Un Paese allo sbando che mortifica Professionisti e Imprese

In uno Stato di diritto ogni cittadino si aspetta la salvaguardia e il rispetto dei propri diritti, la garanzia dello stato sociale ma soprattutto che gli Or...

17/01/2017
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Un Paese allo sbando che mortifica Professionisti e Imprese

In uno Stato di diritto ogni cittadino si aspetta la salvaguardia e il rispetto dei propri diritti, la garanzia dello stato sociale ma soprattutto che gli Organi di Governo siano i primi a rispettare le norme. Spesso, purtroppo, la realtà è ben diversa dalle aspettative e soprattutto professionisti e imprese si trovano nella condizione di confrontarsi con follie burocratiche e fiscali che fanno dubitare di vivere in un Paese garante dei principi minimi di convivenza civile.

La storia che mi accingo a raccontare è stata vissuta da un professionista ingegnere ma potrebbe rappresentare degnamente quanto lavoratori autonomi e imprese si trovano giornalmente a vivere nel nostro Paese.

Tutto inizia nel 2014 con il conferimento di un incarico professionale, ovvero qualcosa che ogni persona dotata di partita IVA si augura per il prosieguo della propria attività. Un ingegnere viene contattato da una ditta per una perizia urgente su un edificio. Dopo il regolare conferimento dell'incarico, accade ciò che purtroppo molti professionisti conoscono, il committente si dilegua, non risponde più al telefono ed evita qualsiasi incontro. Forte del conferimento d'incarico, il professionista si reca da un avvocato (sostenendo chiaramente dei costi) per fare preparare un'ingiunzione di pagamento che viene accolta dal Giudice a novembre 2015.

Nonostante il professionista sia perfettamente a conoscenza del domicilio del titolare della ditta e, pur avendo lo stesso numerose altre società, lo stesso non ha un domicilio valido al quale recapitare l'ingiunzione e, sebbene continui a fare la vita di sempre, nessuno riesce a notificargliela.

Nel frattempo, però, l'Agenzia delle Entrate viene a conoscenza dell'ingiunzione di pagamento e chiede al professionista di versare le tasse non versate sulla fattura emessa ma sulla quale non è stato incassato ancora neanche un euro e sul quale, con ogni probabilità, non incasserà mai nulla.

Nello sfogo il professionista afferma "Mi sono sempre vantato di non incassare soldi in nero, di pagare tutte le tasse; ho sempre detto ai miei figli che quei soldi servono per le loro scuole e per le strade che facciamo tutti i giorni, e che se quest'anno non siamo andati in vacanza va comunque bene, perché siamo persone oneste".

Non commento oltre ma lascio a voi il compito di farlo e vi invito a raccontarmi la vostra storia inviando una mail a redazione@lavoripubblici.it

A cura di Ing. Gianluca Oreto