Vigilanza collaborativa: firmato protocollo d'intesa tra ANAC e Roma Capitale

All'indomani della presentazione della nuova giunta, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha attivato un protocollo d'intesa con l'Anticorruzione per la vigilan...

30/07/2015
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Vigilanza collaborativa: firmato protocollo d'intesa tra ANAC e Roma Capitale
All'indomani della presentazione della nuova giunta, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha attivato un protocollo d'intesa con l'Anticorruzione per la vigilanza collaborativa delle procedure di affidamento al fine di rafforzarne ed assicurarne la correttezza e la trasparenza.

Se è un caso che il protocollo sia stato firmato dal Sindaco di Roma e il Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone proprio il giorno dopo la presentazione della nuova giunta (la richiesta di attivazione di vigilanza collaborativa era partita il 16 marzo 2015) non lo sapremo mai, il dato certo è che la richiesta avanzata da Ignazio Marino è stata accettata e protocollata a seguito delle specifiche circostanze (emerse negli ultimi mesi) che hanno fatto emergere gravi episodi di corruzione nell'ambito della amministrazione comunale e la rilevanza economica degli affidamenti per i quali è richiesta la vigilanza collaborativa.

Il protocollo d'intesa (durata di un anno a decorrere dalla data della sua sottoscrizione) disciplina lo svolgimento dell'attività di vigilanza collaborativa anche preventiva finalizzata a verificare la conformità degli atti di gara alla normativa del Codice dei Contratti Pubblici, all'individuazione di clausole e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale, nonché al monitoraggio dello svolgimento della procedura di gara e dell'esecuzione dell'appalto.

L'attività che l'ANAC porrà in essere nei primi 6 mesi di collaborazione riguarda il settore dei contratti pubblici, ivi inclusa la sicurezza sui luoghi di lavoro, e sarà incentrata su un numero determinato di interventi, di rilevante importo economico e concernenti settori a particolare rischio di corruzione. Gli interventi, per un totale complessivo di n. 10 procedure di affidamento, sono stati individuati, di comune accordo dall'Autorità e dal Sindaco di Roma Capitale e riguardano:
  • n. 1 procedura aperta per l'affidamento dei lavori di manutenzione ordinaria edile ed impiantistica da eseguire su edifici residenziali a reddito di proprietà o in uso a Roma Capitale;
  • n. 1 procedura aperta per l'affidamento dei servizi di sviluppo, manutenzione, gestione applicativa, hosting dei portali web e di Posta Elettronica e Posta Elettronica Certificata (PEC) per Roma Capitale;
  • n. 1 procedura per l'affidamento del servizio di rimozione, custodia, restituzione veicoli rimossi, apposizione congegni bloccaruote per i veicoli in sosta d'intralcio e/o pericolo per la circolazione stradale sul territorio di Roma Capitale;
  • n. 1 procedura di affidamento del servizio di pulizia e servizi di global service delle strutture educative e scolastiche relativo al periodo 1 agosto 2015- 31 luglio 2020;
  • n. 6 interventi che saranno successivamente individuati da Roma Capitale in relazione a procedure di affidamento che la stessa amministrazione intenderà bandire nell'ambito di alcuni settori ad elevato rischio di corruzione, con particolare riferimento ai settori sociale, ambiente e lavori pubblici.

Formano oggetto di verifica preventiva:
a) i seguenti atti della procedura di affidamento:
  • determinazione a contrarre;
  • bandi di gara o lettere di invito o inviti a presentare offerta nel caso di procedura negoziata;
  • disciplinari di gara;
  • capitolati;
  • schemi di contratto;
  • provvedimenti di nomina dei commissari e di costituzione della commissione giudicatrice;
  • verbali del subprocedimento di verifica e di esclusione delle offerte anormalmente basse;
  • provvedimenti di aggiudicazione, provvisoria e definitiva;
  • accordi quadro e relativa documentazione di gara e/o contrattuale.
b) i seguenti atti della fase di esecuzione dei contratti:
  • perizie di variante;
  • atti finalizzati alla conclusione di accordi bonari e contratti di transazione di cui agli articoli 240 e 239 del Codice;
  • proposte/atti di risoluzione contrattuale o altri atti in autotutela;
  • sospensioni contrattuali;
  • riscontrate violazioni del protocollo di legalità, ove sottoscritto;
  • riscontrati gravi inadempimenti e gravi ritardi ascrivibili a responsabilità dell'appaltatore e provvedimenti conseguentemente assunti dall'amministrazione (applicazioni di penali, segnalazioni, escussione della cauzione, esecuzione in danno, eventuale risoluzione e modalità di affidamento della prestazione residua ad altro operatore).

Il procedimento di verifica si articola secondo le seguenti modalità:
  1. gli atti sono trasmessi all'Autorità preventivamente alla loro formale adozione da parte di Roma Capitale;
  2. a seguito della trasmissione l'Autorità esprime un parere, anche formulando eventuali osservazioni;
  3. in particolare, qualora si individuino irregolarità o non conformità alle vigenti disposizioni normative o alle pronunce dell'Autorità, l'ANAC formula un rilievo motivato e lo trasmette a Roma Capitale.
In tale ipotesi, Roma Capitale:
a. se ritiene fondato il rilievo, vi si adegua, modificando o sostituendo l'atto in conformità al rilievo stesso, inviando altresì copia del documento in tal senso rettificato;
b. se, invece, non ritiene fondato il rilievo, presenta le proprie controdeduzioni all'Autorità e assume gli atti di propria competenza.

A cura di Gianluca Oreto
   

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