Antincendio e nuova RTV facciate edifici: servono norme più stringenti

Per gli addetti al settore la nuova norma antincendio è un primo passo importante, ma bisogna fare molto di più

di Redazione tecnica - 29/04/2022
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Antincendio e nuova RTV facciate edifici: servono norme più stringenti

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’8 aprile 2022, n. 83 delle nuove norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili, ai sensi dell’art. 15, del Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139, è stata introdotta la Regola Tecnica Verticale (RTV) che integra il Codice di Prevenzione incendi, il D.M. 3 agosto 2015, disciplinando in modo cogente e per la prima volta in Italia il comportamento al fuoco delle facciate e delle coperture degli edifici esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto e a quelli di nuova realizzazione.

RTV facciate edifici: la nuova regola antincendio

La norma tecnica, che entrerà in vigore il 7 luglio 2022, ossia 90 giorni dopo la sua pubblicazione in G.U.R.I., introduce la definizione di “chiusura d’ambito dell’edificio” quale frontiera esterna dell’edificio ad andamento orizzontale o verticale (c.d coperture e facciate) e contiene una specifica disciplina antincendio per tali elementi costruttivi.

In questo modo la regola integra il decreto del Ministro dell’Interno 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi), perseguendo i seguenti obiettivi di sicurezza antincendio:

  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito;
  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’esterno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito;
  • evitare o limitare la caduta di parti della chiusura d’ambito dell’edificio (es. frammenti di facciata o altre parti comunque disgregate o incendiate, …) in caso d’incendio, che possano compromettere l’esodo degli occupanti o l’operatività delle squadre di soccorso.

Ok alla nuova RTV ma ancora c'è da fare

La nuova RTV è stata accolta con favore da associazioni e imprese del settore: in particolare, Confabitare, Movimento Consumatori e Rockwool Italia hanno avviato un dialogo aperto con il Ministero dell’Interno per portare all’attenzione del Governo anche i migliori casi europei e le lezioni tecniche maturate dagli incendi che hanno coinvolto fatti di cronaca in Italia ed in Europa.

Con un comunicato congiunto, le tre realtà hanno sottolineato come la pubblicazione della normativa rappresenti un segnale a favore di una maggiore sicurezza, anche se ancora non recepisce le indicazioni apprese dagli incidenti avvenuti negli ultimi anni. Sul punto, Alberto Zanni, Presidente nazionale Confabitare, ha riconosciuto il passo avanti segnato dalla nuova regola, ma che allo stesso tempo è necessario lavorare ancora perché la sua impostazione attuale è lacunosa: “Il Decreto – spiega - non prevede ad esempio l’uso esclusivo di materiale incombustibile per gli edifici più a rischio - quelli alti e sensibili come ospedali, scuole, case popolari - e introduce obblighi che per noi non sono sufficienti a garantire la sicurezza in caso di incendio. Parliamo appunto di sicurezza e su questo aspetto è difficile fare o accettare sconti. Il Ministero dell’Interno si sta dimostrando aperto al dialogo e siamo lieti di portare le nostre competenze”.

Interazione con le altre RTV

Altro punto dubbio, l’interazione tra la Regola Tecnica Verticale per le chiusure d’ambito, e la Regola Tecnica Verticale per gli edifici di civile abitazione, di prossima adozione: quest’ultima riduce il campo di applicazione della RTV chiusure d’ambito, escludendone l’applicazione per gli edifici di altezza inferiore ai 24 metri. “La limitata applicazione della Regola Tecnica Verticale per le chiusure d’ambito lascia senza requisiti obbligatori la maggior parte del parco immobiliare italiano, creando difformità nell’applicazione delle norme volte a garantire la sicurezza antincendio, mettendo a rischio gli occupanti e le proprietà stesse”, sottolinea Ovidio Marzaioli, Vicesegretario Generale del Movimento Consumatori. “Mentre esiste una normativa ed una certificazione di efficienza energetica manca invece una complessiva certificazione di sicurezza. Un ritardo per l’Italia che proprio ora sta facendo un grande investimento di rinnovamento degli edifici con uno straordinario finanziamento pubblico”, conclude Marzaioli.

Uso di materiali incombustibili

Infine, Paolo Migliavacca, amministratore delegato ROCKWOOL Italia, ha ribadito come la nuova RTV sia un primo passo avanti nella sicurezza antincendio degli edifici, ma che rimane ampio spazio di miglioramento per la definizione di una normativa che obblighi all’uso di materiali incombustibili sugli edifici di altezza superiore ai 18 metri, come quella introdotta nel Regno Unito dopo la tragedia della Grenfell Tower, imponendo requisiti più stringenti utilizzando un approccio basato sul rischio di incendio. Conclude Migliavacca: “In relazione poi all’ondata di ristrutturazioni che si sta attuando in Italia, si deve evidenziare che la ripresa economica del settore edilizio passa sia dall’efficienza energetica che dalla massima sicurezza dei materiali e del costruito”.