) e dirette da quel meraviglioso ingegnere ante litteram (ma forse era solo un geometra, chi lo sa?) che fu Lucio Cocceio Aucto, un liberto che annovera questa ed altre straordinarie opere nel suo curriculum.


La zona è di incomparabile valore paesaggistico e ambientale ed infatti con il Decreto 14 dicembre 1995 del Ministero dei Beni Culturali l'area è stata regolamentata con un Piano Territoriale Paesaggistico ad hoc.

Anche il PRG del Comune di Napoli ha tenuto banalmente conto dei vincoli imposti sull'area, tra l'altro da quello antico, quello stabilito dalla legge "Galasso" (ricordate l'inedificabilità nei 300 metri?).

Insomma il progetto è bello e mi piace, ed anche le trionfalistiche dichiarazione della politica che parlano di rilancio dell'area mi piacciono (clicca qui), infatti quest'area (ex Italsider) è stata inquinata pesantemente durante tutto il secolo scorso, con ignobili interramenti di sostanze inquinanti.

Ma, come si contemperano con le norme vigenti questi progetti edificativi che parlano di inedificabilità su quel territorio?

Mi chiedo da diversi mesi, su queste colonne editoriali, in base a quale arzigogolata norma stavolta riusciremo ad aggirare tutte la vincolistica esistente che impedisce l'edificazione di alcuna volumetria in quell'ambito?

Ma poi, come dice l'art.33 dello Sblocca Italia: nomineremo mai il Commissario (un altro micro dittatore con poteri straordinari)?. Vedremo mai costituita la società per l'attuazione del programma che vuole disinquinare, ma poi vuole anche costruire?

Insomma, dico io dal basso di una povertà di idee semplicistica: non si può fare una cosa alla volta? Magari disinquinare (la Regione ha già accantonato le somme provenienti dai finanziamenti europei), restituire alla città un parco urbano e poi pensare alla edificazione?

In tutto questo inutile immobilismo italiano, l'interventismo del nuovo Governatore della Campania, De Luca (coinvolto anche nel progetto della fantastica edificazione del CRESCENT a Salerno, vedere per credere: un fabbricato quasi completamente costruito a meno di 300 metri dalla costa, bloccato ormai da anni dalla magistratura locale che non capisce ancora - o forse si - come stiano realmente le cose) mi sembra in questo momento l'unica speranza politica di smuovere la questione.

Questione che, sia chiaro, esiste. E' stata ben posta fin dall'emanazione del decreto dal Comune di Napoli, da Italia Nostra e da altre istituzioni ambientaliste.
Questione tutelata dall'art. 118, comma 2, Cost. che riserva ai Comuni la titolarità delle funzioni amministrative proprie (quella urbanistica per esempio).

Sperando in un rinsavimento collettivo, la città di Napoli anche in questa stagione estiva è espropriata della linea di costa di Bagnoli, di uno dei litorali più belli del circondario e vede ancora negata la funzione turistica propria di quest'area.

Fotogallery









A cura di Mauro Fusco -