Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2023: il Fisco aggiorna guida e infografica

Disponibile online il vademecum sulle detrazioni fiscali spettanti per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio

di Redazione tecnica - 13/01/2023
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Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2023: il Fisco aggiorna guida e infografica

È disponibile online la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate sul Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2023. Il Fisco ha anche corredato il documento con un’utile infografica che sintetizza scadenze e adempimenti per fruire dell’agevolazione legata alla realizzazione di interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio per i quali si stanno utilizzando le detrazioni previste dall’art. 16-bis del d.P.R. n. 917/1986.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2023: la guida aggiornata

La Guida è articolata nelle seguenti sezioni:

  • La detrazione
  • Quando si può avere
  • Per quali acquisti
  • L’importo detraibile
  • I pagamenti
  • I documenti da conservare
  • I quesiti più frequenti
  • Per saperne di più

Come specifica la Guida, il Bonus Mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

L’agevolazione è stata prorogata dalla legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori. La detrazione spetta a condizione che sia stato realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.

Per richiedere la detrazione è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute. Essa spetta solo al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. In alternativa alla detrazione diretta si può optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, ai sensi dell’art. 121 del Decreto Rilancio.

Nel caso di interventi su parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti, mentre il bonus non spetta per arredi destinati alla propria abitazione. Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di recupero del patrimonio edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Bonus Mobili: interventi che danno diritto alle detrazioni

Gli interventi per i quali è possibile richiedere il Bonus Mobili comprendono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Infine come specificato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare del 22 dicembre 2020, n. 30/E, il Bonus mobili spetta anche ai contribuenti che usufruiscono del Sismabonus, per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, nonché, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, del Superbonus di cui al comma 4 dell’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020

Spesa detraibile: occhio all'anno di acquisto dei mobili

Il tetto di spesa ammissibile al Bonus Mobili esula dall’importo speso per i lavori di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione del 50%, ripartita in dieci quote annuali di uguale importo, va infatti calcolata su:

  • 16.000 euro per gli acquisti effettuati nel 2021;
  • 10.000 euro per l’anno 2022;
  • 8.000 euro per il 2023;
  • 5.000 euro per il 2024.

Inoltre il limite massimo di spesa è legato all’anno in cui viene effettuato l’acquisto dei mobili. Ciò significa che se nel 2021, quando il plafond era di 16mila euro, ho speso 10mila euro, nel 2022 non avrò più margini per la detrazione. Se invece nel 2021 ne avrò spesi 6mila, avrò ancora a disposizione 4mila euro (10mila-6mila).

I pagamenti devono essere tracciabili, per cui vanno con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità e che il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria. Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

I documenti da conservare per richiedere la documentazione comprendono:

  • la ricevuta del bonifico
  • la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito)
  • l’attestazione di addebito sul conto corrente
  • le fatture di acquisto dei beni.

Infine, la Guida riporta alcune tra le FAQ più frequenti legate al Bonus Mobili e un utile vademecum sulla normativa di rifeirmento.

Guida ADE Bonus Mobili 2023 - Infografica

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