Viadotto Himera, M5S: rompere gli schemi per contrastare l'emergenza

A distanza di 10 anni dalla prima frana che ha interessato le zone a ridosso dell'autostrada A 19 Palermo - Catania e dopo oltre 2 mesi dal cedimento del pil...

16/06/2015
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Viadotto Himera, M5S: rompere gli schemi per contrastare l'emergenza
A distanza di 10 anni dalla prima frana che ha interessato le zone a ridosso dell'autostrada A 19 Palermo - Catania e dopo oltre 2 mesi dal cedimento del pilone del viadotto Himera che ha diviso in due la Sicilia, arrecando danni incalcolabili ad una economia già in crisi, siamo ufficialmente pronti per dichiarare lo stato di emergenza che giustificherà l'utilizzo di procedure straordinarie.

L'ufficialità è arrivata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'OPCM n. 258/2015 recante "Primi interventi urgenti di protezione civile conseguenti al dissesto causato dal movimento franoso che ha interessato il viadotto «Himera I» dell'Autostrada A-19 Catania Palermo, verificatosi nel mese di aprile 2015" che ha previsto che per le attività necessarie per la risoluzione del problema il Commissario straordinario può avvalersi di ANAS e, ove non sia possibile l'utilizzazione delle strutture pubbliche, può affidare la progettazione anche a liberi professionisti esterni, utilizzando le deroghe alle procedure ordinarie.

Mentre la politica studia il modo di risolvere l'emergenza, oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato all'Assemblea Regionale Siciliana (ARS) un'idea progettuale realizzata dal gruppo urbanistica del Meetup di Caltanissetta che consentirebbe di far fronte immediatamente e con poche risorse agli enormi disagi che la frana sta causando sia ai trasporti pesanti che ai collegamenti ordinari tra Palermo e Catania.

Dopo aver deciso di finanziare parte dei lavori che consentiranno di realizzare la strada a ridosso del Comune di Caltavuturo (leggi articolo), il M5S ha messo all'opera i professionisti che operano con spirito di solidarietà all'interno dei Meetup provinciali, portando una proposta che ha già raccolto gli apprezzamenti del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

Benché il percorso alternativo possa risultare utile soprattutto per far fronte immediatamente all'emergenza, le condizioni climatiche del periodo invernale rendono necessaria la realizzazione di un by pass che eviti rischi per la circolazione stradale. Considerato che gli Entri preposti hanno ipotizzato un intervento sul viadotto a partire dal mese di Ottobre, è molto probabile che si arrivi a situazioni di emergenza tali da richiedere un intervento fuori dagli schemi. Ed è proprio questa la proposta del Meetup di Caltanissetta: un intervento che possa rompere gli schemi per contrastare immediatamente l'emergenza.

L'idea progettuale (clicca qui) prevede l'intervento della Prefettura di Palermo che, reperiti i fondi, dovrà provvedere a conferire l'incarico ai Reparti Militari del Genio ed all'ANAS ognuno per le proprie competenze.

Caratteristiche tecniche del progetto
Come si evince dal progetto presentato, lo Studio idrogeologico dell'area ha portato ad individuare per la realizzazione del by pass una strada di servizio esistente e pubblica che ha avuto la funzione di strada di cantiere durante la costruzione dell'Autostrada A19, denominata "strada Lodigiani". Tale tracciato ha un percorso parallelo all'autostrada in un'area che non presenta rischi idrogeologici e si presta in almeno due punti ad essere raccordata ai viadotti. Il tracciato ha una larghezza di circa 8.00 m e si presenta a mezza costa per tutto il suo sviluppo. Esso necessita di un ripristino ed un ampliamento di circa 2.50 m in modo da ottenere una corsia per ogni senso di marcia per una larghezza complessiva di 10.50 m.

La fondazione stradale del bypass sarà costituita quindi in parte dalla strada esistente ed in parte da quella dell'ampliamento. Al di sopra verranno ricostituiti gli stati di conglomerato bituminoso, binder e un ultimo strato di tappetino di usura tali da potere sostenere un traffico pesante.

La lunghezza complessiva del percorso individuato, una volta lasciata l'autostrada e la riammissione nella stessa, va dai 2.400 ai 2700m, a seconda che l'innesto avvenga nei due punti individuati, costituiti:
  • per circa 700/1000 metri dalla "strada Lodigiani", all'interno della quale occorrerà allestire 4 tratti di ponte;
  • per circa 1700 metri dalla S.P. 24, fino allo svincolo autostradale di Scillato.

Impiego dei ponti tipo Bailey
Il progetto prevede l'utilizzo dei ponti tipo Bailey, in uso ai Reparti Militari del Genio, che possono essere impiegati sia per realizzare l'innesto del bypass al viadotto autostradale, sia per sostituire alcuni tratti del percorso che hanno subito smottamenti e per i quali un ripristino con tecniche convenzionali sarebbe troppo oneroso. Il ponte Bailey può essere realizzato ed installato in pochi giorni ed in un mese sono realizzabili le opere di ristrutturazione della viabilità esistente.

Dal punto di vista economico, si è stimato che per la realizzazione dell'intervento servano circa 1,5 milioni di euro che farebbe fronte agli oltre 18 milioni di euro stimati come danni agli automobilisti (leggi articolo).

La soluzione proposta dal Meetup di Caltanissetta prevede tecniche costruttive reversibili e si presta quindi alla necessità di smontare le infrastrutture una volta terminati i lavori nella A19.

In allegato l'idea progettuale che vi invito a visionare e commentare al fine di fornire soluzioni utili ad un suo miglioramento.

A cura di Gianluca Oreto
   
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