Violazione obblighi di trasparenza: in Gazzetta la delibera ANAC

Sulla Gazzetta ufficiale n. 29 del 5 febbraio scorso è stata pubblicata la Delibera n. 10 del 21 gennaio 2015 dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) r...

10/02/2015
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Sulla Gazzetta ufficiale n. 29 del 5 febbraio scorso è stata pubblicata la Delibera n. 10 del 21 gennaio 2015 dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) recante "Individuazione dell'autorità amministrativa competente all'irrogazione delle sanzioni relative alla violazione di specifici obblighi di trasparenza (art. 47 del decreto legislativo 33/2013)".

L'Anac, con la delibera in argomento, giunge alla conclusione che è il Prefetto l'autorità competente a sanzionare gli organi di governo che non pubblicano i loro dati patrimoniali, ai sensi dell'articolo 47, comma 3, del d.lgs 33/2013.

Nella delibera dell'Autorità che, preliminarmente, effettua una completa disamina della normativa, viene precisato che: "In base ad una lettura sistematica della normativa sulla trasparenza e della legge 689/1981 - e sempre tenuto conto che si tratta di materia di competenza statale - questa autorità amministrativa non può che essere individuata, a legislazione vigente, nel prefetto del luogo in cui si verificano le violazioni di cui all'art. 47, co. 1 e 2, del d.lgs. 33/2013. Infatti, nelle materie di competenza statale, l'art. 17 della l. 689/1981 stabilisce che per l'irrogazione della sanzione definitiva, in caso di mancato pagamento in misura ridotta, intervenga il prefetto in assenza di altri uffici sul territorio e dunque a chiusura del sistema sanzionatorio. Questa interpretazione è suffragata anche dalla considerazione che i prefetti svolgono in generale sul territorio funzioni di garanzia e di promozione dei diritti civili e sociali dei cittadini, alla cui piena attuazione la trasparenza è finalizzata (artt. 1 e 2, d.lgs. 33/2013)".

Nella delibera 10/2015, l'Anac aggiunge che: "La portata dei recenti interventi normativi illustrati sinteticamente si ritiene incida anche sulla corretta interpretazione del regime sanzionatorio previsto dall'art. 47, co. 3, de d.lgs. 33/2013 ed è alla base delle motivazioni che spingono l'Autorità ad adottare una delibera che, in parte, si discosta da quella del 2013.
L'interpretazione che si fornisce soffre, naturalmente, dei limiti che, come già evidenziato sopra, derivano da una non chiara formulazione dell'art. 47, co. 3. Per questo motivo l'ANAC ribadisce la necessità di un intervento legislativo urgente e appropriato che definisca con precisione il sistema sanzionatorio e i soggetti responsabili. Tuttavia, nelle more, si ritiene comunque opportuno modificare il precedente orientamento contenuto nella delibera n. 66/2013 per garantire una maggiore coerenza dell'applicazione delle sanzioni ai principi dell'ordinamento come risultano anche dalla recenti modifiche normative.

L'intero quadro normativo che emerge dalla l. 190/2012, dal d.lgs. 33/2013 e dal d.l. 90/2014, infatti, è espressione di una chiara scelta legislativa di ritenere la trasparenza, intesa quale accessibilità totale delle informazioni da pubblicare sui siti web, strettamente collegata alla prevenzione della corruzione e materia di competenza statale, sulla cui attuazione vigila l'Autorità nazionale anticorruzione".

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